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"Dylan Dog" di Kevin Munroe

17 marzo 2011 Recensioni 23 Commenti
Dylan Dog

Moviemax, 16 Marzo 2011 – Pessimo

Stufo di avere a che fare con i mostri di New Orleans, Dylan Dog ha deciso di diventare un normale investigatore privato, occupandosi di truffe e tradimenti. Ma l’indagatore dell’incubo non riesce proprio a liberarsi di creature sovrannaturali e pericoli di origine sconosciuta…


Brandon Routh e Sam HuntingtonNon esattamente il film che ci si aspetterebbe visto il materiale originale. E probabilmente, non proprio il film con cui gli autori del fumetto avrebbero voluto festeggiare i 25 anni del personaggio. Non è la prima volta che capita, con i fumetti pubblicati dalla Sergio Bonelli Editore, che deve ancora vedere una trasposizione davvero convincente di un suo personaggio in un altro medium. Se in questo caso c’era da aspettarsi le tante modifiche che la produzione statunitense avrebbe necessariamente portato con sé, non si può soprassedere sulle troppe brutture della sceneggiatura scritta dai due autori di Sahara (e del prossimo Conan il barbaro).

Anita Briem in una scenaPartendo dalla non originalissima idea di una guerra tra vampiri e licantropi (con tanto di amore interrazziale), Donnelly e Oppenheimer hanno la pretesa di costruire un mondo sovrannaturale complesso e coerente, ideando una mitologia che lo giustifichi e lo renda interessante. Il risultato è però deprimente, sia per la pochezza delle idee sia per il modo sconnesso in cui sono presentate e per la totale prevedibilità dell’intreccio. Invece di avere un crescendo drammatico che porta alla resa dei conti, poi, si ha una progressiva discesa nel ridicolo  di situazioni e dialoghi che cozza totalmente con le intenzioni degli autori e aliena anche il più bendisposto degli spettatori. E così il sarcasmo del protagonista e l’ottusità della sua spalla risultano totalmente fuori posto, mentre è invece invasiva e ridondante la voce fuori campo che contrappunta senza sosta tutto il film.

Anita Briem e Brandon RouthNon è però solo la sceneggiatura ad avere le colpe della pessima riuscita della pellicola, è proprio il concetto che ha portato alla sua realizzazione ad essere chiaramente posticcio. Il problema non è che Craven Road è a New Orleans invece che a Londra, o che all’inizio Dylan sia vestito in maniera diversa dal fumetto, o che il suo vecchio maggiolone sia nero invece che bianco. Il problema è che il film potrebbe benissimo fare a meno di Dylan Dog, ed essere orrendo allo stesso identico modo. Anzi: in realtà si sforza di farne a meno, perché se è vero che un personaggio si chiama Borelli e un altro Sclavi, è altrettanto vero che fa di tutto per nascondere il cognome del protagonista – che alle orecchie anglofone suona ridicolo – e fare in modo che sia proprio lui il primo a non capire mai cosa sta succedendo e a non mettere in campo le proprie competenze. Dylan Dog – Il film sembra quasi un progetto per un seguito apocrifo e a basso costo di Constantine, abortito e convertito al volo per un altro personaggio. E come spesso accade con i progetti mal consigliati, il risultato è un disastro pressoché totale.


La locandinaTitolo: Dylan Dog – Il film (Dylan Dog – Dead of Night)
Regia: Kevin Munroe
Sceneggiatura: Thomas Dean Donnelly, Joshua Oppenheimer
Fotografia: Geoffrey Hall
Interpreti: Brandon Routh, Anita Briem, Sam Huntington, Peter Stormare, Taye Diggs, Brian Steele, Kurt Angle, Courtney J. Clark, Randal Reeder, Kimberly Whalen, Ashlynn Ross, Laura Spencer, Ada Michelle Loridans, Courtney Shay Young
Nazionalità: USA, 2011
Durata: 1h. 45′


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Attualmente ci sono 23 commenti a questo articolo:

  1. Francesco Cuffari scrive:

    Una stupida guerra tra vampiri e licantropi, quando c’erano albi leggendari da cui prendere spunto come:

    n19 “Memorie dall’invisibile”
    n43 “Storia di Nessuno”
    n46 “Inferni”
    n61 “Terrore dall’infinito”

    Gigante n2 “L’inquilino del terzo piano”

    Evidentemente il pubblico è considerato come un branco di deficienti a cui offrire la solita spazzatura che “va di moda”.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Be’, dai: non pretendiamo troppo. Bisognerebbe vedere quali episodi sono stati pubblicati negli Stati Uniti, non si può pretendere che gli sceneggiatori si siano letti tutti i numeri. Certo che un po’ più di fantasia non avrebbe guastato affatto.

  3. Edoardo scrive:

    Con questa recensione ho la conferma di ciò che sospettavo. Io avrei sperato in una smentita, ma a questo punto non credo proprio che lo andrò a vedere.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Roberto Recchioni, uno degli sceneggiatori di Dylan, ha scritto sul suo blog che visto che non è stato invitato all’anteprima stampa di Roma ha deciso di scaricarselo. Fai te.

  5. Edoardo scrive:

    Massì, penso che seguirò il suo esempio…

  6. Francesco Cuffari scrive:

    Thomas Dean Donnelly: Ma l’hai letto “Dylan Dog”, tu?

    Joshua Oppenheimer: Non sono un mangia spaghetti e neanche un mafioso.

    Thomas Dean Donnelly: Io ho sfogliato un numero ieri sera sul cesso. Mi sembra una specie di “Hellblazer” dei poveri…

    Joshua Oppenheimer: Trovato! Ci riguardiamo “Constantine” e “Underworld”, poi scriviamo la sceneggiatura e buonanotte.

    Thomas Dean Donnelly: Ottima idea. Soldi facili. Ma non faremo una figuraccia?

    Joshua Oppenheimer: Ma secondo te lo va a guardare qualcuno ‘sto film?

  7. Alberto Cassani scrive:

    E’ una scena più realistica di alcuni dei dialoghi del film…

  8. Marco scrive:

    Critiche anche al DYD Day al Centro Congessi di Milano da parte degli sceneggiatori Stano, Barbato e Mignacco. Anche da Federico Zampaglione e Andrea G. Pinketts, fans del fumetto.
    Su MyMovies c’è l’intervista al regista, se l’è scritto bene il copione da recitare ai giornalisti :)

  9. Alberto Cassani scrive:

    A me risulta che al DyD Day il film l’abbiano criticato solo Zampaglione e Manlio Gomarasca di Nocturno, prima che intervenisse l’ufficio stampa della Bonelli a toglier loro la parola. Dubito che gli autori del fumetto, per quanto potessero essere d’accordo (ammesso che avessero già visto il film), si sarebberp permessi di criticarlo in quella sede.

  10. Marco scrive:

    Si naturalmente davanti a tutti non lo hanno fatto ma ho fatto delle domande a loro personalmente su cosa si aspettassero dal film e le loro risposte non erano certo lusinghiere.

  11. Alberto Cassani scrive:

    Credo che nessuno, nell’ambiente fumettistico italiano, si aspettasse un bel film.

  12. Marco scrive:

    Concordo.

  13. Marci scrive:

    All’epoca (settembre) avevo iniziato a scrivere una sceneggiatura per Dylan Dog… mi ero detto “seguiamo il consiglio di Alberto, scriviamo di qualcosa che conosciamo bene! Ma certo! Dylan Dog! Lo adoro, e lo conosco molto bene!!”
    Dopo le prime pagine di scrittura più che soddisfacente, che rispettava tutti i crismi della “storia tipo” di Dylan Dog ho trovato per caso l’annuncio dell’uscita del film di Dylan! All’inizio ci ero rimasto male, la mia baldanza era precipitata visto che il film era ormai prossimo ad uscire, che senso aveva scrivere una sceneggiatura a riguardo? ma d’altro canto ero felice perché uno dei miei personaggi di fantasia preferiti sarebbe arrivato sul grande schermo.

    Ora la penso proprio al contrario.. con un film così schifoso, chiunque, anche Mio Cuggino (si quello di Elio e le storie tese) potrebbe fare di meglio…

    Ma fare il film SENZA assistente?
    Voglio dire… Groucho non ci può essere per motivi di copyright? perfetto, lo facciamo andare alla Galapagos in vacanza. non lo sostituiamo con uno zombie… poi vabbe… la trama è proprio penosa..
    Alberto non si saranno letti tutti gli albi, ma allora fatelo fare ad un italiano il soggetto, almeno la trama della storia ha qualcosa di dylaniano… e non di Blade!

    Cosa auspico? oltre a un bell’attacco di dissenteria per tutti i colpevoli di questo scempio, io auspico che nei prossimi anni venga fatto un film ITALIANO su questo grande personaggio, un film che allo stesso tempo possa ridare dignità al grande indagatore dell’incubo ed al cinema italiano che ne ha bisogno…

  14. Alberto Cassani scrive:

    Guarda, questo è un film a basso costo per gli standard statunitensi, ma visto che questo “basso costo” equivale a 20 milioni di $ di budget, è evidente che la casa di produzione (che pubblica anche fumetti, tra l’altro) ha potuto pagare i diritti una cifra spropositata per il mercato italiano. Non dico che la cifra sull’assegno sia ciò che ha convinto Sclavi e Bonelli a cedere i diritti, ma penso che ci manchi poco.

  15. Marci scrive:

    Senti, visto che magari sai un po di cose più di me, mi puoi spiegare un po com’è la situazione?

    loro hanno comprato i diritti di tutto dylan dog? quindi mo sono loro che comandano?

  16. Alberto Cassani scrive:

    Ma no, certo. Hanno acquistato solo i diritti di sfruttamento cinematografico. Non conosco i dettagli del contratto, ma di solito hanno una clausola che impegna la casa di produzione a iniziare le riprese del film prima di una certa data e le consente in cambio di mantenere i diritti anche per i successivi tot anni, potendo quindi realizzare altri film in seguito. Ad esempio Ben Eichinger rischiò di perdere i diritti sui Fantastici Quattro se Roger Corman non avesse realizzato in quattro e quattr’otto questo film http://www.cinefile.biz/?p=1502, cosa che ha poi permesso a Eichinger di realizzare questo http://www.cinefile.biz/?p=1432 dieci anni dopo. Ma in questo caso, dubito che i Platinum Studios siano interessati a fare altri film da Dylan Dog.

  17. Edoardo scrive:

    L’ho visto oggi, trascinato dagli amici.
    Filmetto stupido e poco originale, con tanto di dialoghi ridicoli (“Zombie power, sorella!”) e creature che sembrano uscite da uno dei peggiori episodi di Buffy L’ammazzavampiri.
    Insopportabile la “nuova” spalla di Dylan, sempre ad urlare in modo irritante, anche se è grazie a lui che il film offre un po di divertimento.
    Si salvano la fotografia e qualche effetto in CG.

  18. Andrea scrive:

    La questione è: facciamolo fare a gente capace!
    Non è che l’italiano Dellamorte Dellamore fosse sto gran capolavoro….

  19. Alberto Cassani scrive:

    No, certo. Ma in quel momento c’erano pochi registi interessati a fare quel tipo di film, e che potevano dare garanazia di non fare una porcheria. Questo qui, invece, è nato proprio male.

  20. Marci scrive:

    ma quindi adesso, nell’improbabile ipotesi che io scrivessi una sceneggiatura su Dylan Dog dovrei proporla a questi signori di questa casa di produzione (che non ho capito quale sia) ?
    è una domanda puramente teorica, non ho proprio capito la situazione.

    Sarebbe in realtà possibile fare un altro film su Dylan Dog, proprio perchè ha il potenziale per essere un film diverso… anche chi non ama o non conosce il fumetto, troverebbe comunque un film diverso, con un protagonista particolare, con usi e costumi che imparerebbe a conoscere e con delle storie che a volte possono essere molto intriganti. In Dylan Dog l’uso di mostri, zombie e quant’altro va oltre il comune, e si fonde con leggende, tradizioni, malattie mentali e quant’altro. Un viaggio con i mostri di Sclavi è in realtà qualcosa di incredibilmente profondo, psicologicamente e spiritualmente. Quindi le carte ci sono, questo film qui ha semplicemente raccontato un’altra storia, come tante altre, di zombie, vampiri e lupi mannari, che in Dylan Dog non appaiono poi cosi spesso :)

    Credo che sia possibile dire che:
    il film Sherlock Holmes di Guy Ritchie, con Robert DJ e Jude Law sia per certi versi, più simile al fumetto di Dylan Dog, di quanto non sia il film di Munroe.

    In sherlock holmes abbiamo una forte caratterizzazione del personaggio, e un’atmosfera a metà tra il soprannaturale e il “normale” che lo rende intrigante ( de gustibus, magari a voi non è piaciuto). Insomma, non so perchè ma sono dell’idea che quel film abbia più di Dylan Dog di quanto non l’abbia questo :)

  21. Alberto Cassani scrive:

    Non conosco i dettagli del contratto, ma è plausibile pensare che contenga una clausola per eventuali seguiti, quindi qualunque sceneggiatura dovrebbe passare da loro. La casa di produzione è la Platinum Studios (http://www.platinumstudios.com/), fondata da uno dei cofondatori della Image Comics e produttrice anche di Cowboys & Aliens che arriverà da noi a settembre e del progetto poi abortito di un film su Witchblade.

  22. Marco scrive:

    Concordo con Albe. Senza parole.

  23. Plissken scrive:

    Mi guarderò bene dal visionarlo dunque.

    Certo che i film tratti dai fumetti “Bonelliani” fino ad ora lasciano a desiderare eh…
    Mi ricordo ancora la delusione (nonostante mi fossi preparato a priori) alla visione di “Tex e il Signore degli abissi” di Tessari, a metà degli anni ’80… teRiBBile.

    Peccato però.

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