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"Capitalism: A Love Story" di Michael Moore

28 ottobre 2009 Recensioni 0 Commenti
Tiziana Cappellini, 6 Settembre 2009: Sferzante
Mikado, 30 Ottobre 2009

La recente crisi finanziaria che ha colpito tutto il mondo è il tema del nuovo documentario di Michael Moore. L’inizio vede protagoniste numerose famiglie statunitensi vittime di sfratti ingiusti che, dopo un’accurata analisi del Sistema, tornano in campo perché forse qualcosa è cambiato…


Capitalism non fatica a catturare l’attenzione dello spettatore, che assiste a un documentario che nella serietà della sua tematica nell’approccio ai fatti mescola sarcasmo, umorismo, commozione e addirittura sacro e profano, ottenendo in tutti i casi un buon impatto. A ciò contribuiscono anche il ritmo del montaggio e l’utilizzo della musica a punteggiare un documentario sferzante, così come altre musiche (fra le quali, curiosamente, è riconoscibile la colonna sonora di Sleuth, di Kenneth Branagh) sottolineano adeguatamente momenti di pathos. Inoltre, dal punto di vista temporale, sono mescolate immagini – tratte da vecchi repertori risalendo fino al lontano 1936 – che supportano la documentazione dei fatti, mentre una voce fuori campo spiega e raccorda le varie sequenze.

Michael Moore intervista gente comune e personaggi autorevoli – dalla finanza alla politica – e mostra le immagini della sua famiglia che documentano il suo essere “figlio del capitalismo”. L’America viene messa sotto accusa ripercorrendo le presidenze secondo Moore colpevoli di avere alimentato un capitalismo insano derivante dallo sviluppo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Allora il capitalismo ha reso felici le vite di molte famiglie statunitensi, compresa quella del regista stesso, ma fin da allora l’altro lato della medaglia è che ciò avveniva a spese altrui. Il capitalismo è qui messo sotto accusa nel suo meccanismo che appunto rincorre il profitto attraverso la gestione del migliore, a scapito però dei perdenti e degli sfortunati.

La logica del capitalismo che Moore accusa è anche quella che non solo esclude risvolti umani, ma che anzi mercifica l’essere umano stesso. Nell’analisi impietosa che ne viene fatta, del capitalismo emergono aspetti poco noti e sorprendenti quali polizze assicurative stipulate da grosse aziende per arricchirsi in caso di morte dei propri dipendenti e altri aspetti inquietanti dell’intero sistema vengono altrettanto denunciati. Moore sottolinea come nel sistema finanziario statunitense la politica si è inserita per salvare i più ricchi a scapito dei cittadini che, pur in una democrazia, non si sono visti tutelati in occasione del salvataggio finanziario votato dal Congresso. Non solo: i cittadini hanno visto poi riutilizzare i loro stessi soldi investiti in questo salvataggio a beneficio di banche e grosse aziende.

Insomma: il tema è scottante e gli argomenti sono numerosi, così come può essere soggettiva l’ottica di chi li ha trattati e la sua opinione politica. Tuttavia, resta il fatto che la documentazione degli eventi e le teorie avanzate da personaggi autorevoli sono invece dati oggettivi che svelano aspetti sui quali aprire gli occhi, o anche solamente riflettere.


Titolo: Capitalism: A Love Story (Id.)
Regia: Michael Moore
Sceneggiatura: Michael Moore
Fotografia:
Interpreti: Michael Moore, Jimmy Carter, John McCain, Sarah Palin, Ronald Reagan, Franklin Delano Roosevelt, Arnold Schwarzenegger, George W. Bush, Martin Luther King, Helmut Kohl, Bela Lugosi, Barack Obama, Robert Powell, Joseph Stalin
Nazionalità: USA, 2009
Durata: 2h.


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