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"Michael Clayton" di Tony Gilroy

1 settembre 2007 Recensioni 0 Commenti
Tiziana Cappellini, 1 Settembre 2007: Interessante
Medusa, 5 Ottobre 2007

New York. Una grossa compagnia, che opera in campo legale e dispone dei migliori professionisti, sta per concludere un’importante fusione, ma una delle responsabili deve fronteggiare uno scottante ostacolo sollevato proprio da uno dei soci della compagnia e collega del consulente legale Michael Clayton…


Il film inizia con una serie di scene che inquadrano subito il contesto professionale in cui il protagonista Michael Clayton lavora da ben diciassette anni: prima vengono inquadrati i grattacieli che ospitano la compagnia, poi si restringe il campo mostrando i singoli uffici e si introduce in modo frammentario – e con voce fuori campo – la questione nodale del film stesso. La prima impressione che lo spettatore riceve è quella di trovarsi di fronte a un luogo di potere, una compagnia decisamente importante e solida, nonché dotata di numerosi professionisti ognuno specializzato in un campo differente.

Michael Clayton ha smesso da anni di esercitare come avvocato per diventare uno dei consulenti legali della compagnia, risolvendo per conto di essa e secondo le sue stesse parole “diverse grane”. È proprio in una di queste circostanze che il protagonista viene introdotto, così come subito dopo viene tratteggiata la sua vita personale che, insieme alla narrazione di quella professionale, aiuta a delineare i contorni e il carattere del personaggio. Dopo tale introduzione, la sequenza cronologica del film si interrompe per tornare indietro di qualche giorno e ricostruire gli antefatti.

Michael Clayton non è un eroe temerario o un cavaliere senza macchia: è un ex giocatore d’azzardo e non ha mai avuto molti scrupoli etici nel trattare gli svariati casi commissionatigli dalla compagnia. Il risvolto maggiormente interessante del film consiste infatti nel seguire il percorso del protagonista all’interno della vicenda, percorso durante il quale la narrazione non si sofferma a scandagliare né gli animi né la psiche dei personaggi. Si tratta piuttosto di una narrazione che espone gli eventi e questo disseminando informazioni, frammentando il racconto, ma ricomponendo tutto con la progressiva narrazione degli eventi stessi.

In realtà, il film presenta un punto debole, ossia una certa lentezza narrativa, ma ciò è probabilmente inevitabile dato che il crimine del quale il film si occupa non è propriamente materia di azione pura, per quanto siano presenti alcuni ingredienti del tipico giallo quali telefoni spiati e omicidi commissionati, ma piuttosto di indagine. Tuttavia, i meriti del film prevalgono e consistono principalmente nei personaggi ben riusciti, anche dal punto di vista recitativo, e nella trattazione – sotto forma di giallo da risolvere pericolosamente – di una tematica che offre spunti di riflessione, quale la brama di denaro a spese della gente e dell’inquinamento ambientale. Il ritmo si fa invece più concitato verso il finale, epilogo che in realtà è il prologo inizialmente interrotto nella sua cronologia per essere a questo punto ripreso e compiuto, fino a offrire un lungo primo piano di Michael Clayton in balia dei suoi pensieri, visibilmente e comprensibilmente turbato dalla decisione alla fine presa e dalle sue immediate conseguenze.


Titolo: Michael Clayton (Id.)
Regia: Tony Gilroy
Sceneggiatura: Tony Gilroy
Fotografia: Robert Elswit
Interpreti: George Clooney, Tilda Swinton, Tom Wilkinson, Sydney Pollack, Sean Cullen, Michael O’Keefe, Ken Howard, Denis O’Hare, Robert Prescott, Austin Williams, Merritt Wever, David Lansbury, Bill Raymond, David Zayas, Skipp Sudduth
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 59′


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