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"Entity" di Sidney J. Furie

26 maggio 2011 Recensioni 3 Commenti
Entity

20th Century Fox, 1982 – Maldestro

Carla Moran vive con i figli alla periferia di Los Angeles. Una notte, poco prima di andare a dormire, viene assalita e stuprata da un essere invisibile. Gli attacchi si ripetono nelle notti successive e anche i figli ne fanno le spese, ma nessuno sembra credere alla donna…


Barbara Hershey con Ron Silver di spalle in una scena di EntityTratto da un romanzo a sua volta ispirato a una storia che si presume vera, Entity è adattato per lo schermo dallo stesso romanziere, che qui stempera molto la complessa situazione familiare e l’instabilità psicologica della vera protagonista, facendone quasi una madre modello. La seconda parte della pellicola prova invece a rifarsi più da vicino a quanto scritto dai dottori Barry Taff e Kerry Gaynor nei loro saggi sulla vera Carla Moran, ma qui Furie esagera con gli effetti speciali, cui aveva fino a quel momento rinunciato quasi totalmente, e perde così la fiducia del pubblico che l’aveva seguito fino a quel momento. Quando poi la sceneggiatura prende una direzione ancora diversa e si fa ancora più improbabile e meno logica, allora quanto di buono era stato creato fino a quel punto viene sprecato del tutto.

Barbara Hershey in una scena di EntityIl film ha il pregio di partire subito in quarta, ma si affoscia presto per colpa soprattutto delle lunghe sedute dallo psichiatra, che servono sì a raccontare meglio il personaggio al centro della vicenda ma non a creare la tensione necessaria a un thriller sovrannaturale come questo. Anche perché la regia non lascia mai dubbi sul fatto che gli attacchi siano reali e non solamente un’illusione mentale della protagonista. Furie si impegna per rendere inquietante una storia che a raccontarla suona solo ridicola e riesce a trovare alcune buone soluzioni visive, anche se forse l’uso del sonoro nei momenti chiave lascia a desiderare e qualche dialogo suona veramente orrendo.

Barbara Hershey in EntityLa bella Barbara Hershey offre un’interpretazione molto intensa nonostante la sceneggiatura certo non la aiuti. Nei suoi occhi c’è tutta la disperazione di una donna che si sente fragile e indifesa davanti a qualcosa che non riesce a capire, ma anche la voce della brava doppiatrice italiana contribuisce notevolmente alla riuscita del personaggio. Difficile, però, pensare che l’attrice californiana vada fiera di questa pellicola.


La locandina statunitense di EntityTitolo: Entity (The Entity)
Regia: Sidney J. Furie
Sceneggiatura: Frank De Felitta
Fotografia: Stephen H. Burum
Interpreti: Barbara Hershey, Ron Silver, David Labiosa, George Coe, Margaret Blye, Jacqueline Brookes, Richard Brestoff, Michael Alldredge, Raymond Singer, Allan Rich, Natasha Ryan, Melanie Gaffin, Alex Rocco, Sully Boyar, Tom Stern
Nazionalità: USA, 1981
Durata: 2h. 05′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Plissken scrive:

    L’ho visto un sacco di anni fa e l’ho sicuramente da qualche parte in VHS: la giusta occasione per ridarci un’occhiata. ;-)

    I ricordi che ne ho sono un po’ vaghi, quindi non deve avermi colpito molto. Mi ricordo della Hershey questo si, in verità anche perché all’epoca era una delle mie attrici favorite, riferito, in tutta onestà, non solo al suo indubbio talento ma anche alla bellezza dei suoi tratti.

    Molto simpatica questa idea di immettere recensioni di film “d’annata”, magari appunto poco trattati nella “letteratura”. Sperando di non essere inopportuno vorrei chiedere: in base a quale criterio vi è il “recupero” di queste pellicole? Una recente visione? :-)

  2. Alberto Cassani scrive:

    Sì, scriviamo sempre dei film che abbiamo appena visto, proprio perché se passa troppo tempo dalla visione i ricordi si fanno confusi ed è difficile analizzarli seriamente. La scelta di quali film vedere è puramente soggettiva, come ci gira. Io ne ho un centinaio, in lista d’attesa, e ne guardo uno piuttosto che un altro solo a seconda di cos’ho voglia di vedere in quel momento. Poi è ovvio che non sempre li recensiamo, ma ho una dozzina di recensioni mie da sistemare e pubblicare con calma di recuperi più o meno blasonati.

    Nel caso di “Entity”, anch’io l’avevo visto un sacco di anni fa e ne avevo tutto sommato un buon ricordo. Poi ne lessi una recensione caustica da qualche parte e decisi di rivederlo. Mal me ne incolse, perché a parte la bellezza della Hershey (che anch’io adoravo, e continuo ad adorare nella sua vita pre-lifting) c’è poco altro da ricordare (controfigura e corpo di plastica per le scene di nudo comprese).

  3. Plissken scrive:

    Grazie per la cortese risposta, ribadisco che trovo l’idea molto valida.

    Riguardo ad “Entity” mi debbo recare nella soffitta a casa dei miei e cercare la VHS in mezzo a qualche altro centinaio di videocassette, perlopiù da 240 min. e registrate in LP! Ma ce la farò senz’altro :-D

    La Hershey trovo sia (oltre che molto bella) una attrice di grande talento, che forse non ha avuto la considerazione che merita. Me la ricordo “splendida splendente” perfino nell’unica cosa di decente che a parer mio ha fatto David Carradine, ovvero la serie televisiva “Kung Fu”. (Kill Bill? Poco più di una comparsata).

    Mi fa piacere inoltre che nonostante la non verdissima età lavori ancora, come ho avuto modo di constatare recentemente visionando “Il cigno nero”.

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