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Chéri di Stephen Frears

26 agosto 2009 Recensioni 0 Commenti
Chéri

01 Distribution, 28 Agosto 2009 – Malinconico

L’ex prosituta Lea accetta di fare un favore alla sua amica Madame Peloux, cioè preparare alla vita e all’amore il figlio, l’immaturo Chéri: ma questo addestramento si tramuterà presto in amore e si complicherà quando il giovane dovrà sposarsi con una ragazzina protetta della madre…


Michelle Pfeiffer, Rupert Friend e Kathy Bates in ChériPer uno che ha raggiunto forse la vetta della sua fama con un film come Le relazioni pericolose, girare un film d’ambiente storico, tratto da un romanzo d’amore di una certa fama e sceneggiato dallo stesso scrittore di quel film, significa in un certo senso tornare indietro, se non proprio cercare di rinverdire la fama. Ma Stephen Frears ha sempre avuto un rapporto privilegiato col passato e le sue atmosfere per cui non pare maniera, la sua, ma voglia di rinforzare il percorso di un cinema. Con risultati parecchio interessanti.

Michelle Pfeiffer e Rupert Friend in ChériIn Chéri Christopher Hampton adatta l’omonimo romanzo di Colette (dopo aver cercato di scrivere una sceneggiatura su Colette) rendendolo una commedia sentimentale che gioca continuamente tra l’arguzia e l’amarezza senza dimenticarsi di una pregevole levità melodrammatica. Come al solito in questi casi, specie in romanzi del XIX secolo, il gioco al massacro, il continuo viavai di intrighi e sotterfugi, di parole e atti a volte inconsulti, nasconde una riflessione per nulla peregrina sulle apparenze e gli status symbol (come la collana) in una società dove l’immagine e il suo valore dominano i rapporti e persino le nascenti comunicazioni di massa. Al di là di questo sfondo sociologico, dove Frears riesce è nel tono malinconico, nel riuscire a mascherare da commedia spumeggiante un crepuscolare ritratto di donna, uno sguardo sulla vecchiaia e sulle difficoltà di rapporti dopo una certa età (il regista ironizza sui protagonisti, come fossero mamma e bambino) che culmina in un finale improvviso e straziante nella sua mancanza d’enfasi.

Michelle Pfeiffer e Rupert Friend in ChériHampton realizza uno script perfetto non tanto nell’intreccio – che orecchia fin troppa letteratura d’epoca – ma nell’uso di simboli e sfumature per descrivere i personaggi e dell’ironia per sottolineare le loro relazioni, mentre Frears, perfettamente a suo agio tra le scene (di Alan MacDonald), i costumi (di Consolata Boyle) e la fotografia (del grande Darius Khondji) in stile liberty, a tratti fatica a reggere i continui cambi di registro. Non però a gestire un cast piccolo – caso raro nella sua filmografia- ma molto oliato, scintillante, dalla bravissima Michelle Pfeiffer alla rodata Kathy Bates, fino al sorprendente Rupert Friend, dandy provetto, emaciato e vissuto nonostante l’ingenuità e l’irritazione giovanile. Film che potrebbe deludere qualche appassionato del regista o della scrittrice, ma che saprà deliziare i palati cinefili un po’ più attenti.


La locandina di ChériTitolo: Chéri (Id.)
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Christopher Hampton
Fotografia: Darius Khondji
Interpreti: Michelle Pfeiffer, Kathy Bates, Rupert Friend, Felicity Jones, Frances Tomelty, Anita Pallenberg, Harriet Walter, Iben Hjejle, Bette Bourne, Gaye Brown, Tom Burke, Natasha Cashman, Andras Hamori, Toby Kebbell
Nazionalità: Regno Unito – Francia – Germania, 2009
Durata: 1h. 32′


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