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"Enzo Avitabile Music Life" di Jonathan Demme

17 novembre 2013 Recensioni 0 Commenti
Enzo Avitabile Music Life

Microcinema, 18 Novembre 2013 – Trascendente

Sempre a metà strada tra la musica napoletana e quella Afroamericana ma noto soprattutto per i suoi esordi nel blues e nella dance, Enzo Avitale sta provando a unire musiche popolari di paesi diversi. Jonathan Demme l’ha seguito durante alcune registrazioni e ne ha ascoltato i racconti…


Enzo Avitabile e Jonathan Demme durante le ripreseLa galleria di ritratti del Jonathan Demme documentarista inizia a farsi nutrita. Negli ultimi anni, da Jimmy Carter a Neil Young, il regista ha aguzzato il suo sguardo gentile verso l’incrocio delle realtà umane; il suo soggetto più recente è ancora un musicista, il napoletano Enzo Avitabile, con la sua carriera lunga e impostata sul mescolamento sonoro-culturale. Dalle radici partenopee al jazz, dal sassofono alle commistioni etniche, Avitabile è una figura che – attraverso la lente di Demme – ci appare in flusso continuo. Eppure, l’esordio di questo Music Life ce lo presenta in modo spezzato, schizofrenico, mettendone in risalto una veste domestica forse un po’ ingenua, inconsapevole. Anche la sua voce perde spesso il filo.

Enzo Avitabile e Jonathan DemmeCon il passare dei minuti, però, si scopre che Demme sta soltanto costruendo il suo personaggio con calma. Dapprima in veste di supporto, inseguendo e anticipando i temi chiavi della vita di Avitabile grazie a una regia discreta. Poi entrando in dialogo con le parole attraverso le immagini, che siano inserti di una Madonna o di una moglie scomparsa; è in questa fase che Enzo si rivela invece pensatore maturo e compiuto, e che si delineano le pur semplici qualità politiche e spirituali del suo lavoro.
Quando infine il documentario accoglie al suo interno le riprese di performance musicali, l’Avitabile di Demme è ormai nel pieno di una curiosa elevazione a icona, travolgente nell’andatura e culminante in un’evangelica discesa tra la gente, quasi eccessiva nell’esoticizzazione dei luoghi e degli individui che avevano formato l’artista da giovane e ora si riuniscono attorno a lui in celebrazione.

Enzo Avitabile in una scenaPoteva essere bieco sfruttamento emotivo, e invece è l’ennesima dimostrazione di quanto Demme si trovi a suo agio nel fuggevole stato di trance musico-antropologica che a volte gli umani sanno raggiungere (si veda in proposito lo straordinario Rachel Getting Married). A dispetto della sua delicatezza, è pur sempre un regista capace di vertiginosi picchi di intensità.
La stessa intensità che parallelamente alla traiettoria del personaggio raggiungono le esibizioni musicali presenti nel film. I duetti con Daby Tourè e con la palestinese Amal Murkus, in particolare, sono il contrappunto migliore per ciò che sembrava uno schizzo sconnesso e si è rivelato invece il ritratto di un artista acutamente consapevole di sé.


La locandinaTitolo: Enzo Avitabile Music Life
Regia: Jonathan Demme
Sceneggiatura:
Fotografia: Vincenzo Pascolo
Interpreti: Enzo Avitabile, Eliades Ochoa, Luigi Lai, Trilok Gurtu, Gerardo Nunez, Ashraf Sharif, Amal Murkus, Hossein Alizadeh, Daby Tourè, Bruno Canino
Nazionalità: USA – Italia, 2012
Durata: 1h. 20′


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