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"Elizabethtown" di Cameron Crowe

3 settembre 2005 Recensioni 4 Commenti
Luciana Morelli, 3 Settembre 2005: Scanzonato
Uip, 4 Novembre 2005

Dopo esser stato mollato dalla fidanzata e aver fatto perdere quasi un miliardo di dollari all’azienda per cui lavora, Drew è pronto al suicidio. Gli arriva però la notizia della morte del padre. Parte allora per Elizabethtown per recuperarne la salma, ma durante il viaggio incontra una hostess che gli scombina i piani e la vita…


Accorciato di un buon quarto d’ora (troppo poco rispetto a quanto c’era da sfoltire) rispetto alla versione iniziale presentata Fuori Concorso all’ultima edizione del Festival di Venezia, Elizabethtown si appresta ad uscire nelle sale senza aver acquistato la lucidità e la scorrevolezza che tutti si auspicavano dopo la visione lidense. La nuova commedia romantica scritta e diretta da Cameron Crowe (Quasi Famosi, Vanilla Sky), vede protagonisti Orlando Bloom (irritante come non mai), Kirsten Dunst (in un ruolo appesantito dall’estenuante durata del film) ed un’inossidabile Susan Sarandon, ma pur avendo discretamente divertito le platee – specialmente nei minuti iniziali in cui compare anche un Alec Baldwin davvero insolito – non è riuscita ad entusiasmare.
Non è bastata la genialità di alcune trovate della sceneggiatura, vedi il dialogo iniziale del protagonista che si rivolge direttamente allo spettatore, la lunghissima telefonata al cellulare che fa da preludio ad un romanticissimo incontro o ancora il discorso con balletto di tip-tap della Sarandon, a rendere positiva la considerazione finale su questa pellicola che inizialmente appare gradevole ma che col passare del tempo diventa quasi insopportabile.

Troppo buonismo (che si tramuta spesso in egocentrismo da parte di un regista forse un po’ sopravvalutato), dosi massicce di retorica, lungaggini eccessive nei momenti in cui era necessaria più scioltezza narrativa, e la voglia sfrenata e talvolta isterica da parte di Crowe di riempire il film con montagne di carne al fuoco. Opportunamente tagliato da questa definitiva versione è il finale risolutore della storia che a Venezia era sembrato totalmente inverosimile, mentre è stata mantenuta in ogni suo punto la snervante parte finale (che giunge a conclusione di una storia già di per sé stata travagliata e ricca di accadimenti) costituita da un lunghissimo e affascinante viaggio nella storia statunitense a ritmo di musica. Non fosse stata così slegata da tutto il resto sarebbe stata sicuramente la parte migliore di tutto il film. Ma d’altronde Crowe è così: un romantico, un irriducibile nostalgico, uno che ha fatto della musica anni ’70 e delle sue esperienze di vita personale (lo shock dopo la morte del padre gli ha dato l’idea per questo film) un irrinunciabile strumento di cineracconto, che a volte per troppa frenesia si fa ingoiare dalla ridondanza.

Sempre pieno di idee, di invenzioni e di trovate geniali (fantastico il personaggio del bambino urlante, dei due sposini e del complesso di rockettari falliti) che anche stavolta caratterizzano i personaggi in maniera impeccabile. L’unica cosa che manca in Elizabethtown sono la coralità e quel pizzico di concretezza capace di rendere storie come questa alla portata di tutti. Una stupenda Susan Sarandon ed un’altrettanto divertente Kirsten Dunst si contrappongono in questo film all’ennesima deludente prova di un Orlando Bloom incapace di sforzarsi persino nel sembrare sfigato.


Titolo: Elizabethtown (Id.)
Regia: Cameron Crowe
Sceneggiatura: Cameron Crowe
Fotografia: John Toll
Interpreti: Orlando Bloom, Kirsten Dunst, Susan Sarandon, Judy Greer, Jessica Biel, Alec Baldwin, Jed Rees, Bruce McGill, Emily Rutherfurd, Leslie David Baker, Dan Biggers, Karen Boles, David Brandt, Jessica Brockway, Carl Broemel
Nazionalità: USA, 2005
Durata: 2h. 03′


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Attualmente ci sono 4 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Albe “We Bought A Zoo” l’hai visto?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Ni. E’ uno dei tanti film dell’ultimo paio d’anni che ho cominciato a vedere e che ho smesso di guardare dopo un quarto d’ora per manifesto disinteresse. Che è già qualcosa rispetto allo smettere di vederlo dopo un quarto d’ora per manifesto disgusto…

  3. Marco scrive:

    Beh dai allora una speranza gliela potresti anche dare. Si è uno dei tantissimi films che tratta l'”American Dream” però è ben girato e molto ben recitato da tutto il comparto attoriale.
    Belle le musiche dei Sigur Ros che sottolineano alcuni frangenti di film veramente toccanti, soprattutto il finale. Una guardatina gliela darei.
    Consiglio.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Be’, ma Crowe è sempre stato un buon regista, anche quando ha sbagliato il film (“Vanilla Sky”). Però con tutti i film che escono non vedo perché dare una seconda possibilità a questo invece che una prima a un altro…

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