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"Cado dalle nubi" di Gennaro Nunziante

3 dicembre 2009 Recensioni 13 Commenti
Annalisa Liberatori, 2 Dicembre 2009: Scontato
Medusa, 27 Novembre 2009

Checco Zalone vuole fare il cantante, ma il suo paesello del sud Italia non gli offre possibilità, così dopo una delusione d’amore decide di andarsene a cercar fortuna a Milano. Nella metropoli cerca di abituarsi a un altro stile di vita: nuove amicizie, nuove esperienze e nuovi amori…


In questo film non si fa altro che ricalcare il classico stereotipo del ragazzo del sud un po’ “sempliciotto” che, caricato il cofano della macchina di orecchiette e mozzarelle, parte alla volta della “moderna” città del nord. Il protagonista è intrappolato nel solito cliché di colui che della vita ha visto ancora troppo poco: Checco non può fare a meno di restare scandalizzato di fronte all’omosessualità, e quando si trova tra le mani una bustina di cocaina gli viene spontaneo scioglierla nell’acqua come se fosse gesso per attaccarci un rubinetto; fa la figura del classico “terrone” di fronte al padre, peraltro leghista convinto, della donna che ama, oltretutto troppo emancipata per lui.

La performance di Zalone è brillante e spontanea, riesce comunque a strapparti la risata malgrado la storia sia mediocre. Soprattutto restano geniali le sue canzonette dai contenuti demenziali e il suo linguaggio impeccabilmente storpiato dall’ignoranza del tipico italiano medio. Pregevolissima l’interpretazione di Dino Abbrescia, che veste perfettamente il suo ruolo e si presta a introdurre il suo caro cugino venuto da lontano a un mentalità più libera e aperta.

Cado dalle nubi per certi versi ricorda un po’ lo storico Ragazzo di campagna di Castellano & Pipolo, che dopo ben 25 anni Gennaro Nunziante replica in qualche modo, proponendo lo stesso tema, ma con un’efficacia di gran lunga minore. Pozzetto scappava via dal suo paesino perché stanco dei duri lavori di campagna, qui invece Zalone fugge per realizzare il grande desiderio di sfondare nel mondo della musica. Entrambi i protagonisti provano ad ambientarsi con estrema difficoltà, fino a quando il “ragazzo di campagna” cede e ritorna alle origini; il nostro Checco, invece, sta più al passo con i tempi e riesce addirittura a realizzarsi .

La morale della favola qual è? Che forse tutti i sogni si avverano? Forse solo nei film, e soprattutto nei film come questo…


Titolo: Cado dalle nubi
Regia: Gennaro Nunziante
Sceneggiatura: Gennaro Nunziante, Checco Zalone, Pietro Valsecchi
Fotografia: Lorenzo Adorisio
Interpreti: Checco Zalone, Dino Abbrescia, Giulia Michelini, Fabio Troiano, Raul Cremona, Gigi Angelillo, Anna Ferruzzo, Ivano Marescotti, Francesca Chillemi, Ludovica Modugno
Nazionalità: Italia, 2009
Durata: 1h. 33′


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Attualmente ci sono 13 commenti a questo articolo:

  1. max scrive:

    film banalotto e dati i tempi è comprensibile che stia incassando.

  2. Sebastiano scrive:

    A Natale al cinema ci vanno le pecore, come dice loro padrona-tv.

  3. Marco scrive:

    Alberto che ne pensi dei film di Ficarra & Picone? Io trovo che da Nati Stanchi del 2002 fino a La Matassa del 2009 hanno migliorato visibilmente sia come recitazione, sceneggiatura e regia. Li considero una coppia vincente in campo cinematografico che fanno una comicità MAI volgare e riescono a intrecciare una storia dai risvolti verosimili alla realtà ma con la capacità di aggiungerci una comicità irresistibile.
    Il 7 e l’8 e appunto La Matassa li considero eccezionali, avrebbero dovuto essere premiati maggiormente invece che film come Cado Dalle Nuvole, Benvenuti Al Sud e i vari cinepanettoni.
    Un discorso analogo lo si può fare anche con i film di Ale & Franz, dal mediocrissimo La Terza Stella del 2005 hanno confezionato un Mi Fido Di Te nel 2006 veramente eccezionale, grazie anche all’aiuto di Massimo Venier.

  4. Marco scrive:

    Dimenticavo che il reparto musicale è anch’esso di qualità, si vede che ne sanno e ci tengono molto al cinema, quasi come Aldo, Giovanni & Giacomo che nel reparto colonna sonora non ne sbagliano una.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Di Ficarra & Picone ho visto solo “Il 7 e l’8″ che tutto sommato non m’era dispiaciuto. Ma le ragioni dei successi cinematografici dei comici televisivi non hanno niente a che fare con la qualità dei loro film, quanto con la notorietà dei loro personaggi e l’aderenza dei film a questi personaggi.

  6. lino scrive:

    Cado dalle nubi è un film che ad un anno esatto dall’uscita, fa parlare ancora di se, tra gli amanti del genere. E’ dai tempi di Vieni avanti cretino, che non si vedeva un film originale, divertente e non volgare, ci sono tutti i presupposti per il secondo lavoro del tandem zalone-nunziante, per tirar fuori un altro piccolo capolavoro.

  7. Alberto Cassani scrive:

    E’ curioso che ci sia sempre così tanta gente che fa piacevolmente notare come questo o quel film comico sia privo di volgarità. Sembra quasi una reazione alla situazione cui ci siamo ormai rassegnati, in cui i film comici che incassano più di più sono quelli più volgari, e quindi si finisce per essere particolarmente contenti quando si vede una pellicola che non lo è.

  8. Edoardo scrive:

    Il film non è volgare, ma personalmente Zalone non mi piace e rimango a bocca aperta sapendo che il suo nuovo film sta battendo ogni record di incassi.

  9. Anonimo scrive:

    Io almeno la sufficienza l’avrei data..il film sarà banale, non sarà originale, ma la verve di Checco è unica e senza troppi pensieri ho riso per un ora e mezza..tutto quello che chiedo ad un film del genere..

  10. Marco scrive:

    Concordo in tutto per tutto. Commediuccia mediocre. Solo qualche breve risata a qualche battuta. Nient’altro.

  11. Marco scrive:

    Avete visionato “Che Bella Giornata”? Io direi più divertente di questo, maggiore attenzione allo script ma comunque sempre sulla stessa linea, non fatevi ingannare dagli incassi strastosferici che ha avuto!

  12. […] di questi critici-non critici-ma critici sono un po’ sempre gli stessi: il fenomeno comico Checco Zalone, i luoghi comuni e l’Italia anti-razzista di Benvenuti al Sud, la moda giovanile dei Soliti […]

  13. Marco scrive:

    Pareri su “Sole A Catinelle?”
    Personalmente una maggiore “serietà” in scrittura ed azzeccate battute (dove, per la maggior parte, viene utilizzato il dialetto per generare la risata).
    Sulla stessa linea del predecessore.

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