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"Colpo d'occhio" di Sergio Rubini

8 novembre 2008 Recensioni 0 Commenti
Tiziana Cappellini, 25 Marzo 2008: Mancato
01 Distribution, 21 Marzo 2008

Adrian Scala, giovane scultore in attesa della giusta occasione per affermarsi, intreccia una relazione con Gloria, compagna del celebre critico d’arte Pietro Lulli. Le  alterne fortune dell’artista hanno forti ripercussioni sul suo rapporto con la ragazza, ma al centro di tutto c’è ancora la figura di Lulli…


Il nuovo film di Sergio Rubini – peraltro, da lui cosceneggiato e interpretato – presentava delle buone premesse per offrire qualcosa che spezzasse nel panorama cinematografico italiano, un soggetto non certamente originale o sconosciuto, ma comunque insolito: un triangolo amoroso ambientato nel mondo dell’arte. Premessa, dunque, la validità del soggetto e senza muovere particolari critiche al cast, è invece il modo col quale tale soggetto è stato sviluppato che non risulta convincente e che appare piuttosto discutibile.

Tutta questa impostazione della sceneggiatura offriva del materiale adatto a rendere la vicenda accattivante; se invece lo è rimasta solo sulla carta è stato perché non si sono creati né il giusto ritmo né il giusto pathos che avrebbero potuto, ma anche dovuto, accompagnare una storia dagli annunciati risvolti gialli. In realtà, le sequenze iniziali del film fanno ben sperare e sono effettivamente promettenti: il ritmo, anche serrato, non manca così come non mancano alcune buone intuizioni registiche (che, successivamente, saranno disseminate anche lungo l’intero film, dalla dissolvenza in nero alla ripresa notturna, fatta dall’esterno, di Adrian nel casale mentre lavora alla sua opera). Purtroppo, però, questo ritmo si dissolve ben presto perché, una volta iniziata la relazione tra Adrian e Gloria, la trama e il suo sviluppo si involvono, in quanto impantanati in una sorta di triangolo che si trascina in maniera prolissa, poco appassionante e che ritarda eccessivamente i colpi di scena, oltretutto concentrati nel finale sbrigativamente condotto.
Eppure, il materiale per sviluppare un dramma di tipo psicologico – non necessariamente accompagnato dal giallo, ma almeno depurato dal melodramma del triangolo amoroso e arricchito da una certa tensione – c’era. Nello svolgimento degli eventi il sottotesto è anche emerso: la lotta tra la propria morale e il desiderio di successo; la perdizione di se stessi o la sana rinuncia delle ambizioni, qualora conducono nella direzione sbagliata; mostrare fin dove può arrivare la mente umana per la brama di successo e per la vendetta dettata dalle ferite sentimentali. Ed il rammarico per un buon soggetto deluso nelle sue prerogative è anche maggiore se si pensa al contesto artistico nel quale Colpo d’occhio è stato ambientato, contesto che ha offerto molti spunti per creare delle scenografie suggestive. Infatti, snodandosi tra Roma, Berlino e Venezia, il film regala degli ambienti raffinati, apprezzabili nella loro concezione e nella loro resa, dall’antico palazzo nel quale Adrian e Gloria vanno a vivere, agli esterni degli angoli romani, fino al panorama di un pittoresco paesino abruzzese.

Altrettanto apprezzabili sono le intuizioni di tipo metaforico che reggono la struttura del film e che solo nei titoli di coda svelano il loro significato e il loro recondito collegamento: il modello che Adrian realizza ispirandosi al nudo di Gloria nel periodo in cui è stata anche la sua musa ispiratrice; lo schizzo che realizzerà più tardi quando, ormai alla vigilia della Biennale di Venezia, gli eventi incalzano e, infine, la sagoma di Adrian nella sequenza conclusiva.

Intuizioni e piccoli tocchi di maestria che, come nel caso della realizzazione scenografica ammirevole, accrescono il rammarico verso un film interessante nelle sue premesse ma mancato nel risultato globale.


Titolo: Colpo d’occhio
Regia: Sergio Rubini
Sceneggiatura: Angelo Pasquini, Carla Cavalluzzi, Sergio Rubini
Fotografia: Vladan Radovic
Interpreti: Sergio Rubini, Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini, Richard Sammell, Paola Barale, Emanuele Salce, Giancarlo Ratti, Giorgio Colangeli, Alexandra Prusa, Flavio Parenti

Nazionalità: Italia, 2008
Durata: 1h. 50′


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