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"Due partite" di Enzo Monteleone

9 marzo 2009 Recensioni 0 Commenti
Due partite

01 Distribution, 6 Marzo 2009 – Doppio

Quattro amiche si raccontano amori e tradimenti, teorizzando la maternità, la vita e i problemi del matrimonio. Litigano, ridono, parlano con complicità e un po’ di cinismo. Trent’anni dopo le figlie si confidano sogni e paure, il tempo che passa, il rapporto con il lavoro, il desiderio di maternità…


Marina Massironi, Isabella Ferrari, Margherita Buy e Paola Cortellesi in Due partitePoco più di una registrazione filmata dell’omonimo spettacolo di Cristina Comencini, Due partite è un perfetto esempio del cosiddetto “teatro in scatola”, con una situazione e dei personaggi rigidamente ancorati alle unità di tempo e spazio. Le due riunioni di amiche rappresentano una proposizione ed una (parziale) risoluzione di numerosi problemi legati alla figura femminile nel senso più ampio e variabile. Pare quindi giustificata, anche a causa di una diversa qualità delle due parti, un’analisi doppia.

Claudia Pandolfi, Alba Rohrwacher, Valeria Milillo e Carolina Crescentini in Due partiteLa prima (e unica, in realtà) partita inizia all’insegna della commedia, delle buone maniere e della superficie delle vite delle quattro donne. Il soggiorno è pieno di sole, tutte quante indossano abiti colorati, sono pettinate e truccate con cura, secondo la moda dell’epoca, in perfetto ordine. Le chiacchiere che scambiano partono dalle cose più frivole per scivolare velocemente su argomenti che mettono in mostra il rapporto di ciascuna con le altre, con se stessa e in particolare con il proprio pudore. La cosa più interessante della prima parte è proprio la diversa visione di cosa sia educato e cosa triviale, di cosa ci si possa permettere per apparire comunque come una Signora, anche con le proprie amiche. Per il resto, i dialoghi presentano spesso alcune banalità e generalizzazioni fastidiose (rintracciabili, non a caso, anche negli ultimi film della Comencini), che purtroppo affievoliscono la gravità della crisi di una certa mentalità conservatrice del periodo. Le quattro attrici teoricamente più quotate del film offrono una prova d’insieme valida, ma nel tentativo di ridurre la distanza incolmabile tra loro e le donne di quarant’anni fa, esagerano nelle mossette e nelle smorfie.

Carolina Crescentini e il regista Enzo Monteleone sul set di Due partiteNella seconda parte di Due partite, una prima importante differenza sta nel fatto che le quattro giovani amiche non hanno bisogno di un pretesto come la partita a carte per parlare tra di loro, ma sono invece riunite da un’occasione straordinaria, che le sottrae per un po’ ai loro molteplici impegni e uomini. Il cambiamento è correttamente marcato: sulla casa aleggia un’aria più desolata, il nero e i colori più scuri hanno preso il potere nei guardaroba, il linguaggio è più diretto. Qui appare importantissimo il confronto con quanto gli spettatori e le stesse ragazze hanno già visto: la storia delle loro madri. Più che i singoli problemi personali, la vera questione è quanto tutte loro, e ciascuna di esse, abbia imparato dagli errori della propria madre o quanto, invece, ne abbia rifatto le scelte. L’intento di stimolare una riflessione di una profondità quanto meno accettabile, insieme a delle interpretazioni migliori da parte delle protagoniste più giovani, pone la seconda parte un gradino al di sopra della prima, e l’intero film su un livello di gradevole sufficienza.


La locandina di Due partiteTitolo: Due partite
Regia: Enzo Monteleone
Sceneggiatura: Cristina Comencini, Enzo Monteleone
Fotografia: Daniele Nannuzzi
Interpreti: Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi, Alba Rohrwacher
Nazionalità: Italia, 2009
Durata: 1h. 32′


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