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"Birdman" di Alejandro González Iñárritu

6 febbraio 2015 Recensioni 12 Commenti
Birdman

20th Century Fox, 5 Febbraio 2015 – Tagliente

Dopo essere stato famoso negli anni Novanta grazie al ruolo del supereroe Birdman, Riggan Thompson è un attore sul viale del tramonto che tenta di portare sul palcoscenico un testo di Raymond Carver. Le difficoltà sono però dietro l’angolo, e la sua salute mentale è sempre più precaria…


Michael Keaton e Edward Norton in BirdmanDurante la prima fase della sua carriera, Alejandro Gonzalez Inàrritu è diventato celebre grazie a film corali scritti da Guillermo Arriaga, nei quali situazioni e personaggi radicalmente differenti tra loro si mescolavano in trame incentrate sulla fragilità dei rapporti umani. Dopo l’interruzione del loro sodalizio, Arriaga ha proseguito sul medesimo percorso mentre Inarritu ha intrapreso una nuova via, passando a storie di singoli individui alla ricerca del proprio posto in un mondo in costante mutamento, caratterizzate da un’ampia dose di echi surrealisti. In questo senso, Birdman è un naturale proseguimento del discorso cominciato in Biutiful.

Amy Ryan e Michael Keaton in BirdmanRiggan Thompson si muove in un mondo in cui le star del cinema hanno due sole scelte: interpretare dei supereroi oppure finire nel dimenticatoio. Ciononostante, il film non sembra assolutamente interessato a limitarsi a una satira del blockbuster, quanto piuttosto a raccontare la storia universale di un uomo in cerca di una seconda occasione, giocando a sovvertire le aspettative degli spettatori. Visti i suoi trascorsi superomistici, Michael Keaton incarna alla perfezione il ruolo di protagonista: dimesso, ingrugnito e nevrotico, il suo Riggan Thompson è un antidivo affascinante e al contempo disgustoso.

Michael Keaton, Naomi Watts e Zach Galifianakis in BirdmanLa regia di Inàrritu si mostra in grado di adottare toni grotteschi e sopra le righe in maniera fluida e scorrevole, riuscendo a bilanciare ottimamente le doti di ogni interprete e le molteplici sfumature dei personaggi, ben delineati in fase di sceneggiatura. A emergere sono soprattutto Edward Norton nei panni di un attore teatrale dai metodi ossessivi – vera e propria nemesi per il protagonista – ed Emma Stone in quelli della figlia tossicodipendente di Riggan: il personaggio rischia pericolosamente di scivolare nello stereotipo in più di un’occasione, ma riesce a risultare interessante nonostante tutto.

Edward Norton e Emma Stone in BirdmanTra una sceneggiatura notevole e una regia controllata, non mancano però i difetti: a tratti il film cede sotto il peso di una certa autoindulgenza di fondo, evidenziata da dialoghi verbosi e scene che si protraggono oltre il dovuto, soprattutto negli ultimi minuti. I numerosi messaggi che Inàrritu vuole comunicare sono ripetuti con troppa insistenza, quasi sottovalutando la capacita di comprensione del pubblico. Nonostante ciò, siamo comunque di fronte a un’opera interessante e soddisfacente, una commedia umana a metà tra I Protagonisti di Robert Altman e una versione allucinata di Rumori fuori scena: un tipo di cinema che meriterebbe più spesso lo stesso successo di mutanti e supereroi.


La prima locandina statunitense di BirdmanTitolo: Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Regia: Alejandro González Iñárritu
Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris Jr, Armando Bo
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Interpreti: Michael Keaton, Edward Norton, Zach Galifianakis, Andrea Riseborough, Amy Ryan, Emma Stone, Naomi Watts, Merritt Wever, Natalie Gold, David Fierro, Benjamin Kanes, Jeremy Shamos, Stefanie Bari, Frank Ridle
Nazionalità: USA – Francia, 2014
Durata: 1h. 59′


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Attualmente ci sono 12 commenti a questo articolo:

  1. M.A.G.D scrive:

    Ottimo Film, ecco una Dimostrazione che si può fare Cinema avendo soltato un piccolo set e un’ottima sceneggiatura.
    Un Grande Applauso al Montaggio!
    Strano che Plissken non sia venuto a Sporre le sue Idee.

  2. Francesco scrive:

    Ma non c’era già una recensione di Birdman dopo Venezia?

  3. Alberto Cassani scrive:

    E’ questa. Per rimetterla in cima all’home-page e farla uscire nel newsfeed bisogna aggiornare la data di pubblicazione.

  4. Plissken scrive:

    Pensavi di scampartela eh, M.A.G.D. ? ;)

    Beh ho visto il film e mi è apparso certamente meritevole di attenzione nonché del verde giudizio del Buccella che mi sembra abbia sintetizzato egregiamente le indiscutibili qualità della pellicola. Dico “sintetizzato” poiché il film mi sembra volga ad un’analisi di più e più fattori inglobanti contemporaneità e arcaica natura umana tanto da poter, volendo, dare origini a dibattiti e/o considerazioni di ampio respiro.
    Tra di essi quello che più ho apprezzato è ovviamente il motivo principe, ovvero il conflitto interiore del protagonista cui fa difetto, perlomeno inizialmente, l’eccesso di ambizione e la conseguente abiurazione del personaggio che ne ha decretato i (passati?) fasti. La mia personale interpretazione del surreale finale è che egli sia riuscito nell’intento più difficile, ovvero non tanto giungere a nuovi traguardi dalla alta valenza “artistica” ma alla piena accettazione di sé ed alla presa di coscienza che il proprio valore intrinseco non vada ricercato necessariamente attraverso i canali “culturali” nel senso peggiorativo del termine, che giudicano a priori un’opera in base a soggettivi preconcetti. Poi magari ho sbagliato tutto, ma per ora ve bene così.

    Tecnicamente tanto di cappello alla regia di Inarritu ed alla interpretazione degli attori tra i quali anche a mio modesto parere spiccano Keaton e la Stone di cui ogni tanto farebbe comodo anche a me avere per po’ gli occhi… riuscirei senz’altro a farmi capire meglio in talune circostanze. :)

  5. Alberto Cassani scrive:

    Intanto, con le ultime vittorie, secondo i bookmaker il film è diventato il primo favorito per l’Oscar.

  6. skumkyman scrive:

    Inarritu è bravissimo nei film corali e qui non è da meno, e in più inquadrature, calcolate al millimetro, riecheggia nientepocodimeno che il grande Kubrick. Descrive la vita del teatro con un bellissimo sguardo surrealista e fa dimenticare i cigni ingrigiti,e adombra anche bellissime veneri in pelliccia.
    Infine mi chiedo se il dramma del protagonista sia il perché mi ha ricordato un “la Grande bellezza” in stile newyorkese.

  7. Riccardo scrive:

    Capolavoro assoluto.

  8. Eddie scrive:

    Casco su una recensione a caso per dirvi che non dovete assolutamente andare a vedere “Turner”! Il film più noioso mai visto nella mia vita!
    Comunque “Birdman” filmone.

  9. Alberto Cassani scrive:

    Pensa che io invece pensavo di recuperarlo perché mi avevano detto che è il miglior film di Mike Leigh…

  10. Eddie scrive:

    Non lo so, magari sarò io che ci capisco poco, magari l’averlo visto con la scuola avrà influito (i film visti con la scuola diventano per magia più noiosi), ma l’ho trovato uno dei biopic più inconsistenti che si siano mai visti al cinema. Bella messa in scena, con una fotografia particolarmente curata, bravi interpreti, ma dal punto di vista della sceneggiatura l’ho trovato davvero nullo, incapace di farti appassionare anche solo minimamente alla vicenda o affezionare al protagonista (che quest’ultima sia una scelta del regista? Okay, io però in sala ci devo stare due ore e mezza!).

  11. Sebastiano scrive:

    Eddie, hai ragione su “Turner”, o almeno, io ho avuto le stesse sensazioni.
    Certo pero’ che in tv sarebbe ancor peggio, per cui, come dire, ce lo siamo ingoiati a forza al cinema ed e’ andato giu’.
    Su Birdman, l’ho appena visto, in condizioni fisiche (mie) precarie e non me lo sono goduto, ma lo rivedro’, e credo sia un gran film, soprattutto magnificamente interpretato. La sequenza, per farmi capire, con gli effetti speciali e’ grandiosa, per cui mi chiedo: a Inarritu verranno proprosti film con supereroi? In modo che lui possa rifiutare, ovvio…

    PS: puntalissimo il mio commento.

  12. Marco scrive:

    Piaciuto.
    Apprezzato sicuramente lo stile di regia “piano-sequenza non stop” e le magnifiche interpretazioni di tutti i comprimari.
    Ottima anche la sceneggiatura che, nonostante alcuni dialoghi troppo tirati per le lunghe (ma con cui si riesce appieno ad apprezzare le prestazioni attoriali) riesce a non far distogliere l’attenzione allo spettatore.
    Oscar meritato.
    Consiglio sicuramente.

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