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"Benvenuti al sud" di Luca Miniero

17 agosto 2012 Recensioni 4 Commenti
Benvenuti al sud

Medusa, 1 Ottobre 2010 – Artigianale

A causa di un imbroglio, il direttore di un ufficio postale del Nord Italia viene punito e trasferito al Sud. L’uomo, pieno di pregiudizi, dovrà ricredersi, finendo anche per innamorarsi del luogo e delle persone…


Claudio Bisio in Benvenuti al sudSe tutti i film italiani fossero come questo, probabilmente il cinema nostrano non sarebbe afflitto dalla crisi che lo perseguita da almeno vent’anni. In realtà Benvenuti al Sud non ha nulla di particolare: non ha una sceneggiatura eccelsa, la regia non ha guizzi, il montaggio addirittura qualche pecca e gli attori – pur bravi – non hanno parti particolarmente difficili. Eppure, il tutto funziona. La pellicola scorre bene, in modo piacevole, le situazioni divertenti e le battute si rincorrono senza momenti di stanca. Il tutto si mantiene su toni leggeri e frizzanti, privi di volgarità, di inopportuni riferimenti alla politica o di facili riferimenti all’attualità. Parte del merito, bisogna dirlo, è dell’originale francese Giù al nord, che regala al film italiano un buon canovaccio su cui lavorare, ma le situazioni inventate da Massimo Gaudioso sono tutte italiane.

Valentina Lodovini, Nando Paone, Alessandro Siani e Claudio Bisio in Benvenuti al sudLa regia, forse il reparto tecnico meno brillante, rifugge da qualsiasi guizzo, vezzo o virtuosismo: si limita a fotografare le situazioni e a mostrare qualche panoramica turistica dei luoghi, tanto che in alcuni casi si sentirebbe la necessità di qualche inquadratura più ampia, o di qualche movimento di macchina anziché di una semplice inquadratura degli attori che dialogano o della piazza del paese in cui avviene l’azione. Una lode va agli attori, a Bisio in particolare. Come si diceva i ruoli non sono particolarmente difficili e i personaggi sono piuttosto monodimensionali, tranne, appunto, quello del protagonista Bisio: nordico integerrimo in pubblico ma disposto alla menzogna e all’inganno per il proprio tornaconto personale (e vagamente fantozziano nel farsi scoprire). Bisio rende bene, senza strafare e senza rubare la scena ai comprimari i quali – al contrario – hanno il loro spazio (spesso corale).

Giacomo Rizzo e Claudio Bisio in Benvenuti al sudSi diceva all’inizio che il nostro cinema ha un bisogno disperato di produzioni di questo tipo: film che non sono certo capolavori ma ottimi prodotti di artigianato, che intrattengono grandi e piccoli senza attrarre pubblico con facili nudi dell’attrice del momento; ma prodotti onesti fatti dell’intelligenza e dell’impegno di chi ci lavora e che hanno il respiro lungo del film (e della commedia in particolar modo) che può essere gradevole rivedere anche dopo qualche anno senza che abbia perso troppo del suo smalto.


La locandina di Benvenuti al sudTitolo: Benvenuti al Sud
Regia: Luca Miniero
Sceneggiatura: Massimo Gaudioso
Fotografia: Paolo Carnera
Interpreti: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone, Riccardo Zinna, Nunzia Schiano, Salvatore Misticone, Francesco Albanese, Naike Rivelli, Teco Celio, Giacomo Rizzo, Alessandro Vighi
Nazionalità: Italia, 2010
Durata: 1h. 42′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Sebastiano scrive:

    “Parte del merito”????
    Scriviamo pure “tutto il merito”, dal momento che c’e’ gia’ troppa gente (e ti pareva…) che e’ convinta del contrario!

  2. Marco scrive:

    Pessimo rifacimento del simpatico film francese. Sappiamo solo copiare noi italiani. Lievi sorrisi nella parte iniziale.

  3. Marco scrive:

    Inutile spendere parole sul sequel. Pessimo. Anche li si ride solamente per alcune battute di Siani.

  4. Daniele scrive:

    Mi trovo spesso d’accordo con le recensioni di questo sito, stavolta devo dissentire.
    Il mio commento sarebbe stato: pessimo, in rosso! :)
    E’ una squallida scopiazzatura del film francese, che invece è davvero divertente, con addirittura alcune battute riportate pari pari in un contesto italiano in cui non c’entrano nulla.
    Il film insomma è inguardabile per chi ha avuto modo di vedere l’originale francese, per gli altri può risultare più gradevo di un film di Natale, ma il livello non è poi tanto più alto!

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