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"Die Hard - Un buon giorno per morire" di John Moore

1 aprile 2014 Recensioni 1 Commento
Die Hard - Un buon giorno per morire

20th Century Fox, 26 Ottobre 2007 – Fracassone

Il figlio di John McClane, agente governativo sotto copertura, è accusato di omicidio dalle autorità russe. McClane parte per Mosca per cercarlo, ma si troverà coinvolto in un intrigo al cui centro ci sono l’ex centrale nucleare di Chernobyl e un oligarca spietato pronto a prendere il potere in Russia…


Bruce Willis, Jai Courtney e Sebastian Koch in Die Hard - Un buon giorno per morireJohn McClane ha un figlio, e poiché non è stato un buon padre vuole fare ammenda. Potrebbe essere l’inizio di un film sul rapporto tra padri e figli, ma se vi aspettate approfondimenti psicologici che vadano al di là di «un poliziotto lavora dalla mattina alla sera» state guardando il film sbagliato. A quanto pare Die Hard – Un buon giorno per morire è costato 92 milioni di dollari. Tolto il cachet di Willis, bastano i primi 20 minuti per capire dove siano stati impiegati quei soldi: il numero di automobili distrutte è probabilmente pari a quello delle auto rottamate in un anno negli interi Stati Uniti. Per fortuna degli spettatori, le modalità della distruzione sono talmente creative (e inverosimili) che ci si diverte un mondo.

Bruce Willis e Jai Courtney in Die Hard - Un buon giorno per morireNon si sentiva il bisogno di un ritorno di John McClane sul grande schermo (e infatti sono passati 7 anni dalla sua ultima apparizione) ma la sceneggiatura di Skip Woods ha l’enorme pregio di non prendersi mai, nemmeno per un secondo, sul serio. Vero punto di forza del film, lo script contiene – come da manuale – pochissimi, fulminanti, dialoghi tutti basati sul rapporto padre e figlio di Willis/Courtney e riesce a essere originale nelle modalità di distruzione dei veicoli e degli edifici. A pensarci bene, visto il tipo di film, serve altro? John Moore, dal canto suo, ha l’altrettanto enorme pregio di essere sintetico: il film si risolve in 98′ compresi i titoli di testa, quelli di coda, alcune necessarie scene di dialogo e l’inutile ralenti sull’happy ending finale. Il resto è azione fracassona.

Bruce Willis e Jai Courtney in Die Hard - Un buon giorno per morireWillis offre qui con ogni probabilità la prova attoriale migliore della sua carriera: non ci prova nemmeno a recitare, convinto (a ragione) che basti la sua presenza sullo schermo con un fucile in mano e un mezzo sorriso per rendere credibile, e spesso anche divertente, tutta la scena. Con queste premesse, non ci si può stupire che i McClane finiscano a Chernobyl, se ne vadano in giro senza protezioni (tanto «è difficile uccidere un McClane»), sopravvivano a esplosioni che uccidono tutti tranne loro, cadano da grattacieli senza farsi nemmeno un graffio (ok: qualche graffietto, ma nulla che non si possa curare con un po’ di disinfettante), facciano esplodere un elicottero e via dicendo.

Bruce Willis e Jai Courtney in Die Hard - Un buon giorno per morireInsomma, Die Hard – Un buon giorno per morire è un film d’azione puro, totalmente inverosimile ma dannatamente divertente e l’unica ragione per vederlo è la voglia di passare la canonica ora e mezza di evasione con gli occhi e il cervello riempiti di botti, spari, esplosioni, corse, inseguimenti e la capacità di discernimento mandata in soffitta per un po’.


La locandina di Die Hard – Un buon giorno per morireTitolo: Die Hard – Un buon giorno per morire (A Good Day to Die Hard)
Regia: John Moore
Sceneggiatura: Skip Woods
Fotografia: Jonathan Sela
Interpreti: Bruce Willis, Jai Courtney, Sebastian Koch, Yuliya Snigir, Rasha Bukvic, Cole Hauser, Amaury Nolasco, Sergey Kolesnikov, Mary Elizabeth Winstead, Roman Luknár, Ganxsta Doglegy Zolee, Péter Takátsy
Nazionalità: USA, 2013
Durata: 1h. 38′


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Attualmente c'è 1 commento a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Ahahahah bella recensione che ha saputo cogliere la “sostanza” del film.
    Concordo in toto. Non annoia.

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