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"Ghost World" di Terry Zwigoff

4 novembre 2002 Recensioni 6 Commenti
Alberto Cassani, 4 Novembre 2002: Geniale
Fandango, 8 Novembre 2002

Con in mano il diploma di scuola superiore, Enid e Rebecca si sentono in cima al mondo, tanto da decidere di non andare al college. Sono anticonformiste e asociali, quasi snob nel loro continuo sbeffeggiare gli altri, ma l’estate successiva al diploma è uno di quei periodi in cui tutto sembra farsi di colpo più complicato…


«Gli amici entrano ed escono dalla nostra vita come camerieri in una sala di ristorante, lo avete mai notato?» Così scriveva Stephen King nel bellissimo racconto Il Corpo, da cui Rob Reiner trasse l’ottimo film Stand by me. E Ghost World è un film che racconta proprio di uno dei periodi in cui le nostre compagnie cambiano radicalmente, in cui amici fino a ieri vicinissimi si allontanano fino a uscire del tutto dalla nostra vita, in cui persone che mai si sarebbe pensato di frequentare diventano i nostri confidenti più intimi. Il periodo è quello dell’estate seguente il diploma di scuola superiore, che non è comunque paragonabile all'”autunno dell’innocenza” narrato da King se non per quel senso di smarrimento e paura che si prova a lasciare un ambiente familiare per lanciarsi, spesso a malincuore, in una nuova avventura. Con l’incoscienza giovanile a farci da unico supporto.

Tratto dall’omonimo fumetto underground di Daniel Clowes, qui anche co-sceneggiatore, Ghost World è un film deprimente e illuminante, bellissimo. Curata in ogni particolare, la pellicola riesce a dare una visione chiara e completa delle illusioni – e, soprattutto, disillusioni – dell’età che si trova a raccontare, e per quanto diversi accenni siano troppo legati alla cultura statunitense per poterci permettere una completa identificazione, non si può negare di esserci tutti trovati in qualche momento della nostra vita in una situazione simile a quella che vivono le due protagoniste. E nonostante qualche lungaggine di troppo, questa situazione ci è raccontata con grande efficacia, soprattutto per quanto riguarda lo smarrimento che si prova quando le nostre certezze, fino a ieri saldissime, iniziano a crollare su sé stesse al minimo soffio di vento “adulto”.

Interpretato da una Thora Birch fuori forma come non mai, da una brillante Scarlett Johansson e dal solito Steve Buscemi sopra le righe ma perfetto nel ruolo, Ghost World si avvale anche di un ottimo commento musicale di repertorio, che va dalle atmosfere indiane di Mohammed Rafi al blues di Skip James al “New Orleans Jazz” di King Oliver. Ma è tutto l’insieme filmico che di volta in volta ci fa ridere o pensare, non c’è un singolo elemento che prende il sopravvento sugli altri. Per questo il film nel suo insieme ne esce ancora meglio, perché di quell’amaro senso di inquietudine non si riesce a localizzare l’origine, perché il senso di inevitabile sconfitta circonda i personaggi come pure gli spettatori, perché ci fa pensare il vedere come i tentativi di riparare a un errore portino solamente le cose a cadere a pezzi ancor più fragorosamente. Come nella vita reale. Perché nella vita reale «qualcuno va a fondo, ecco tutto».


Titolo: Ghost World (Id.)
Regia: Terry Zwigoff
Sceneggiatura: Terry Zwigoff, Daniel Clowes
Fotografia: Affonso Beato
Interpreti: Thora Birch, Scarlett Johansson, Steve Buscemi, Brad Renfro, Illeana Douglas, Bob Balaban, Stacey Travis, Charles C. Stevenson Jr, Dave Sheridan, Tom McGowan, Debra Azar, Brian George, Pat Healy, Rini Bell, T.J. Thyne
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 1h. 51′


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Attualmente ci sono 6 commenti a questo articolo:

  1. Guido scrive:

    Splendido film.
    Secondo molti il finale rappresenta il suicidio della protagonista , sei d’accordo Alberto?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Guarda, come finiva esattamente non me lo ricordo, ma sono certo di non aver avuto quest’impressione, quando l’ho visto.

    Peraltro, ti consiglio anche “American Splendor” (inedito in Italia), ispirato a un altro fumetto sullo stesso genere però con un adulto protagonista.

  3. Guido scrive:

    Ah sì, quello con Paul Giamatti no?? Pensa che è da tempo che voglio vederlo, ma a quanto pare qui da noi passano 1/4 dei film belli. Sai dove posso reperirlo? Per quanto riguarda “Ghost World” alla fine del film la protagonista litiga con la sua amica, e decide di andarsene dalla città in autobus, da sola.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Su Play.com si trova a 7 euro consegnato a casa, però non c’è scritto se ci sono i sottotitoli e nel caso in che lingua. Altrimenti in giro per la rete penso lo si trovi facilmente.

  5. Guido scrive:

    Finalmente ho visto “American Splendor”.

    Eccezionale, con un Paul Giamatti stratosferico.
    Penso che Giamatti sia uno degli attori più sottovalutati in circolazione.

    Un film che avrebbe meritato maggiore attenzione, ma figuriamoci se qualche distributore italiano è interessato a un film su un fumettista. Cosa che ovviamente non è, trattandosi della storia di un uomo qualunque alle prese con un colpo di genio. Per me, voto 10, anche per la narrazione originale.

    In effetti ci starebbe una bella recensione sul sito, magari collegata a quest’altra gemma quale “Ghost World”.

  6. Alberto Cassani scrive:

    Secondo me “Ghost World” è migliore, ma la commistione tra cinema e fumetto che c’è in “American Splendor” è molto interessante. Giamatti è bravissimo come quasi sempre, ma francamente resta un caratterista: a fare un tipo di personaggio diverso non ce lo vedo proprio.

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