|
Luciana
Morelli, 28 Marzo 2006: Esagerato |
Warner,
31 Marzo 2006
|
Basic
Instinct 2
di Michael Caton-Jones
Ci
sono voluti ben quattordici anni per portare alla luce il seguito di
"Basic Instinct", ma sicuramente
non sono stati abbastanza. Ricorderete la biondissima scrittrice americana
di gialli Catherine Tramell, la donna dalla sessualità incontenibile
le cui storie a dir poco inquietanti corrispondono spesso ad eventi
- più che altro omicidi - che avvengono nella realtà.
Ora vive a Londra e sembra tornata più in forma che mai per sfidare
all'ultima seduzione tutti quelli che tenteranno di accusarla della
morte - decisamente inconsueta - di un calciatore molto famoso che viaggiava
con lei in macchina prima di sprofondare in acqua e morire annegato.
Per effettuare la perizia psichiatrica sulla donna viene nominato il
Dr. Glass, un brillante psico-criminologo al culmine della carriera.
Tra i due l'attrazione è immediata, ma la reticenza di lui a
lasciarsi avvolgere dalle macchinazioni di una probabile omicida rende
da subito tutto molto più eccitante per una donna senza scrupoli
come Catherine, il cui unico obiettivo è quello di far emergere
in qualsiasi uomo gli istinti più primari e animaleschi. Nell'aria
c'è odore di sangue, un altro omicidio si sta per compiere..
Tanto
rumore per nulla. Le preannunciate scottanti scene di sesso lesbo e
di gruppo sono state bellamente tagliate e di tutto lo scandalo gridato
da mesi sui media rimane solo qualche innocua scena di nudo integrale
e di sesso spinto (opportunamente camuffata). Un thriller piuttosto
banale che si consuma tra interni da sogno, splendide mise d'alta
moda e personaggi estremizzati all'eccesso che si prendono decisamente
troppo sul serio, con il risultato di arrivare ad un finale involontariamente
esilarante. Un'operazione meramente commerciale, dunque, finalizzata
- oltre che agli incassi - al rilancio in grande stile (si fa per dire)
della Stone dopo le brutte vicissitudini personali degli ultimi anni,
che l'hanno esclusa per troppo tempo dal 'giro' importante di Hollywood.
Molto più bella e sexy ma molto meno convincente che nel
film di Verhoeven, la bella Sharon ha vinto
la sua scommessa, perché gli incassi al botteghino la premieranno
senza dubbio, non fosse che per la curiosità di rivederla dopo
tanti anni ancora stendere al tappeto qualsiasi uomo le si avvicini.
Il
suo fanatico e strafottente divismo però non basta a sostenere
una storia che fa acqua da tutte le parti e che risulta poco credibile
nonostante la partecipazione illustre di Charlotte Rampling (in un ruolo
indegno che grida ancora vendetta) e nonostante la Stone si sia scelta
personalmente l'attore partner David Morrisey, 'colpevole' di
avere una faccia totalmente inadatta ad un qualsiasi tipo di confronto
con quello che nel 1992 fu il suo predecessore, quel Michael Douglas
che si è tirato immediatamente fuori da questa mega operazione
sforna-soldi per non perdere la faccia. Un film anonimo, povero di spunti
e di suspense, consigliato unicamente alle curiose che non vogliono
perdersi il colpo d'occhio dei 'ritocchi' di Sharon Stone e a tutti
quelli (e sono milioni) che non vogliono perdersi l'occasione di ammirarla,
discinta come non mai, in tutta la sua straordinaria bellezza.
Percorsi tematici
Basic
Instinct - di Paul Verhoeven; con Michael Douglas, Sharon Stone,
Jeanne Tripplehorn.
Titolo:
Basic Instinct 2 (Id.)
Regia:
Michael Caton-Jones
Sceneggiatura:
Leora Barish, Henry Bean
Fotografia:
Gyula Pados
Interpreti:
Sharon Stone, David Morrissey, Charlotte Rampling, David Thewlis, Hugh
Dancy, Anne Caillon, Iain Robertson, Stan Collymore, Kata Dobó,
Flora Montgomery, Jan Chappell, Andy Callaghan, Robert Clarke, Robert
Dearle, Dee Gaynor, Keith How, Michael Norton, Peter Rnic, Peter Smith,
Vee Vimolmal, Alexandra Staden, Lydia Watkins
Nazionalità:
Germania - Spagna - Gran Bretagna - USA, 2006
Durata:
1h. 53'
|