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"Ed Wood" di Tim Burton

16 ottobre 2006 Recensioni 4 Commenti
Fabrizio Formenti, 16 Ottobre 2006: Sognante
Buena Vista

La vita e i film del leggendario Ed Wood – “il peggior regista del mondo” – che negli anni ’50 diresse pellicole come Glen or Glenda, Bride of the Monster e Plan 9 from Outer Space, che lavorava con Bela Lugosi e che aveva l’abitudine di andare in giro vestito da donna…


Sono parecchi i personaggi del cinema, dell’arte o dello spettacolo che, dopo aver trascorso una vita nel dimenticatoio, solo dopo la loro morte sono stati rivalutati per ciò che di buono avevano realizzato nell’esercizio della propria professione. Anche Edward D. Wood Jr (sceneggiatore, regista, attore e produttore attivo principalmente nella sesta decade del secolo scorso) è stato interessato dal medesimo fenomeno, con un’unica sostanziale quanto assolutamente singolare differenza: dopo un’esistenza spesa nell’anonimato quasi totale, una volta passato a miglior vita ha ottenuto la notorietà in virtù dell’irripetibile bruttezza delle sue opere. Oggi, infatti, viene da più parti “celebrato” come il peggior regista di tutti i tempi.
Questo lavoro di Tim Burton ha contribuito non poco ad amplificare l’eco delle “gesta” del protagonista mettendone in evidenza le eccentricità e le stravaganze, quelle di un uomo che amava indossare indumenti femminili perché così facendo si sentiva più vicino all’altro sesso (Wood non era un travestito in senso stretto), e che con impensabile naturalezza ha saputo riciclare l’attore ungherese Bela Lugosi, icona dell’horror anni ’30 e ’40 ma ormai disoccupato e schiavo della droga, nei ruoli più insulsi.

Seconda collaborazione cinematografica del duo Burton/Depp – che congiuntosi in occasione di Edward mani di forbice arriverà sino a La fabbrica di cioccolato e probabilmente più in là – Ed Wood è un film splendidamente in bilico fra il reale e l’onirico, il tangibile e il favolistico, il serio e il farsesco. Tutte caratteristiche che, a pensarci bene, hanno sempre contraddistinto fra le altre l’impronta del bizzarro cinema di Tim Burton. Questa è senza dubbio una pellicola in puro stile burtoniano, tuttavia l’aspetto quasi geniale del progetto sta nell’aver scelto, questa volta, di narrare di un personaggio realmente esistito ma la cui storia si adattasse alla particolare e imprescindibile visione filmica del regista, al suo stile narrativo così esuberante ed immaginifico senza venirne in qualche modo intaccata, al contrario esaltata.

E’ difficile stabilire in che misura l’autore abbia rivisitato la parabola esistenziale di Wood, adattandola alle proprie esigenze creative. Ciò che è certo, però, è che l’interpretazione che ne ha fornito non sarebbe probabilmente potuta risultare più efficace, ai nostri occhi. Sin dalla splendida sequenza dei titoli di testa, Ed Wood ci trasporta in un universo che pare quasi immaginario, fatto di personaggi e situazioni che sembrano più frutto di una fantasiosa invenzione che non appartenenti ad un reale contesto storico. Ma questo aspetto trova fondamento in quello che era, per così dire, uno dei pregi della macchina cinematografica americana degli Anni ’50, che essendo molto meno preclusiva e tentacolare rispetto all’attuale, ha permesso al più improbabile dei cineasti di arrivare a realizzare e distribuire, dal basso delle sue capacità, i film più assurdi che si potessero immaginare, popolati da personaggi e interpreti che solo eufemisticamente potevano definirsi singolari.

A rendere così eterea e straniante l’atmosfera del film, contribuisce notevolmente il bianco e nero della fotografia, che se da un lato concorre a ricreare il sapore di un’epoca alquanto sfocata ai nostri occhi, dall’altro conferisce una resa perfetta agli strampalati set su cui opera il protagonista e, soprattutto, al personaggio di Bela Lugosi, sempre avvolto da una sorta di aura cupa e tetra, ad evidenziarne l’avanzato declino umano e professionale nonché l’incapacità di distaccarsi dal personaggio che lo ha reso celebre, quello del Conte Dracula nell’ancor oggi leggendario film di Tod Browning.

Johnny Depp ritrae con bravura e personalità il personaggio protagonista, ma se il futuro Jack Sparrow offre un’interpretazione più che convincente, Martin Landau è assolutamente straordinario nel ruolo di Lugosi, tanto da rubare spesso la scena a chiunque la condivida con lui. Il premio Oscar come migliore attore non protagonista da lui vinto è stato il giusto omaggio alla sua performance, e forse l’Academy avrebbe fatto bene a schiudere ad Ed Wood la porta delle nomination in alcune altre categorie oltre a quella per il miglior make-up, perché questo film, pur nella sua divertita leggerezza, è sicuramente uno dei migliori lavori consegnatici da quel geniaccio di Tim Burton.


Titolo: Ed Wood (Id.)
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura: Scott Alexander, Larry Karaszewski
Fotografia: Stefan Czapsky
Interpreti: Johnny Depp, Martin Landau, Sarah Jessica Parker, Patricia Arquette, Jeffrey Jones, G.D. Spradlin, Vincent D’Onofrio, Bill Murray, Mike Starr, Max Casella, Brent Hinkley, Lisa Marie, George “The Animal” Steele
Nazionalità: USA, 1994
Durata: 2h. 07′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Edoardo scrive:

    Secondo me è uno dei migliori film di Tim Burton. Bellissimo.

  2. Marco scrive:

    Concordo con la recensione. Un difetto riscontrabile è la lunghezza eccessiva, ma non implica la visione del film.

  3. Plissken scrive:

    Recensione molto bella e giustamente “sentita”, per un film che a mio parere dovrebbe essere visionato da chiunque abbia anche un minimo di passione per l’arte cinematografica.

    Biografia sicuramente “romanzata” ma per un buon fine, mantenere appunto, come da recensione, “…l’impronta del bizzarro cinema di Tim Burton.”

    Martin Landau “semplicemente straordinario” nel senso più verace del termine offre un’interpretazione indimenticabile, così come credo lo sarà il film per chi avrà cura di prenderne visione.

  4. Riccardo scrive:

    Un altro gioiellino firmato Burton, regista che a parer mio deve ancora sbagliare un colpo

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