Stai leggendo:

"Factotum" di Bent Hamer

30 gennaio 2006 Recensioni 0 Commenti
Gabriele Marcello, 30 Gennaio 2006: Dolente
Mikado, 31 Marzo 2006

Henry Chinaski è l’esempio massimo dell’instabilità. Lavoricchia in fabbriche e magazzini per poter ottenere i soldi necessari da spendere con donne, alcol e scommesse. Il suo sogno è quello di diventare uno scrittore, e ogni giorno si allena componendo short stories dal sapore autobiografico, che nessuno legge…


Presentato nella “Quinzaine des Realiateurs” del Festival di Cannes 2005, arriva nelle sale italiane questo dolente e ironico ritratto di un’umanità arrabbiata, grottesca e sopra le righe: Factotum. Tratto dal secondo romanzo dello straordinario Charles Bukowski, la pellicola è diretta dall’acclamato Bent Hamer, il regista dei lodati Eggs e, soprattutto, Kitchen Stories, in cui erano già presenti segni di uno stile prossimo all’esplosione.

Probabilmente, questa riduzione cinematografica è la migliore di quelle tratte dai romanzi di Bukowski. Si ricorda lo Storie di Ordinaria Follia di Marco Ferreri con Ben Gazzarra che, sebbene pregevole nella forma, era privo del giusto spirito “buowskiano”. Spirito, questo, presente invece nel bel film indipendente di Hamer. Per lo scrittore è fondamentale il conflitto tra spazio, tempo e azione, in cui il primo appare potenzialmente sempre anonimo e claustrofobico, il secondo dilatato e gonfiato e il terzo ripetitivo ed ossessivo. Cinematograficamente, il regista trasforma questo conflitto in una mise en scene rigorosa e asciutta: un insieme di quadri di desolante realismo, apparentemente opposti all’estetismo grottesco sulla pagina scritta dell’autore, ma che va considerato come l’unica geniale “traduzione” possibile di quell’arduo passaggio che c’è tra il libro e lo schermo.

A dare vita all’icona di Bukowski, vero e proprio alter ego dell’autore, dell’essere in precario equilibrio, c’è un Matt Dillon in stato di grazia post Crash. L’ex divo dei teen-ager degli anni Ottanta lavora in maniera strabiliante con il proprio corpo, davvero sboccato e “bukowskiano”, e molto meno con la parola, regalando emozioni forti nel suo ripetuto atto di scrivere e comporre quello che la sua vita vive. A fare compagnia all’attore ci sono le brave e “maltrattate” Marisa Tomei e Lili Taylor, vere e proprie icone di una femminilità sbattuta ma pur sempre erotica e sessualizzata all’estremo.


Titolo: Factotum
Regia: Bent Hamer
Sceneggiatura: Bent Hamer, Jim Stark
Fotografia: John Christian Rosenlund
Interpreti: Matt Dillon, Lili Taylor, Fisher Stevens, Marisa Tomei, Didier Flamand, Adrienne Shelly, Karen Young, Tony Lyons, Stephanie Allensworth, Jim Brockhohn, Chris Carlson, Joseph Courtemanche, Frank Crandell, Christopher Day
Nazionalità: USA – Norvegia, 2005
Durata: 1h. 34′


Percorsi Tematici

  • Non ci sono percorsi tematici collegati a questo articolo.
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.

Incassi dal 23 al 25 settembre