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"Elizabeth" di Shekhar Kapur

27 novembre 2006 Recensioni 0 Commenti
Elizabeth

Uip, 2 Ottobre 1998 – Interessante

La futura Regina Elisabetta I trascorre le sue giornate in compagnia delle proprie dame e dell’affascinante Robert Dudley. Ma la realtà che l’attende una volta salita al trono è fatta di controversie religiose, complotti, guerre e l’impossibilità di vivere la propria vita privata…


Cate Blanchett in una scenaElizabeth si propone di narrare i primi anni del regno di Elizabeth I Tudor, Regina leggendariae figlia di Enrico VIII. Anzi, il film comincia la sua narrazione dal periodo che precede l’ascesa al trono di Elizabeth, nel quale è ancora libera di vivere come una giovane spensierata e innamorata, mentre la sorellastra e regina Maria manda a morire sul rogo i protestanti da lei perseguitati, nel tentativo di riaffermare il Cristianesimo come unico culto religioso in Inghilterra. Quando poi Elizabeth sale al trono, ha 25 anni: pochi per regnare, specie se si è anche una donna e se si è protestante all’interno di un paese in cui si è forzatamente e sanguinosamente ripristinato il Cristianesimo.

Cate BlanchettDopo l’antefatto, il film narra la vicenda della neo-regina scegliendo una precisa chiave di lettura: mostrare le difficoltà incontrate da quella che è sì una regina, ma è anzitutto una giovane donna chiamata a gestire doveri e responsabilità troppo onerose per chiunque. Il film mostra quindi una giovane Elizabeth che deve imparare a diventare regina, che deve imparare a gestire i suoi stessi consiglieri prima ancora che l’intero regno e popolo, che deve imparare a scegliere tra la personale repulsione verso le guerre e la necessità politica di intraprenderle. Essendo appunto anche una giovane donna, Elizabeth deve imparare anche a gestire la propria vita privata difendendola dalle ragioni di stato che vorrebbero con insistenza sacrificarla.

Joseph Fiennes e Cate BlanchettIl film riesce molto bene nell’intento di evidenziare le presunte – ma assolutamente verosimili – difficoltà incontrate da Elisabetta I all’inizio del suo regno. Due sono le scene che le esemplificano. La prima mostra Elizabeth in lacrime, sola con se stessa di fronte al ritratto del padre, sconfortata non solo per essere stata sconfitta dalla Francia, ma anche perché consapevole di non saper – ancora – regnare, o almeno consapevole che questo «lo pensano tutti». Ma Elizabeth dimostra ben presto di avere il giusto temperamento per reagire, imparare e imporsi, consapevole di essere «la figlia di mio padre», e in quanto tale di «non avere paura di niente». Ciò viene mostrato nella seconda scena esemplificativa, nella quale Elizabeth promulga l’Atto di Uniformità nell’intento di sanare le divisioni religiose e garantire la pace alla nazione. In realtà la scena che precede quest’ultima è ancor più interessante, perché mostra Elizabeth provare il discorso da tenere in quell’occasione, mentre lotta intimamente per superare i suoi timori e convincere se stessa prima ancora degli altri che lei è l’«unta del Signore». È in particolare in questi due momenti che il film si allontana dall’immagine della Regina conosciuta come grande monarca e donna energica e carismatica, per far invece capire allo spettatore come sia diventata tale solo col tempo. D’altro canto, Elizabeth Tudor nel corso della sua vita pronuncerà la frase: «Noi Principi stiamo su un palcoscenico, sotto gli occhi del mondo intero».

Cate Blanchett in una scenaIl film, dalla chiave di lettura apprezzabile e interessante, risulta molto accurato e sontuoso nella sua realizzazione, offrendo dei momenti di sapiente regia, che dimostra maestria tecnica senza però apparire ricercata o leziosa. Prevalgono gli ambienti interni su quelli esterni, con una sorta di contrapposizione fra luogo chiuso (prigione e palazzi) – ossia età adulta e obblighi di governo, e luogo esterno (prati e fiumi) – ossia gioventù e spensieratezza.

Geoffrey RushCate Blanchett ha la fisicità adeguata per interpretare il ruolo di protagonista, e la sua interpretazione dà un apporto fondamentale alla riuscita non solo del personaggio ma anche del film così concepito. Da notare la ricchezza dell’intero cast: Joseph Fiennes che giustamente non ruba la scena alla protagonista, Vincent Cassel e i due importanti e incisivi camei, uno di Fanny Ardant e l’altro del grande attore britannico John Guilgud nei panni di Papa Pio V.


La locandina statunitenseTitolo: Elizabeth (Id.)
Regia: Shekhar Kapur
Sceneggiatura: Michael Hirst
Fotografia: Remi Adefarasin
Interpreti: Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Joseph Fiennes, Christopher Eccleston, Richard Attenborough, Fanny Ardant, Eric Cantona, Vincent Cassel, Kathy Burke, Edward Hardwicke, Emily Mortimer, John Gielgud, Liz Giles, Rod Culbertson
Nazionalità: Regno Unito, 1998
Durata: 2h. 04′


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