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"Cose nostre" di Luc Besson

17 ottobre 2013 Recensioni 2 Commenti
Cose nostre (Malavita)

Eagle Pictures, 17 Ottobre 2013 – Banale

L’ex-mafioso italoamericano Giovanni Manzoni si trasferisce in Normandia con la moglie Maggie e i figli Belle e Warren, grazie al programma di protezione testimoni. Tutto sembra procedere per il verso giusto, ma le vecchie abitudini criminali sono dure a morire…


Robert De Niro con Michelle Pfeiffer sullo sfondoDopo i fasti di Nikita e Léon, la carriera di Luc Besson si è orientata verso prodotti destinati a un pubblico sempre più ampio, abbandonando lo stile dirompente che fece la forza dei suoi primi lavori: ci voleva un produttore come Martin Scorsese per riportare il cineasta francese alle sue origini crime. A una prima occhiata, Cose nostre – Malavita (tratto dall’omonimo romanzo dell’italo-francese Tonino Benacquista) appare tematicamente più vicino a Scorsese, ma in realtà il film rientra maggiormente in quel fortunato filone di pellicole in cui Robert De Niro si trova a rileggere in chiave parodistica i suoi ruoli più celebri.

Tommy Lee JonesL’attore, come sempre, è molto a suo agio nei panni del mafioso di turno; il sospetto è che abbia rivisto se stesso nella malinconica maschera comica di Giovanni Manzoni, ex-criminale attempato e ossessionato dal passato. Ad affiancarlo troviamo un buon Tommy Lee Jones, che nei panni dell’agente FBI Stansfield, funge da pacato contrappunto alle nevrosi di Giovanni: i due formano una coppia comica che regala al film i suoi momenti più efficaci. Cose nostre – Malavita sarebbe stato un film più che dignitoso se interamente costruito su questi due personaggi, ma Besson punta piuttosto a realizzare una commedia nera incentrata su una famiglia Addams criminale.
Dianna Agron e John D’LeoPer ottenere questo risultato, serve prima di tutto un nucleo familiare credibile, capace di suggerire allo spettatore un forte legame tra i protagonisti: peccato che in nessun momento della pellicola si ha l’impressione che i Manzoni siano imparentati, anche per colpa di un cast davvero mal gestito. Non si comprende il senso di ingaggiare Michelle Pfeiffer per un ruolo così monodimensionale, mentre nei panni di Belle e Warren, due giovani attori non straordinari come Dianna Agron e John D’Leo appaiono spaesati e legnosi, soprattutto a causa delle situazioni banali e prevedibili che si trovano ad affrontare.

Robert De NiroE così, tra buoni momenti di metacinema con protagonista De Niro, situazioni familiari fiacche, un numero quasi impressionante di stereotipi (non si sa chi ne esca peggio, tra francesi con baguette sottobraccio e gangster italiani amanti della cucina), e un comparto tecnico dignitoso – in cui emerge la fotografia fumettistica di Thierry Arbogast – Cose nostre – Malavita riesce tra alti e bassi a intrattenere il pubblico per 111 minuti, nonostante la sensazione di già visto sia davvero difficile da scacciare. Di certo, chi aspettava un ritorno in grande stile di Besson dovrà continuare ad attendere.


La locandinaTitolo: Cose nostre – Malavita (The Family)
Regia: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson, Michael Caleo
Fotografia: Thierry Arbogast
Interpreti: Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, Dianna Agron, John D’Leo, Jimmy Palumbo, Domenick Lombardozzi, Stan Carp, Vincent Pastore, Jon Freda, Michael J. Panichelli Jr, Paul Borghese, Anthony Desio, Ted Arcidi, David Belle
Nazionalità: USA – Francia, 2013
Durata: 1h. 51′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. skumkyman scrive:

    ‘La famiglia Addams criminale’ (cit.) irretisce nella presentazione iniziale della stramba situazione che i personaggi si trovano a vivere, ammalia con ‘il fascino proletario di De Niro’ (cit. U.Eco), ammicca ai luoghi comuni del cinema (e dela cultura) francese e di Besson in particolare e annoia con 111 minuti di deja vu.
    Concordo col Bollino Rosso, perchè mi sono addormentato proprio quando iniziava l’azione in quanto disilluso da un insieme fiacco e poco coinvolgente.

  2. Marco scrive:

    Concordo con la recensione.
    Per buona parte funge da commedia nera ma non fà apparire nessun sorriso beffardo allo spettatore, alla fine diventa un tipico gangster-movie banalotto e noioso.
    Buona la fotografia.
    Piaciuto il personaggio della figlia, non scontato come potrebbe apparire.
    Difetti e pregi (pochissimi, quasi solo per cinefili) ben evidenziati in recensione.

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