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"Gli abbracci spezzati" di Pedro Almodóvar

10 novembre 2009 Recensioni 2 Commenti
Alessandro Barbero, 5 Novembre 2009: Maturo
Warner, 13 Novembre 2009

“Harry Caine” è lo pseudonimo con cui Mateo Blanco firma i suoi lavori letterari, ma firma i suoi film col suo vero nome. In un incidente d’auto, però, perde la vista e Lena, l’amore della sua vita. Decide allora che anche Mateo è morto, e che deve vivere la sua vita solo come “Harry Caine”…


Il nuovo lavoro di Pedro Almodóvar è il risultato di anni di amore per il Cinema che il regista ha espresso nelle sue pellicole, mai in modo così profondo e coinvolgente. Per dimostrare questo amore non serviva una storia originale, si poteva ricorrere a una trama tutto sommato già vista, e si poteva anche rinunciare a uno degli elementi più distintivi del proprio cinema, la passione. Gli abbracci spezzati è un film che non emoziona ma contemporaneamente tiene inchiodati alla sedia, è a tratti quasi freddo e distaccato ma allo stesso tempo umorale e sentimentale. Non è neppure un film di genere, perché di generi ne mischia diversi, anche se fondamentalmente, anche su indicazione dello stesso Almodovar, prevalgono le tinte scure del noir.

Le intenzioni del regista sono chiare fin da subito. A partire dall’eccezionale idea che apre il film, quella di riproporre le immagini degli standing di Penelope Cruz e Lluis Homar ripresi con la telecamerina di controllo, immagini inutili che il regista usa per introdurre il pubblico al film stesso, per dire che quello che si vedrà è Cinema, con la C maiuscola. Il Cinema è protagonista in tutto il film, attraverso immagini di altri film visti in televisione, attraverso la scrittura di sceneggiature anche improbabili, attraverso il lavoro di Mateo alle prese col suo mestiere di regista. Almodóvar ha anche voluto citare se stesso, ma lo ha fatto non per auto-celebrarsi bensì per mostrare il suo lato ironico, la sua grande capacita di fare un cinema diverso, quello che è meglio rappresentato ne Donne sull’orlo di una crisi di nervi.

Molte sono le suggestioni che questa pellicola suggerisce, molte le citazioni, molto il lavoro registico che ne sta alla base. Il lavoro di un uomo che è arrivato ad un livello di maturazione davvero eccezionale e dal quale ci si lascia volentieri sorprendere e del quale, allo stesso tempo, si riconosce lo stile.


Titolo: Gli abbracci spezzati (Los abrazos rotos)
Regia: Pedro Almodóvar
Sceneggiatura: Pedro Almodóvar
Fotografia: Rodrigo Prieto
Interpreti: Penélope Cruz, Lluís Homar, Blanca Portillo, José Luis Gómez, Tamar Novas, Rubén Ochandiano, Marta Aledo, Agustín Almodóvar, Enrique Aparicio, Yuyi Beringola, Javier Coll, Sabine Daigeler, Ángela Molina, Rossy de Palma
Nazionalità: Spagna, 2009
Durata: 2h. 09′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Albe hai visto “La Pelle Che Abito”?

  2. Alberto Cassani scrive:

    No, in effetti degli ultimi film di Almodovar non ne ho visto uno.

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