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"Gli Incredibili" di Brad Bird

8 novembre 2004 Recensioni 3 Commenti
CineFile

Buena Vista, 26 Novembre 2004 – Adulto

Una volta Mister Incredibile era il più grande supereroe del mondo, prima che il Governo vietasse l’uso di superpoteri. Ma quando, 15 anni dopo il pensionamento, gli viene chiesto di fermare un robot gigante che vaga senza controllo su un’isola sperduta nell’oceano, Mister Incredibile decide di tornare in scena…


Gli IncredibiliCome penultimo film del contratto di coproduzione attualmente in vigore con la Disney, la Pixar realizza il suo cartoon più adulto, certamente atipico nella produzione di questo “piccolo” Studio. Ed è probabilmente il progetto meno Pixar tra tutti quelli realizzati finora, perché sembra chiara l’influenza della visione del cinema d’animazione che l’autore ha. Nel 1999 Brad Bird aveva infatti girato l’apprezzato Il gigante di ferro, qui realizza un film d’animazione digitale che probabilmente piacerà poco ai bimbi ma saprà divertire gli adulti, meglio se buoni conoscitori di cinema.

Mister Incredibile e SyndromeSemplificare la famiglia Incredible a livello dei Fantastici Quattro sarebbe molto facile, ma in realtà le fonti per la creazione dei personaggi principali sono più d’una, con particolare attenzione ai comics supereroici indipendenti di ultima generazione. Ma notevole è anche l’influenza del cinema di James Bond (che riecheggia spesso nelle belle musiche di Michael Giacchino), ovviamente rivisto dall’efficace vena ironica di Bird (anche autore della sceneggiatura oltreché doppiatore di Edna nella versione originale). Ma lo script è lontano dalla perfezione, con una parte centrale – che fa comunque seguito ad un prologo eccezionale – lenta e a tratti noiosa, che non riesce a cambiare il ritmo del film come vorrebbe.

Bob Parr ed Edna E. ModeGraficamente, la pellicola è pienamente nello standard Pixar, con dei personaggi umani ben disegnati in stile grottesco. Certamente il film è meno colorato rispetto alle precedenti uscite della casa di Emeryville, ma non bisogna sottovalutare il fatto che per la prima volta ci raccontano una storia con protagonisti degli esseri umani (ottimamente doppiati anche in italiano, tra l’altro), per quanto piuttosto bizzarri. E se in alcuni momenti l’effetto bambolotto è ancora chiaramente evidente, non si può non notare gli enormi miglioramenti ottenuti in questo senso dai tempi di Toy Story 2, che d’altronde data quasi cinque anni fa.

Il risultato è un cartone animato all’avanguardia (di nuovo!), piacevole ma non trascinante, che sembra essere un gradino al di sotto di altri prodotti di quest’ultimo periodo, non necessariamente targati Pixar.


La locandinaTitolo: Gli incredibili – Una “normale” famiglia di supereroi (The Incredibles)
Regia: Brad Bird
Sceneggiatura: Brad Bird
Fotografia: Andrew Jimenez, Janet Lucroy
Doppiatori: Adalberto Maria Merli, Laura Morante, Amanda Lear, Christian Iansante, Massimo Corvo, Michele Cucuzza, Alina Moradei, Patrick Osmond, Pasquale Anselmo, Daniele Formica
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 2h.


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Cavoli stavolta non mi trovi assolutamente d’accordo con i difetti da te riscontrati nel film.
    Personalmente lo trovo un autentico capolavoro, giustamente definito da te “adulto”, molto più adatto appunto a senior.
    Tutta la storia si lascia seguire molto appassionatamente senza rallentamenti nella parte centrale ed è trascinante fino alla fine. L’ora e cinquanta non si sente.
    Da come ho capito a te è piaciuto ma essendo troppo adulto non è piacevole come “Shrek 2″ (tra l’altro altro grande film)?

  2. Alberto Cassani scrive:

    Guarda, quando c’era stata la cerimonia degli Oscar qualche mese dopo avevo fatto il tifo per questo film, che ritenevo nettamente migliore degli altri due candidati. Il giorno dopo sono andato a rileggermi la mia recensione e mi sono stupito di averne scritto così duramente, pur promuovendolo. Segno che mi erano rimasti in mente solo i suoi aspetti positivi e non quelli negativi. Ma non è che il suo difetto fosse di essere adulto, bensì di avere una verve comica poco efficace e di non avere quella magia – seppure imperfetta – che aveva caratterizzato “Il gigante di ferro”

  3. Plissken scrive:

    Io invece mi trovo concorde con l’Alberto. Il film nel complesso mi è piaciuto ma i difetti descritti in recensione secondo me ci sono.
    Bird credo sia uno dei registi di animazione più dotati: Ratatouille per esempio, anche se con qualche piccola riserva, credo si possa considerare uno dei migliori film sul genere usciti negli ultimi anni.

    Certo, “Il gigante di ferro” viaggia su di un altro pianeta: le “imperfezioni” tutto sommato accrescono la “magia” di una pellicola imperdibile, forse uno dei migliori “cartoni” di tutti i tempi.

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