Stai leggendo:

"Crazy Heart" di Scott Cooper

7 marzo 2010 Recensioni 4 Commenti
Crazy Heart

20th Century Fox, 5 Marzo 2010 – Sicuro

Bad era una gloria della musica country. Ora – tra tournée di basso profilo, alcool e scarsità creativa – la sua carriera è allo sbando. L’incontro con la giornalista Jean e l’interesse del suo allievo Tommy potrebbero però riscattarlo…


Jeff Bridges in Crazy HeartCi sono alcune certezze, per quanto riguarda il cinema indipendente statunitense, il suo rapporto col pubblico e anche con l’industria: se racconti storie di cowboy più o meno consapevoli e moderni, perdenti e perduti, conquisterai il pubblico e farai vincere l’Oscar al tuo attore. Ne è perfettamente consapevole Scott Cooper, sceneggiatore e attore all’esordio dietro la macchina da presa, che realizza un film che, dietro al già visto, convince.

Jeff Bridges e Maggie Gyllenhaal in Crazy HeartIn pratica un remake di The Wrestler, scritto dal regista a partire dal romanzo di Thomas Cobb, con la musica al posto del wrestling e il road movie vagamente western al posto del film sportivo. Il percorso di redenzione di un uomo smarrito non passa, come nel film di Aronofsky, da un tracciato cristologico fatto di carne e sangue, di espiazione, ma da un’auto-coscienza vagamente psicoanalitica, dove il rifiuto delle dipendenze e i rapporti, simbolici o meno, padre/figlio servono a dare al protagonista la consapevolezza del tempo che è passato e di ciò che non può più recuperare, più che di ciò che lo aspetta. Una venatura pessimistica nel realismo piano e classico di Cooper, che si affida quasi completamente al potenziale emotivo della narrazione che si apre a un finale emblematico (le pulizie e la composizione della canzone), reso pleonastico dal sottofinale conciliante.

Robert Duvall e Jeff Bridges in Crazy HeartLa sceneggiatura gioca sul sicuro, sebbene con qualche scorciatoia, ma è pressoché perfetta nel tratteggiare i personaggi, che Cooper segue con una macchina a mano mai facilona e mai invasiva, adattissima a esaltare le capacità di due interpreti come Jeff Bridges, mai così in forma dai tempi del Grande Lebowski, e la tenerissima Maggie Gyllenhall, cui si unisce uno splendido Robert Duvall, che omaggia il suo Tender Mercies. A riprova che certa musiche e certe storie non tradiscono mai.


La locandina statunitense di Crazy HeartTitolo: Crazy Heart (Id.)
Regia: Scott Cooper
Sceneggiatura: Scott Cooper
Fotografia: Barry Markowitz
Interpreti: Jeff Bridges, James Keane, Anna Felix, Paul Herman, Tom Bower, Ryan Bingham, Beth Grant, Rick Dial, Maggie Gyllenhaal, Debrianna Mansini, Jerry Handy, Jack Nation, Ryil Adamson, Colin Farrell, Robert Duvall, Brian Gleason
Nazionalità: USA, 2009
Durata: 1h. 51′


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Guido scrive:

    Visto ieri sera. A malincuore devo dire di esserne rimasto deluso. Sebbene la performance di Jeff Bridges sia buona (anche se siamo lontani dai Milk / Penn e Plainview / Day-Lewis per restare in tema di recenti Oscar), il film proprio non mi ha convinto. Certo, non è certo brutto o noioso ma mi ha lasciato un grande senso di incompiuto. Ad esempio, la relazione che Bad intreccia con la giovane giornalista mi sembra solamente accennata e la soluzione a cui si arriva sembra un po’ troppo frettolosa. Sembra quasi che manchi una parte di film in cui la relazione tra il cantante e Jean si faccia più profonda e l’innamoramento lo trovo alquanto discutibile. Certo, per usare un luogo comune, al cuor non si comanda, ma cosa potrà spingere una giovane e bella giornalista ad innamorarsi di un cantante di 30 anni più grande conosciuto mezzo ubriaco e in accappatoio??? Belli i paesaggi e la fotografia “polverosa”, stupende le musiche…ma sono troppo perplesso! Infine, mi sento di dissentire, anche solo in parte, da quanto dice il sig. Rauco. Alcune somiglianze con “The Wrestler” si possono trovare ma la carica emozionale che il film di Aronofsky mi ha lasciato e 50 volte superiore al film sopraccitato. Sempre a mio modesto avviso, non ho trovato una e una sola scena che mi abbia commosso (penso al ballo di Rourke [prova superiore a Bridges] con la figlia dopo la riconciliazione). Per concludere, non mi è piaciuto neanche il finale…la scritta che precede l’ultima scena (che non cito per non spoilerare il film) sembra che annunci chissà cosa…e invece… Voto:6 Tu che ne pensi Alberto? L’hai visto? Un saluto.

  2. Sebastiano scrive:

    A me e’ piaciuto, pero’ mi dicono che sono state storpiate alcune battute, e questo non me lo spiego proprio, visto che gia’ il doppiaggio da solo penalizza la visione del film per noi italiaoti.

  3. Alberto Cassani scrive:

    Immagino si trattasse di battute riguardanti la cultura statunitense che sarebbero state difficilmente comprensibili al pubblico italiano. O almeno lo spero, ma non ho visto il film per cui non posso dire. Quando uscirà il DVD magari me lo vedo in italiano sottotitolato in inglese così vedo la differenza.

  4. Sebastiano scrive:

    Qualcosa di peggio: devo ancora verificare la cosa e del resto non mi sembra il caso di riportare le battute “incriminate” qui, per rispetto di chi non ha ancora visto il film.

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.