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"Duplicity" di Tony Gilroy

10 marzo 2009 Recensioni 0 Commenti
Duplicity

Universal, 10 Aprile 2009 – Rétro

Belli, attraenti e molto intelligenti: spie, sui due lati opposti della barricata, che per amore lasciano il loro lavoro. Ma la tentazione spionistica è forte e così ordiscono un piano per trafugare il progetto segreto di una multinazionale. Intrighi e problemi a volontà…


Julia Roberts e Clive Owen in DuplicityC’era un genere, ai tempi d’oro di Hollywood e non solo, che segnò proprio l’attimo più alto del divismo, quello in cui miti di celluloide s’incontravano facendo incontrare con loro anche tipi di cinema e pubblico diversi. Quel genere – o meglio: quell’ibrido di generi – passava sotto il nome di giallo-rosa. Da Arabesque e soprattutto Sciarada, da Gregory Peck a Audrey Hepburn, alla fine degli anni Duemila ci prova Tony Gilroy a riportare in auge il filone, grazie al suo secondo lungometraggio come regista in cui, fedele alla formula, si incontrano Clive Owen e Julia Roberts. Ne viene fuori una pellicola intelligente e piacevole.

Clive Owen e Julia Roberts in DuplicityCome detto un giallorosa, scritto dallo stesso regista, che però oltre ai modelli degli anni ’60 guarda anche al revival anni ’70 e ai nuovi modelli di regia televisiva britannica, passando per serie BBC come Hustle o Spooks, per darsi un’aura classy e modaiola che aiuta il look della pellicola, e anche fortunatamente, la sua fruizione.

Paul Giamatti e Tom Wilkinson in DuplicityCome nel precedente Michael Clayton, Gilroy torna a parlare di multinazionali, dei loro metodi e delle loro ben occultate magagne finanziarie, passando stavolta dalle assicurazioni a una di quelle macroaziende che si occupano di tutto, persino dei capelli che (non) portiamo in testa. E ovviamente, lo spettatore è dalla parte di questi cinici truffatori – di cui seguiamo, con continui flashback e ricostruzioni temporali, la storia d’amore – che non possono mai fidarsi di nessuno, tantomeno dei loro sentimenti, ma che devono ciecamente fidarsi dell'”umanità” del loro crimine.

Julia Roberts e Clive Owen in DuplicityRispetto al film d’esordio cambiano radicalmente i toni, qui vivaci pur nell’understatement, piacevolmente rilassato, con la suspense sempre placata dall’ironia (splendida la rissa al rallentatore nei titoli di testa), ma sostanzialmente l’approccio cinematografico verboso e stilisticamente accurato del regista rimane lo stesso. E nonostante il talento di Gilroy si veda maggiormente nella scrittura, nei dialoghi acuminati, nelle giravolte narrative, nello humour dei personaggi, va sottolineato il notevole lavoro registico fatto di split screen, ralenti e montaggio alternato (di John Gilroy), come nel finale, di esteriorità stilistica (ottime le musiche di James Newton Howard) che sa rispecchiarsi anche nel senso del film. Senso che passa prevalentemente dalla perfetta alchimia, dal gioco complice e divertente dei due protagonisti, fuori dai loro stereotipi e meccanismi industriali, ma – proprio in quanto divi – capaci di coinvolgere il pubblico solo con uno sguardo, mettendo in ombra – e pare strano a dirsi – due cavalli di razza come Tom Wilkinson e Paul Giamatti.

Un prodotto perfettamente confezionato, funzionale e intelligentemente messo in scena, appena più consapevole e compiaciuto dei modelli, ma anche una boccata d’aria in un panorama hollywoodiano plastificato e computerizzato.


La locandina di DuplicityTitolo: Duplicity (Id.)
Regia: Tony Gilroy
Sceneggiatura: Tony Gilroy
Fotografia: Robert Elswit
Interpreti: Clive Owen, Julia Roberts, Tom Wilkinson, Paul Giamatti, Dan Daily, Lisa Roberts Gillan, David Shumbris, Rick Worthy, Oleg Shtefanko, Denis O’Hare, Kathleen Chalfant, Khan Baykal, Thomas McCarthy
Nazionalità: USA – Germania, 2009
Durata: 2h. 05′


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