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"Conan the Barbarian" di Marcus Nispel

16 agosto 2011 Recensioni 16 Commenti
Conan

01 Distribution, 18 Agosto 2011 – Terrificante

Conan il cimmero percorre la terra di Hyboria in cerca dell’uomo responsabile della morte di suo padre. Nel corso del suo viaggio si imbatte nella bella Tamara, ultima discendente delle streghe di Acheron, sulle cui tracce c’è proprio l’uomo cui lui sta dando la caccia…


Jason MomoaL’abitudine del remake e del sequel, in campo artistico è vecchia come il mondo. In fondo si può considerare Il barbiere di Siviglia un remake (per di più adattato da un’opera letteraria), e l’Orlando furioso un sequel. E’ quindi ingiusto criticare un sequel o un remake per la sua mancanza di originalità di base. Tant’è, ad esempio, che nessuno si sognò di ritenere la mancanza di originalità un problema quando Monicelli diede un seguito al suo Brancaleone. Altro discorso, invece, è quando un’intera industria cinematografica comincia a basarsi quasi esclusivamente sulla produzione di storie non originali. Le ragioni di questa tendenza possono essere diverse, ma si sublimano in un concetto estremamente semplice: massimo guadagno col minimo rischio. Ma d’altra parte, i produttori cinematografici sono degli imprenditori che lavorano per arricchirsi, quindi non c’è da stupirsi.

Stephen LangI problemi, parlando in generale di un singolo sequel/remake, sorgono quando il materiale originale viene adattato malamente e/o affidato a professionisti inadatti al lavoro che devono svolgere. Perché il “tradire” l’opera originale non è di per sé un problema, visto che è giusto lasciare che un professionista dia la propria interpretazione personale del materiale di partenza, così come Rossini si è giustamente preso la libertà di musicare come più gli piaceva il libretto di Sterbini già messo precedentemente in musica da Morlacchi. Quando però le scelte compiute dall’autore sono deleterie per l’opera, in sé e non rispetto alle scelte compiute da altri, allora non va bene. E quando chi è all’opera non ha mai dimostrato di essere capace di fare ciò che gli viene chiesto, allora sì che il lavoro si espone alle peggiori critiche. Ecco, questo è il destino di Conan the Barbarian: adattamento dei racconti di Howard più che remake del film di Milius, tutto sommato ben consigliato ma fallito fin dai primi passi.

Jason Momoa e Rachel NicholsVoler realizzare una pellicola sul guerriero cimmero meno epica e più action e violenta rispetto alle precedenti poteva essere un’ottima idea, ma far scrivere la sceneggiatura a chi ha in carniere Halloween: la resurrezione, Sahara e Dylan Dog non è il miglior inizio possibile. Mettere insieme un cast di basso profilo e affidare la regia a chi ha dimostrato di più di un’occasione di non saper girare scene d’azione sono invece due clamorosi autogol. E infatti il risultato è un film giustamente ultraviolento ma, nonostante i 90 milioni di dollari spesi, ridicolo anche quando vorrebbe far trattenere il fiato (la lotta sulla ruota sospesa nel pozzo), senza neanche un momento che sia solo vagamente esaltante e totalmente privo del respiro fantasy che dovrebbe permeare l’universo in cui è ambientato. L’unica nota positiva è la scelta di Jason Momoa (Game of Thrones), che pur non sembrando dotato di grande talento ha di certo il fisico giusto per interpretare il ruolo che dà il titolo al film.


La locandinaTitolo: Conan the Barbarian (Id.)
Regia: Marcus Nispel
Sceneggiatura: Thomas Dean Donnelly, Joshua Oppenheimer, Sean Hood
Fotografia: Thomas Kloss
Interpreti: Jason Momoa, Rachel Nichols, Stephen Lang, Rose McGowan, Saïd Taghmaoui, Ron Perlman, Leo Howard, Steve O’Donnell, Raad Rawi, Nonso Anozie, Bob Sapp, Milton Welsh
Nazionalità: USA, 2011
Durata: 1h. 45′


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Attualmente ci sono 16 commenti a questo articolo:

  1. WarezSan scrive:

    Ciao Alberto :)
    aspettavo avidamente questa recensione.
    Prima ancora di leggerla mi permetto di sottolineare come sia vergognosa la scelta di un siffatto manichino con le sopraciglia ad ala di gabbiano ad interprete di un grezzissimo barbaro.

    No dico, il paragone staticamente e’ impietoso. Swatzy monoespressivo (come e’ giusto che sia) Fisicamente perfetto (come e’ giusto che sia) con il bicipite possente (come e’ giusto che sia) e con lo sguardo “ora tu muore” (come e’ giusto che sia).

    Questo sembra un passivo M2F uscito dal gay village (senza nulla togliere agli m2f usciti dai gay village).
    Cazzo.

    Ma il film di Lexi alexander “Punisher – War Zone” non ha insegnato nulla?
    Con un filmetto distrubuito in home e’ riuscito a fare quello che le produzioni precedenti sognavano, ovvero dare un volto e una forma credibile al personaggio usando la fisicita’ del suo interprete (Grazie Ray Stevenson).

    E ora leggero’ avido la recensione contento che sia venuto una porcata; certe opere prime dovrebbero rimaner tali (ma te lo immagini un remake di Blade runner?!? ho i brividi…).

  2. Alberto Cassani scrive:

    Ma ti dirò, l’idea di questo remake secondo me non è da disprezzare a priori, e Momoa è rozzo quanto basta. Però è vero che ci sarebbe voluto qualcuno di più trucido di lui, ma in fondo si inserisce bene nella “pulizia” che caratterizza i coprotagonisti. La recensione esce solo oggi nonostante il film l’abbia visto due settimane fa perché la casa di distribuzione ha imposto l’embargo sulle recensioni. Fa niente se la lettera da sottoscrivere per accettare l’embargo ci è stata spedita via mail il giorno dopo averci fatto vedere il film…

  3. Plissken scrive:

    Mi chiedo se possa essere peggiore di “Conan il distruttore”, assieme a “Yado” forse la peggior pellicola interpretata da Swartzy. “Yado” se ricordo bene però era costruito sulla Nielsen (forse il titolo originale era Red Sonja o qualcosa del genere) e fu distribuito cambiando il titolo sull’onda del successo del fu Mr. Olympia.

    Di tutt’altra pasta invece il Conan di Milius, che a mio parere è un bel film… anzi, potrebbe essere l’occasione per ridarci un’occhiata…

  4. Alberto Cassani scrive:

    “Conan il distruttore” me lo ricordo poco, ma da quel che mi ricordo questo è assolutamente peggio. Invece “Yado”, il cui titolo originale è effettivamente “Red Sonja”, non mi era dispiaciuto per nulla.

  5. WarezSan scrive:

    Conan lo voglio grezzo, puzzolente, violento e trucidissimo.
    Questo sembra uscito da una sfilada di D&G!!!

    Gli manca giusto il rimmel!!! (anzi, non gli manca proprio)….

  6. Plissken scrive:

    Capperi, se è peggio di “Conan il distruttore”, una porcheria di livello solenne, è praticamente un teschietto nero!-)

    Di “Yado” non ho un bel ricordo (per quanto vago), ma l’ho visto una sola volta all’epoca. Può essere che cercassi qualche similitudine con il Conan di Milius e che quindi mi abbia deluso, in quanto se ben ricordo è più “leggero”.
    Non escludo che ad una nuova visione vi possa ravvisare qualità che all’epoca non sono riuscito a cogliere, chissà….

    Mannaggia, mi toccherà riguardare anche questo… :-)

  7. Francesco Cuffari scrive:

    A me “Conan il distruttore” non era dispiaciuto. Ho visto schifezze vere (Hellraiser 4 e 7 me li sogno ancora la notte. Brrr). Ma a te, Alberto, quello di Milius era piaciuto?

  8. Alberto Cassani scrive:

    Non lo vedo da una vita, ma mi era piaciuto molto.

  9. Riccardo scrive:

    Visto per noia e perché avevo soldi da buttare quel giorno, comunque non mi ha deluso perché mi aspettavo la cagata pazzesca, complicato se non impossibile, nell’era del 3D toccare e restituire le cupe e nordiche atmosfere del film di Milius (quello sì un capolavoro). L’ultimo bel film tratto da Howard dopo i vari orrendi Yado e Kull è stato solo il bellissimo Solomon Kane di due anni fa.

    Comunque l’unico film decente di Niespel è Non aprite quella porta, decente ma non all’altezza di Hooper.

  10. Donato scrive:

    Il Conan di Milius è stato un buon film. Quantunque figlio del suo tempo e pur con le limitazioni imposte dalle tecniche di ripresa e dagli effetti speciali dell’epoca, fu comunque realizzato da un regista che conosceva bene il suo mestiere e che riuscì a regalarci alcune seguenze di forte impatto ed intensità emotiva.

    Questo ignobile remake è anch’esso figlio del suo tempo, nonché espressione di tutti i peggiori mali che affliggono le produzioni cinematografiche degli ultimi anni: superficialità, dilettantismo, ripetitività, aderenza totale ed incondizionata a tutti gli stereotipi più beceri ed abusati, scarsa attenzione e cura per la sceneggiatura, eccessivo ricorso alle scene d’azione “esagerate” e via discorrendo…

    Roba da far cadere le ossa… E io, povero illuso, che speravo che la trilogia del “Signore degli Anelli” avesse rivitalizzato il genere “fantasy”, che io ho sempre amato…

  11. Alberto Cassani scrive:

    E’ vero, Donato: entrambi i film sono figli del loro tempo. Ma secondo me, se avessero affidato sceneggiatura e regia a persone competenti e adatte al progetto, questo sarebbe potuto essere un film godibile e sensato, per quanto – appunto – strettamente attuale in quanto a visione cinematografica.

    La trilogia del “Signore degli Anelli” ha senz’altro svegliato i produttori riguardo le potenzialità commerciali del cinema fantasy, ma non ha avuto assolutamente alcun impatto sull’indirizzo artistico di questi fantasy, men che meno sulla loro qualità. E il fatto che, fatte pochissime eccezioni, i film siano tutti andati incontro a concenti insuccessi al botteghino la dice lunga su quanto i produttori abbiano sbagliato a fare i conti…

  12. Marco scrive:

    D’accordo con la recensione di Albe e con il commento di Donato. Milius mille volte, soprattutto per chi quegli anni non c’era ancora come me.

    P.S. Albe hai fatto un errore nel secondo capoverso: “I problemi, parlando in generale di un singolo sequel/remake, sorgono quando il materiale oginale” l’ultima parola è scritta male.

  13. Alberto Cassani scrive:

    Corretto, grazie.

  14. DarkKnight scrive:

    Sul cast di basso profilo non sono d’accordo: Stephen Lang è una garanzia come cattivo (da Tombstone ad Avatar, fino al telefilm Terra Nova), e Rachel Nichols ha dimostrato di essere bravissima nel sottovalutato telefilm The Inside…

  15. Alberto Cassani scrive:

    Vero, ma il profilo non riguarda la bravura: indica la fama di un attore, quanto il pubblico è in grado di riconoscere il suo nome o al massimo il suo viso quando lo vede sullo schermo. E non mi sembra che, parenti e amici a parte, gli attori di questo film siano in grado di convincere nessuno ad andare al cinema…

  16. Riccardo scrive:

    c’è da dire però che in Game of Thrones, Momoa è assolutamente superlativo.

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