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"Ender's Game" di Gavin Hood

13 gennaio 2015 Recensioni 6 Commenti
Ender's Game

Eagle Pictures, 30 Ottobre 2013 – Frettoloso

Un ragazzo brillante e con una spiccata attitudine al comando viene allevato come futuro comandante della Flotta Internazionale impegnata in una mortale battaglia contro i Formics, alieni che hanno tentato di invadere la Terra. Dopo mesi di preparazione, è finalmente il momento di andare in battaglia…


Asa Butterfield e Harrison Ford in Ender's GameDura 114′ il film di Gavin Hood tratto dal romanzo di Orson Scott Card Ender’s Game (377 pagine), e la durata è il principale problema della pellicola. Attraverso i dialoghi e alcuni dettagli visivi si intuisce perfettamente che dietro al ritmo elevato imposto dalla sceneggiatura e assecondato dalla regia c’è una riflessione psicologica più complessa e per nulla banale. Da un monologo, poco prima del finale si intuisce anche che il tempo trascorso da Ender alla scuola di guerra non sono pochi giorni (come sembra) ma mesi. I dialoghi tra Ford e Davis lasciano trasparire un mondo dentro Ender di cui riusciamo solo a percepire la punta dell’iceberg e di cui, come al protagonista, non ci viene detto abbastanza. Purtroppo, però, tutto l’approfondimento psicologico, i dubbi del protagonista e la descrizione delle strategie degli adulti vengono sacrificati in favore dell’addestramento, che è certo la parte più spettacolare. Ma anche l’addestramento procede a tappe forzate: la giovane recluta avanza nei diversi gradi di apprendimento apparentemente senza mai conoscere la sconfitta o perlomeno una qualche difficoltà.

Abigail Breslin in Ender's GameTutta questa fretta porta ovviamente ad avere gli eventi che si susseguono a un ritmo forsennato e l’unica scena lirica (l’incontro sul lago con la sorella) sembra posticcia e risulta di difficile comprensione. Anche se siamo portati a credere a Ender quando dice che per vincere è costretto a comprendere e quindi amare il suo nemico, vero concetto cardine del film, diventa difficile credere che abbia il tempo di riflettere, poiché lo vediamo sempre alle prese con combattimenti e battaglie.

Asa Butterfield e Hailee Steinfeld in Ender's GamePer quanto la fretta sia solitamente cattiva consigliera e tutte le riflessioni esistenziali vengano concentrate nei risicati minuti finali, il risultato globale non è del tutto inficiato. Certo, col senno di poi viene da chiedersi se non fosse stato più opportuno ridurre i passaggi di grado del giovane e lasciare un po’ più spazio a quello che accadeva dentro la sua mente, mostrare una spettacolare battaglia in meno e prendersi una pausa di riflessione, ma durante la visione non si può non rimanere rapiti dal vortice degli eventi e seguire l’avvincente storia con passione. Lo spettatore è letteralmente trascinato verso il finale in un crescendo di battaglie spettacolari e di spericolati dispiegamenti tattici, e quando il finale arriva, improvviso, forse si rimane addirittura un po’ delusi dal non aver assistito alla tradizionale dose di cazzotti e di sangue cui molti film con battaglie epiche per la salvezza del genere umano ci hanno abituato.

Una scena di Ender's GameEnder’s Game è un buon film e un ottimo preambolo a quei pochi minuti finali che lo nobilitano. Le domande che vengono lasciate aperte sono molte più di quelle che trovano una risposta, e se è vero che si rimane con la voglia di sapere di più e conoscere meglio Ender e il suo mondo, è altrettanto vero che si è completamente soddisfatti visivamente ed emotivamente da quello che si è visto.


La locandinaTitolo: Ender’s Game (Id.)
Regia: Gavin Hood
Sceneggiatura: Gavin Hood
Fotografia: Donald M. McAlpine
Interpreti: Asa Butterfield, Harrison Ford, Hailee Steinfeld, Viola Davis, Abigail Breslin, Ben Kingsley, Moises Arias, Aramis Knight, Suraj Parthasarathy, Khylin Rhambo, Jimmy Jax Pinchak, Conor Carroll, Nonso Anozie, Tony Mirrcandani
Nazionalità: USA, 2013
Durata: 1h. 54′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Buona recensione. In linea generale concordo.
    Buon film d’intrattenimento che non annoia e appassiona anche.

  2. Servius Sertorius scrive:

    Da lettore del libro sono rimasto decisamente deluso da come il film abbia sacrificato tutti i temi centrali del romanzo per concentrarsi solo sulle parti più vendibili dello stesso, le battaglie. Il risultato finale risulta compromesso in misura ben maggiore di quanto lasci intendere il recensore. Senza un filo conduttore che tenga insieme in maniera credibile le varie scene di combattimento il film si riduce a una sequenza di eventi che si susseguono a velocità forsennata, totalmente privi di pathos. Non si avverte mai il senso di minaccia e precarietà che rappresentava un elemento cardine della vicenda originale: Ender è invincibile, sia per i suoi rivali dell’Accademia militare sia per il nemico vero e proprio e la sua reazione dopo la battaglia finale, a uno spettatore che non sia già a conoscenza degli avvenimenti, appare ben poco credibile. Se i nemici di Ender vengono fuori malconci dal confronto con le loro controparti letterarie non si può dire altrimenti dei suoi luogotenenti, nell’opera originale delineati nelle loro personalità e attitudini specifiche e qui ridotti a poco più che anonime comparse. In definitiva sconsiglio caldamente la visione del film a chiunque voglia avvicinarsi all’universo ideato da Orson Scott Card: meglio rivolgersi direttamente all’autore.

  3. Donato scrive:

    Visto. Non conosco l’opera letteraria da cui è tratto e d’altronde sono ormai più di 20 anni che non leggo più un libro. Comunque, per come è impostato, strutturato e sviluppato, sembra destinato ad un target di ragazzini, al massimo adolescenti. E io odio i film di fantascenza per bambini….

  4. Fabrizio Degni scrive:

    Il film è scorrevole e si lascia vedere ma aveva un potenziale che il regista non ha saputo sfruttare a dovere a mio avviso peccando nel voler mostrare troppo… In un’unica parte. Sono contro la i film ad episodi o le trilogia trilogia ma la scelta era da fare a tavolino: o tagliere molte scene e focalizzarsi sull’introspettivo o spezzettare l’opera in due parti. Così davvero lascia un pò delusi… Direi semaforo arancione.

    Un grazie a Francesco per la recensione.

  5. Francesco Binini scrive:

    Grazie a tutti per i commenti.
    Posso concordare con Fabrizio sul colore, ma alla fine ho scelto il verde perché, nonostante i difetti, il film è appassionante e quello che non viene detto e rimane in sottofondo comunque si riesce ad intuire. Senza contare che il target è chiaramente, come faceva notare Donato, un pubblico di giovani (o giovanissimi) per cui la scelta di puntare tutto sull’azione è stata fatta probabilmente per non appesantire il discorso e rendere indigeribile il film a questo tipo di pubblico. E’ chiaro che per un adulto è “troppo poco” ma non lo vedo un male così grande.

  6. Donato scrive:

    Per carità, nulla di male ad aver scelto il bersaglio grosso che è più facile da colpire. Il mio è un commento dettato da gusti personali. In genere non sopporto i film d’azione/avventura/fantascienza/fantasy espressamente destinati ad un pubblico di giovanissimi. Probabilmente l’unica eccezione è stata la saga cinematografica di Harry Potter che, nonostante l’avessi inizialmente snobbata, alla fine mi ha appassionato e l’ho seguita per intero (ebbene sì, non mi vergogno a dirlo: me li sono pippati tutti e 8).

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