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"Francesca" di Bobby Păunescu

23 novembre 2009 Recensioni 0 Commenti
Francesca

Fandango, 27 Novembre 2009 – Neorealistico

Francesca è una ragazza rumena che vuole partire per l’Italia per insegnare ai bambini connazionali, ma i suoi progetti sono disturbati dalle difficoltà economiche e culturali del progetto e dalla capacità del suo ragazzo d’infilarsi in problemi sempre troppo grossi…


Monica Bîrlădeanu in una scena di FrancescaNotoriamente, il più grande contributo che l’Italia ha fornito alla storia del cinema e all’evoluzione del suo linguaggio è stato il neorealismo, quella poetica e politica del fatto che si proponeva di vedere e capire la realtà al di là delle convenzioni e costruzioni cinematografiche. Sennonché questo straordinario fenomeno – analizzato, ripreso, copiato da molte teorie e pratiche cinematografiche nei decenni – pare a volte essere diventato una specie di alibi per trincerarsi dietro linguaggi fin troppo banalizzati. E’ il caso di questo primo film di Bobby Păunescu – da lui stesso sceneggiato, un dramma evidentemente ispirato alla realtà e ai rapporti attuali tra Italia e Romania che però, presentato a Venezia, ha suscitato più scalpore per le frasi rivolte ad Alessandra Mussolini che per il suo livello cinematografico.

Monica Bîrlădeanu in FrancescaCome molti film in arrivo dalla Romania negli ultimi anni, anche questo racconta di un passaggio epocale, stavolta non quello dal regime alla libertà ma quello dell’ingresso nell’area dell’Euro, la definitiva caduta di un’invisibile cortina che ha reso la Romania un paese “europeo” con tutto ciò che comporta in termini di contraddizioni, incomprensioni e difficoltà socio-politiche, con in primo piano le endemiche difficoltà di un’economia che non ha ancora effettuato il grande salto e i rapporti difficili con le altre nazioni e comunità.

Monica Bîrlădeanu in FrancescaIl problema del film di Păunescu è che questo tema sostanziale e fondamentale è trattato quasi con noncuranza, allestendo un racconto comune – per non dire banale – che non dice nulla che non sia già stato detto o che non sia presente già nel suo tema, facendo leva sulla presunta autorialità di una scelta stilistica che però sembra solo un filtro di maniera. Tanto che la sceneggiatura non s’impegna troppo per mascherare gli “espedienti” drammaturgici, e la regia si ferma a un linguaggio fatto di pianisequenza fissi e giochi sul sonoro già ampiamente metabolizzato da 50 anni di cinema d’autore.

Monica Bîrlădeanu, Dan Chiriac e Isabela Neamţu in una scena di FrancescaDove il film riesce a fare il suo gioco è nella schiettezza dei suoi interpreti e dei dialoghi che recitano (e la vittoria della querela della Mussolini farà vedere il film in versione integrale), con la bellissima Monica Birladeanu a caricarsi, com’è ovvio, l’intero peso emotivo della pellicola. Pellicola che però, nel suo voler raccontare presente e ipotesi di futuro, in realtà non fa un passo avanti.


La locandina di FrancescaTitolo: Franceca (Id.)
Regia: Bobby Păunescu
Sceneggiatura: Bobby Păunescu
Fotografia: Andrei Butică
Interpreti: Monica Bîrlădeanu, Dorian Bogută, Luminiţa Gheorghiu, Teodor Corban, Doru Ana, Dana Dogaru, Mihai Dorobanţu, Dan Chiriac, Isabela Neamţu, Ion Sapdaru, Ion Besoiu, Alina Berzunţeanu, Ionel Cojocea, Dragoş Marinescu
Nazionalità: Romania, 2009
Durata: 1h. 34′


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