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"Buon anno Sarajevo" di Aida Begić

3 gennaio 2013 Recensioni 0 Commenti
Annalisa Liberatori, 18 Dicembre 2012: Essenziale
Kitchenfilm, 3 Gennaio 2013

Rahima e Nedim vivono a Sarajevo, resi orfani dalla guerra in Bosnia. Rahima lavora sottopagata in un ristorante gestito da un personaggio losco, mentre l’irrequieto Nedim studia ancora. Un giorno, durante una rissa, Nedim distrugge il cellulare del figlio di un potente del luogo…


Nella terra della transizione, in Bosnia permane la sensazione dominante di impotenza e incapacità di immaginare il futuro. Anche vent’anni dopo la fine della guerra, si continua a vivere un infinito “presente”. Lei, Rahima, sceglie di indossare il velo, auspicando all’emarginazione sociale che contraddistingue nel mondo tutte le donne con il velo; lui, Nedim, mostra la sua irrequietezza cercando di difendersi dai pregiudizi che le scelte della sorella fanno piombare anche su di lui.

Aida Begic racconta con uno stile quasi documentaristico le difficoltà di questi ragazzi. Il film è girato quasi tutto di notte, per le strade, nel ristorante dove lavora Rahima e nella loro casa. Prevalgono le riprese con la macchina a mano che rivelano quel senso di inquietudine e instabilità che caratterizza la fase post traumatica di un paese ancora in via di ripresa dopo il conflitto bellico.

Dal punto di vista stilistico salta all’occhio la scelta dei piani di ripresa, vediamo i nostri protagonisti sempre in mezza figura, non esiste un primo piano né un totale; l’unico momento in cui la macchina da presa si avvicina di più alla ragazza è quando per l’unica volta in tutto il film si toglie il velo e tutto a un tratto appare ai nostri occhi come una ragazza “normale”. Lei è la figura che ci conduce in questa storia, infatti sono tanti i momenti in cui ci troviamo a seguire i suoi percorsi, arrampicati sulla sua nuca, a mettere in evidenza il turbante che tiene arrotolato in testa, ma non esiste mai un’unica volta in cui la macchina da presa la preceda.

La discriminazione insieme al contrasto sono le due tematiche fondamentali che vengono affrontate. Rahima è concepita come “l’altro” perché a causa del suo credo religioso è considerata “diversa” e si trova a condividere le proprie “mancanze” con la piccola famiglia disfunzionale, che lavora con lei nel ristorante in cui è assunta e dove ognuno a suo modo si differenzia dalla norma sociale: dal capo cuoco omosessuale, al cameriere drogato, alla crudele proprietaria del ristorante. Rahima ci offre un percorso di emozioni e difficoltà ma contemporaneamente, attraverso i suoi occhi, riusciamo a cogliere tutti i contrasti della complessa realtà del dopoguerra.


Titolo: Buon anno Sarajevo (Djeca)
Regia: Aida Begić
Sceneggiatura: Aida Begić
Fotografia: Erol Zubčević
Interpreti: Marija Pikić, Ismir Gagula, Nikola Đuričko, Staša Dukić, Velibor Topić, Bojan Navojec, Sanela Pepeljak, Vedran Djekic, Mario Knezovic, Jasna Beri, Aleksandar Seksan, Ravijojla Jovancic, Mirela Lambic, Sadzida Setic
Nazionalità: Bosnia – Germania – Francia – Turchia, 2012
Durata: 1h. 30′


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