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"Come un uragano" di George C. Wolfe

19 dicembre 2008 Recensioni 0 Commenti
Annalisa Liberatori, 19 Dicembre 2008: Intenso
Warner, 19 Dicembre 2008

Adrienne, che sta cercando di rifarsi una vita dopo il tradimento del marito, accoglie con piacere la richiesta di un’amica che la vuole ospite del suo albergo per un week-end. La stagione è finita e l’albergo riapre solo per l’arrivo di un medico che ha a lungo sacrificato la famiglia per la carriera…


L’amore a volte arriva così… forte e improvviso come un uragano. Soprattutto in questo caso è difficile non innamorarsi di un ospite così gradito come Richard Gere che, più affascinante che mai, interpreta ancora una volta, egregiamente, un dramma sentimentale, genere a lui così caro, calandosi perfettamente nel ruolo di un medico tormentato che riesce a curare le sue pene dell’anima e soprattutto le pene d’amor di una bravissima Diane Lane, sua unica e sola coinquilina, in un albergo in riva al mare di una cara vecchia amica. E proprio questa abitazione diventa la protagonista indiscussa di tutta la storia, la macchina da presa la scruta in tutti i suoi dettagli e la esplora in tutte le sue stanze: coloratissima, piena di oggetti e soprattutto piena di ricordi. Il ricordo è uno dei temi fondamentali del film, proprio l’apertura non è altro che un flashback quasi accecante di lei bambina con suo padre, della cui recente scomparsa ancora non riesce a superare il dolore, così come anche il tormento di Paul è legato alla perdita di qualcuno e solo unendo le loro forze riusciranno a rimuovere questi lutti.

George C. Wolfe fa un’ottima trasposizione dell’omonimo romanzo dello statunitense Nicholas Spark e dirige con maestria Diane Lane e Richard Gere, che tornano di nuovo protagonisti sei anni dopo L’amore infedele, però stavolta la coppia sembra funzionare meglio, in una storia ancora di sentimenti, ma sicuramente meno audace e meno tormentata della prima.

All’inizio del film, un montaggio alternato ci presenta i due personaggi, alle prese con i loro preparativi per la partenza verso la loro casa del destino. L’uomo non viene svelato subito, anzi lo si vede gradualmente per dettagli fino a scoprirlo nella sua interezza a fine sequenza, mentre la donna viene rivelata da subito sia fisicamente, sia moralmente: la sua situazione familiare viene resa immediatamente chiara e di conseguenza anche la sua crisi. Due personalità diverse a confronto: un tipo solitario e composto e una donna solare e socievole che alla fine, però, compongono un buon sodalizio; lui è quello che tenta il primo approccio volendo cenare in sua compagnia, ma alla fine invece è lei che comincia a raccontare la sua vita e i suoi fatti più privati anche con eccessiva facilità.

La loro conoscenza si sviluppa attraverso dialoghi ambientati sempre in angoli diversi di quella casa battuta da capo a piedi, nella prima parte del film vediamo i due protagonisti sempre divisi dal campo-controcampo, non ci sono quasi mai inquadrature di insieme, mentre nella seconda parte le cose cambiano: l’esplosione dell’uragano, chiara metafora dell’amore, finalmente li unisce. E proprio questo impeto d’amore, questa furia dell’uragano, fino alla forza dei cavalli che nel finale galoppano con veemenza in riva al mare, fanno da trait d’union a tutto la storia.

Il mare è un altro leitmotiv del film, simbolo di perdizione e impetuosità, lo ritroviamo sia nella prima inquadratura che nell’ultima, spesso rappresentato attraverso una serie di panoramiche, apre e chiude la storia, ma non solo, la accompagna durante tutto il suo percorso, sottolineando poeticamente i momenti più significativi e romantici. Ad un certo punto della storia il personaggio di Richard Gere rivolge una domanda a quello di Diane Lane: “E chi tiene al sicuro te?”. Lei non risponde, ma presto capirà che sono proprio i suoi figli la sua sicurezza e proprio la tanto incompresa figlia, inaspettatamente, sarà la spalla su cui piangere, la sua ala protettiva, la sua migliore amica. I figli, vero e proprio frutto di un grande sacrificio d’amore.


Titolo: Come un uragano (Nights in Rodanthe)
Regia: George C. Wolfe
Sceneggiatura: Ann Peacock, John Romano
Fotografia: Affonso Beato
Interpreti: Diane Lane, Richard Gere, Christopher Meloni, Viola Davis, Becky Ann Baker, Scott Glenn, Linda Molloy, Pablo Schreiber, Mae Whitman, Charlie Tahan, Carolyn McCormick, Ted Manson, Ato Essandoh, Terri Denise Johnson, Jessica Lucas
Nazionalità: USA – Australia, 2008
Durata: 1h. 37′


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