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Soundtrack: "Avatar" di James Horner

16 gennaio 2010 Soundtrack 10 Commenti
Antonio Marguccio, 12 Gennaio 2010: * * * *
In collaborazione con Colonne Sonore

Terza collaborazione tra il regista James Cameron e il compositore James Horner dopo Aliens e i due Oscar per l’acclamato Titanic, Avatar è uno dei film più attesi degli ultimi anni. Ovviamente non poteva mancare la pubblicazione del compact disc contenente la colonna sonora…


Uscito in Italia il 15 gennaio anche in 3D, Avatar ha avuto una lavorazione di quattro anni ed è costato ufficialmente 237 milioni di dollari. Concepito già nel 1994 dal regista James Cameron (creatore della celebre saga di Terminator nonché autore del pluripremiato Titanic), il live action fantascientifico è stato procrastinato per permettere alla nuova generazione di effetti speciali, e soprattutto all’avvento dell’animazione CGI, di materializzare un mondo alieno datato 2154.

Fatte le dovute premesse, ci preme anzitutto dire che la musica di James Horner, data alle stampe vive benissimo slegata dalle immagini, è prolissa, melodica, a tratti eterea e sognante, quindi anche chi non ha intenzione di andare a vedere il film al cinema potrà far viaggiare la propria immaginazione standosene tranquillamente seduto davanti all’impianto Hi-Fi (l’unico consiglio è magari di aprire le finestre visti i picchi di decibel percussivi che invadono l’ascolto).

Si comincia alla grande con un assortimento di percussioni e vocalizzi etnici sopra un background di pad elettronici (You Don’t Dream In Cryo). Quindi il solfeggio del soprano, lasciato quasi in silenzio e seguito da ritmi tensivi dove a farla da padrone sono i loop e i campioni di voci “Ah” sintetizzate. Anche altrove nell’album all’elettronica è demandata una porzione non indifferente di musica, talora per ricreare ambientazioni new age o atmosfere decadenti sottolineate dall’uso ossessivo del pitch-shifting (Pure Spirits of the Forest). Riutilizzando alla lettera gli espedienti ascoltati in Apocalypto, Horner costella inoltre la partitura di voci gutturali che irrompono nella massa di percussioni multietniche e flauti irlandesi e shakuhachi (Jake Enters His Avatar World). Stesse reminiscenze vocali ma nello stile già visto su Troy regalano una caratteristica sintesi sinfonico-tribale in Jake’s First Flight.

Sul versante dei temi principali del film, l’autore si è per così dire limitato ad un love theme costruito su una progressione in chiave minore di quattro note. Questa semplice intuizione musicale, presentata a volte con l’orchestra al completo ma spessissimo eseguita al pianoforte e con una base di arpeggiatore (Becoming One of “The People”/Becoming One With Neytiri), è tendenzialmente l’unico elemento di originalità dell’intero score, visto che gran parte delle idee messe su pentagramma sono riprese dal bagaglio cinemusicale dell’autore e non solo. Complice infatti una temp track che ha fatto largo uso di Zimmer e probabilmente anche di Silvestri, non è raro imbattersi in qualcosa di clamorosamente déjà entendu, come in Gathering All the Na’vi Clans for Battle, che ricorda da vicino il tema in progressione The Might of Rome e l’iconico Pirates of the Caribbean. Tuttavia, lasciando alla materia l’opinabilità che essa merita, giova sottolineare che la personalità di Horner non ne rimane scalfita e semmai la vera stonatura dell’intero album è prodotta proprio dalla canzone finale affidata a Leona Lewis, vincitrice dell’X-Factor statunitense. Modellata sul cliché di My Heart Will Go On, la romantica I See You non sembra in asse con una partitura epica che vive di rimescolamenti e intersezioni.

Nel complesso Avatar è un lavoro di tutto rispetto ma fondamentalmente prevedibile. Suo punto a favore è l’equilibrio tra fonti musicali diversissime e non intrinsecamente affini all’approccio neoclassico che rappresenta pur sempre la base di partenza per un compositore come Horner.


Titolo: Avatar

Compositore: James Horner

Etichetta: Fox Music/Atlantic, 2009

Numero dei brani: 14

Durata: 78′ 51”


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Attualmente ci sono 10 commenti a questo articolo:

  1. […] The rest is here:  CineFile » Soundtrack: “Avatar” di James Horner […]

  2. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Da quando fate anche la recensione delle colonne sonore? Sapete quante di belle potreste recensire, il repertorio è lungo:
    1: Il gladiatore
    2: Il padrino
    3: Braveheart
    4: Alexander
    5: Troy
    6: Il cavaliere oscuro
    7: Il signore degli anelli
    8: Gangs of New York
    9: The departed.

    Comunque grande Horner, musiche straordinarie e maestose. Ha dato anche questa volta emozioni mozzafiato. Dai suoi pentagrammi esce una specie di magia che incanta. Tutte le musiche di tutti i film che ha fatto sono straordinarie.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Questa è la prima. L’idea è di pubblicarne una alla settimana, alternando film attuali e classici. Ma non sono recensioni scritte da noi, ce le concede il sito specializzato http://www.colonnesonore.net. Lasciamo totalmente a loro la scelta dei titoli da pubblicare.

  4. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Grazie per il sito che mi hai dato Alberto, è stato interessante visitarlo.

  5. Fabrizio scrive:

    Sezione molto interessante e che arricchisce notevolmente il sito, questa. Bell’idea. Speriamo cresca bene.

  6. Alberto Cassani scrive:

    Vediamo. Per adesso il pubblico ha risposto così così. Dalla prossima inizio a pubblicarle il lunedì invece del sabato e vediamo come va, ma sicuramente è una gran cosa in più che presentiamo.

  7. Fabrizio scrive:

    Beh, certe volte vale la pena aumentare la qualità dell’offerta anche se parte degli utenti più o meno abituali possono non essere interessati ad approfondire l’argomento in questione a livello tecnico. Penso comunque ve ne saranno molti che mostreranno interesse e magari strada facendo ne verranno attratti di nuovi. Immettere qualità di sicuro non fa male nè toglie nulla a quanto di buono il sito già produceva.

  8. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Ho l’impressione che certe tracce composte da Horner siano simili a cose già esistenti.

  9. Alberto Cassani scrive:

    Gli capita spesso.

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