|
Alberto Cassani, 10 Gennaio 2001: Freddo |
Uip,
12 Gennaio 2001
|
Cast
Away
di Robert Zemeckis
"Ero
bagnato fino alle ossa e non avevo di che cambiarmi; avevo fame e sete
e non c’era nulla da mangiare e da bere; ero debolissimo e non vedevo
chi avrebbe potuto soccorrermi, pensai che sarei stato più fortunato
morendo affogato, invece di spegnermi a poco a poco in quel paese deserto.
Cominciai a correre qua e là come un mentecatto. La notte si
avvicinava e sarei stato certo divorato, nell’oscurità, da qualche
belva in cerca di preda."
Daniel Defoe - "Robinson Crusoe",
1719.
Di
Robinson Crusoe abbiamo sentito parlare tutti. Le vicende che ci vengono
raccontate in questo film non hanno molto a che fare con quelle narrate
da Daniel Defoe: il modo di raccontarle, l’atmosfera generale è
completamente diversa.
Chuck
Noland è un dirigente della Federal Express, in perenne viaggio
di lavoro, che non riesce a passare con la propria fidanzata nemmeno
la notte di Natale. L’aereo su cui viaggia, mentre sorvola il Pacifico,
ha un incidente e precipita. Chuck è l’unico che si salva, ma
si ritrova su un’isola completamente deserta. Strappato dalla vita agiata
cui era abituato, deve capire come procurarsi il cibo, dove trovare
qualcosa da bere, come fabbricarsi un riparo; insomma: deve imparare
a sopravvivere.
Robert
Zemeckis torna a lavorare con Tom Hanks dopo l’acclamatissimo “Forrest
Gump” e lo fa con un film particolare, con pochi virtuosismi registici
e ancor meno dialoghi. Probabilmente il peggior film di Zemeckis di
sempre. Non per particolari colpe del regista, quanto per gravi mancanze
della sceneggiatura riguardo i personaggi secondari, anche se poi Zemeckis
poteva girare il tutto in maniera molto più accattivante: visivamente
il film non è gran che, con una fotografia smunta (ai limiti
della sottoesposizione) e con qualche filtro di troppo. Immagini, peraltro,
sottolineate da una musica squallidamente copiata da quella di “Kikujiro”.
Cos’è
che da a Chuck la forza di sopravvivere, di sfidare l’oceano per tornare
a casa? Il ricordo della sua fidanzata, la cui fotografia osserva spesso
e la cui immagine disegna dappertutto. Prima del naufragio, però,
ci viene mostrato un breve stralcio della loro vita di coppia e quello
che vediamo non risulta molto convincente. Avrei preferito un inizio
melenso, giostrato esclusivamente intorno alla coppia, piuttosto che
questo, che sarà anche realistico ma dal punto di vista strettamente
cinematografico non è per nulla efficace. Sarà anche l’amore
della sua vita, ma il modo in cui il film inizia mette nello spettatore
il dubbio che lui voglia tornare nel mondo civile più per consegnare
un ultimo pacco che non per rivedere la propria amata, proprio perché
non ci viene mai mostrato quanto lui la ami davvero. Alla fine sentiamo
più vicino a noi il pallone piuttosto che la fidanzata!
Una
cosa molto bella della lunga parte ambientata sull’isola, in assoluto
una delle cose migliori del film, è la mancanza di voce narrante:
non c’è bisogno di spiegarci quello che vediamo, e Tom Hanks
è sufficientemente bravo da non doverci dire cosa il suo personaggio
prova. E allora il film diventa praticamente un “one man show”, molto
più che qualunque film con Jim Carrey, in cui un attore meno
capace di Hanks si sarebbe sicuramente perso. Forse, nonostante la piattezza
di queste 2 ore e mezza, una statuetta placcata d’oro la merita...
Torno
presto...
Percorsi
tematici
Contact
- di Robert Zemeckis;
con Jodie Foster, Matthew McConaughey.
Ritorno al futuro - di Robert Zemeckis;
con Michael J. Fox, Christopher Lloyd.
Le verità nascoste - di Robert Zemeckis;
con Harrison Ford, Michelle Pfeiffer.
Titolo:
Cast Away (Id.)
Regia:
Robert Zemeckis
Sceneggiatura:
William Broyles Jr
Fotografia:
Don Burgess
Interpreti:
Tom Hanks, Helen Hunt, Nick Searcy, Lari White, Chris Noth, Michael
Forest, Paul Sanchez, Leonid Citer, David Allen Brooks, Velena Papovic,
Valentina Ananyina, Semion Suradikov, Peter von Berg, Dmitri S. Boudrine,
François Duhamel, Michael Forest, Viveka Davis, Jennifer Choe,
Nan Martin, Anne Bellamy, Dennis Letts, Al Pugliese
Nazionalità:
USA, 2000
Durata:
2h. 23'
|