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"Giovani Aquile" di Tony Bill

26 giugno 2007 Recensioni 0 Commenti
Emanuele Rauco, 26 Giugno 2007: Anacronistico
20th Century Fox, 28 Giugno 2007

Rawlings è un texano posto sotto sfratto che, per rifarsi una vita, va in Francia a combattere volontario per gli Alleati. Lì incontrerà una squadra di giovani aviatori volenterosi e problematici, che sapranno farsi valere sul campo di battaglia volenterosa e problematica…


La Prima Guerra Mondiale, da sempre momento culminante e tragico della storia d’Europa, è solitamente messo in secondo piano dall’immaginario cinematografico hollywoodiano, forse perché gli USA non ebbero un gran ruolo e intervennero tardi, o perché la maggior parte dei suoi soldati non servirono la Patria ma la Francia come volontari. O semplicemente perché, essendo una guerra di trincea, le occasioni di spettacolo sono poche. Tony Bill, però, si è trovato davanti una sceneggiatura che parla delle prime batterie di aerei da combattimento che solcavano i cieli francesi nel conflitto, e l’ha trovato uno spunto adatto per un film bellico vecchio stile. Che però di stile, purtroppo ne ha ben poco.

Fondamentalmente, la sceneggiatura di Phil Sears, Blake Evans e David Ward è tutta qui, ispirata ad una storia vera (ma ultra-romanzata) che ha dato vita ad un pesante dramma bellico intriso di retorica eroica e militaresca, spruzzate di romanticismo e sequenze di battaglie aeree.

Ambientato nel 1916, durante l’ostinata neutralità statunitense, e quasi tutto girato en plein air, il film è un troppo classico esempio di cinema d’altri tempi, che afferma la sua contemporaneità solo nell’utilizzo della computer grafica, mentre si rifà a vecchi canovacci intrisi di stereotipi, di valori ormai banali e sentimenti démodé, d’irragionevole eroismo e di scene spettacolari ma rese poco credibili da un soporifero montaggio che sembra rimasto agli anni ’50.

Dal punto di vista del contenuto, è il solito – ormai arcaico – canto al valore dei ragazzi a stelle e strisce (più un immigrato africano), sempre bravi, sempre pronti a difendere il mondo anche contro il loro governo, ad infrangere regole per giuste cause, a riconoscere il valore degli avversari mentre lo eliminano, a salvare le vite di tutti e ad onorare le memorie dei molti caduti. E anche quando si vorrebbe riflettere sull’orrore e l’inutilità della guerra, ci si accorge presto che quella è un’anti-retorica di facciata, per coprire una consolatoria visione del conflitto, dove quando si bombardano i villaggi nemici e si uccidono gli oppositori la musica parte trionfale.

Strutturata come tutti i film di questo tipo, con i personaggi esemplari e piccoli ironici bozzetti, la sceneggiatura non sembra impegnarsi più di tanto a dare un senso, una forza, uno spessore ad una sceneggiatura che se non vola non sa dove rifugiarsi, a parte una breve storia d’amore sorprendentemente tenera e piacevole. D’altro canto la regia non esce dalle secche di un ritmo sonnolento, se non quando deve far risuonare rombi di motori e note epicheggianti, dimenticandosi così le lezioni dei film cui aspirerebbe, da Ali di William Wellmann a Gli angeli dell’inferno di Howard Hughes. Anche gli attori, oscillanti tra il mestiere e la bolsaggine, non s’impegnano mai a fondo, e se James Franco ormai ha stampato in viso lo sguardo stolido e l’aria da sbruffone, Jean Reno, con gli occhi un po’ bolliti e la divisa azzurro pastello, sembra uscito dritto dritto da La pantera rosa. Accontentiamoci di quel poco che passa il convento, prima di archiviare questo mattone, che vorrebbe emozionare un pubblico, ormai, troppo smaliziato per questi film.


Titolo: Giovani Aquile – Flyboys (Flyboys)
Regia: Tony Bill
Sceneggiatura: David S. Ward, Phil Sears, Blake Evans
Fotografia: Henry Braham
Interpreti: James Franco, Jean Reno, Martin Henderson, Jennifer Decker, Tyler Labine, Philip Winchester, Todd Boyce, Michael Jibson, Karen Ford, Ruth Bradley, Abdul Salis, Gail Downey, Tim Pigott-Smith, David Ellison, Augustin Legrand
Nazionalità: Francia – USA, 2006
Durata: 2h. 20′


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