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“Giulia non esce la sera” di Giuseppe Piccioni

24 febbraio 2009 0 Commenti
Emanuele Rauco, 24 Febbraio 2009: Statico
01 Distribution, 27 Febbraio 2009

Guido è uno scrittore di successo che inizia a frequentare una piscina per imparare a nuotare. Lì incontra l’affascinante Giulia. Tra Guido e Giulia nasce una relazione che da subito però rivela delle zone d’ombra. Perché Giulia nasconde un segreto, e un passato misterioso…


Proprio quando il cinema italiano sembra sul punto di fare un certo salto di qualità, di uscire dalle gabbie di un cinema angusto e ombelicale per guardare al mondo – non solo narrativamente ma anche come linguaggio – arriva Giuseppe Piccioni, autore di un buon cinema d’autore negli anni ’90, a fare un passo indietro. Come la sua protagonista, infatti, neanche l’autore deve essere uscito molto la sera e, non accorgendosi dei tempi che cambiano e delle tendenze dell’audiovisivo, ha fatto un film uguale al suo precedente Luce dei miei occhi, col quale aveva conquistato pubblico, critica e giuria del Festival di Venezia.

Anche qui due solitudini a confronto, quella di Guido, uno scrittore di successo, in attesa di un premio, che comincia a nuotare e ad allontanarsi dalla moglie e dalla figlia, e Giulia, l’istruttrice di nuoto che è anche una carcerata in semi libertà. Tutto qua il plot nella sceneggiatura scritta da Piccioni con Federica Pontremoli, che preferisce concentrarsi esclusivamente sui personaggi per realizzare questo dramma intimista, venato di commedia, che però non sa bene dove parare, cosa dire, e – rimanendo in tema acquatico – che pesci pigliare.

Gli unici stimoli concettuali e spunti di riflessione sono appunto quelli del suo precedente lavoro: il racconto sulla difficoltà di comunicare e interagire nella nostra società, la riflessione sulle prigioni nelle quali ci confiniamo autonomamente, sulla parola scritta come rifugio e paradossale apertura al mondo. Per farlo, Piccioni usa gli stessi elementi di sempre, dalla cornice della letteratura (lì erano i libri di fantascienza) ai simboli, dalle metafore insistite come la piscina o l’usignolo, orecchiandone persino i vezzi stilistici, come la personificazione dei personaggi di Guido, non sono altro che forme manieristiche. Forme che la sceneggiatura non sa bene come usare, lasciando immobile la letterarietà degli assunti e del loro trattamento, dimenticandosele a metà strada, lasciando però la possibilità alla componente emotiva di emergere (e infatti, Giulia che rimonta l’usignolo spezza il cuore) come Piccioni saprebbe fare, ma non riuscendovi appieno, relegato com’è alla sindrome da “due camere e cucina” che gli impedisce di dare aria al film, aiutato solo dalla fotografia di Luca Bigazzi. Persino i due protagonisti, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, sembrano bloccati in loro stessi, soffocati da una letterarietà in cui spegnere la forza spontanea del loro talento.

Un’occasione persa e soprattutto una prova che alcuni registi, oltre a curare il loro stile personale, dovrebbero anche guardarsi intorno e “uscire la sera” per capire le direzioni che il cinema sta prendendo.


Titolo: Giulia non esce la sera
Regia: Giuseppe Piccioni
Sceneggiatura: Giuseppe Piccioni, Federica Pontremoli
Fotografia: Luca Bigazzi
Interpreti: Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Sonia Bergamasco, Domiziana Cardinali, Jacopo Domenicucci, Jacopo Bicocchi, Sara Tosti, Chiara Nicola, Sasa Vulicevic, Paolo Sassanelli, Antonia Liskova, Piera Degli Esposti
Nazionalità: Italia, 2009
Durata: 1h. 45′


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