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"Fair Game" di Doug Liman

22 ottobre 2010 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 12 Ottobre 2010: Ideologico
Eagle Pictures, 22 Ottobre 2010

Valerie Plame è un’agente della CIA che sta lavorando alla ricerca delle armi di distruzione di massa in Iraq. Il marito è un diplomatico che in Africa cerca conferme su presunte connessioni tra le dittature locali e il paese di Saddam Hussein…


Il sottogenere “guerra in Iraq” si arricchisce di un nuovo capitolo, questo nuovo film di Doug Liman che, come nella saga di Jason Bourne di cui diresse il primo, si ritrova a confrontarsi con Paul Greengrass (che diresse gli altri due con Liman produttore esecutivo): e così, dopo Green Zone diretto dall’irlandese, Liman si dedica allo stesso tema ma con tutt’altro stile e pretese. E anche con risultati un po’ inferiori. Traendo ispirazione dalle storie vere raccontate nei libri di Valerie Plame e del marito Joseph Wilson, i fratelli Jez e John-Henry Butterworth hanno scritto una spy-story politica che col passare dei minuti si tramuta in un film di denuncia civile, più corretto ma meno interessante.

Aperto da un riassunto di questi anni di guerra e terrorismo (sulle note di “Clint Eastwood” dei Gorillaz), il film è in partenza un’appassionante riflessione su come la verità e la bugia non siano valori assoluti ma relativi rispetto alle ragioni di Stato, a cosa si deve o non si deve dire per il bene del paese e delle sue lobby, ma poi – con l’adagiarsi in modo più visibile – al realismo della storia vera ripiega in un più comodo resoconto di torti e ragioni, di questioni di politica interna e giornalismo spicciolo. Ciò significa che, quando appare il nobile e appassionato afflato civile e liberale, sparisce l’appassionante racconto della ricerca di una bugia, e il ritmo ne risente parecchio, fino a spegnersi nel democratico pistolotto finale.

Chiaro che il difetto è nel manico di una sceneggiatura manichea e schematica, che perde di vista presto il proprio obiettivo, ma Liman limita ulteriormente il potenziale del film per colpa di una regia flebile, stentata che cerca il realismo e il “documentario” con insensati movimenti di macchina e fuori-bolla. Un film dignitoso ed evidentemente sincero, che ha avuto l’onore di un passaggio in concorso al Festival di Cannes grazie all’appeal dei protagonisti, la sensibile Naomi Watts e uno stentoreo Sean Penn, cui pesa il fatto di essere sempre e comunque dalla parte della ragione. E di condividere fin troppo il demagogico messaggio di fondo.


Titolo: Fair Game – Caccia alla spia (Fair Game)
Regia: Doug Liman
Sceneggiatura: Jez Butterworth, John-Henry Butterworth
Fotografia: Doug Liman
Interpreti: Naomi Watts, Sean Penn, Ty Burrell, Sam Shepard, Bruce McGill, Noah Emmerich, Louis Ozawa Changchien, Brooke Smith, David Denman, Michael Kelly, David Andrews, Iris Bahr, Satya Bhabha, David Warshofsky, Sean Patrick Reilly
Nazionalità: USA – Emirati Arabi Uniti, 2010
Durata: 1h. 44′


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