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"Habemus Papam" di Nanni Moretti

13 aprile 2011 Recensioni 37 Commenti
Habemus Papam

01 Distribution, 15 Aprile 2011 – Sospeso

Il cardinale Melville viene eletto Papa ma, al momento di proclamarsi ai fedeli, viene assalito da dubbi e incertezze, cadendo così in depressione. Arriva quindi in suo aiuto lo psicanalista Brezzi, che tenterà di scoprire cosa affligge il nuovo pontefice…


Michel PiccoliCinque anni dopo Il caimano, atto d’accusa contro il governo Berlusconi, Nanni Moretti torna a far parlare di sé con un altro ritratto scomodo e attuale della nostra società, che di certo non passerà inosservato e non mancherà di creare scompiglio. Analogamente alle altre opere del regista nativo di Brunico, anche in questa vi è un continuo alternarsi di ironia pungente e di momenti di acuta riflessione, di risate amare e di reminiscenze malinconiche.
Nanni Moretti in una scenaIl tutto grazie ovviamente allo stesso Moretti che, strano a dirsi, risulta in questo caso più efficace come attore che come regista, e anche alla straordinaria interpretazione del veterano Michel Piccoli, perfettamente in linea con il continuo oscillare del film tra il serio e il faceto e con l’alterazione dei toni e dei caratteri. C’è però anche la fastidiosa impressione di trovarsi di fronte a un’opera incompiuta, indecisa, che non riesce a tirare le fila del discorso e che lascia – magari solo apparentemente – molte situazioni e molti passaggi senza una conclusione.

Jerzy Stuhr e Michel PiccoliMoretti si diverte a ridicolizzare e a prendere in giro l’ambiente ecclesiastico, ma anziché proseguire sulla strada della satira, sceglie quasi di realizzare un melodramma a tinte agrodolci in cui si arriva addirittura a constatare una seppur minima presenza di buonismo. Assai strano, se si considera che si sta parlando di uno degli autori più complessi e provocatori del cinema europeo. Probabilmente ci si aspettava di trovarsi di fronte a qualcosa di più cattivo, di più torbido, che andasse a colpire i lati oscuri della Chiesa con la stessa forza e la stessa determinazione di cui Moretti aveva fatto ampiamente sfoggio ne Il caimano, ma purtroppo non è stato così, e la delusione deriva proprio da questo. Ad ogni modo, non sarà certo questa recensione ad ostacolare la strada di Habemus Papam, visto che gran parte della critica lo decanta già come un capolavoro assoluto.


La locandinaTitolo: Habemus Papam
Regia: Nanni Moretti
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Francesco Piccolo, Federica Pontremoli
Fotografia: Alessandro Pesci
Interpreti: Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Franco Graziosi, Camillo Milli, Roberto Nobile, Ulrich Von Dobschütz, Gianluca Gobbi, Nanni Moretti, Margherita Buy
Nazionalità: Italia, 2011
Durata: 1h. 54′


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Attualmente ci sono 37 commenti a questo articolo:

  1. Giacomino scrive:

    Hai ragione, non sarà mica questa recensione a sminuire la grandezza del film. Ciononostante, fa piacere leggere pareri diversi su un singolo film ed io rispetto il tuo pensiero.

  2. Alberto Cassani scrive:

    A di la verità, nel pomeriggio dopo l’anteprima avevo sentito alcuni colleghi che c’erano andati ed erano tutti perplessi. I consensi sui quotidiani, invece, erano preventivati

  3. cardinale melville scrive:

    già che si scriva di Moretti come “nativo di Brunico” dimostra di aver letto molto in fretta la sua biografia. dipingere “il Caimano” come un film “contro il governo Berlusconi” peggiora le cose. questo in partenza.
    affermare che “Habemus Papam” ridicolizza l’ambiente ecclesiastico è prova di non aver capito il film. parlare di buonismo, senza dire a cosa questo termine (orribile, tra l’altro) sia riferito, conferma che si scriva un po’ a caso,
    Non voglio fare il maestro, ma mi sembra una recensione (recensione???) scritta proprio male. al di là del giudizio sul quale non sono proprio d’accordo. il film non è una satira, non vuole “colpire i lati oscuri della Chiesa”. Moretti mette sul tavolo tanti temi. Non averne colto neanche uno e limitarsi a fare un confronto scolastico tra ciò che ci si aspettava e ciò che si è visto mi sembra proprio poco.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Io il film non l’ho visto, quindi non entro nel merito. E non voglio ripetermi sulla liceità dei discorsi “non t’è piaciuto perché non l’hai capito”. Però Moretti è nato a Brunico, quindi non capisco quale sia il problema nel definirlo “nativo di Brunico”. Io sono nativo di Magenta anche se ho sempre vissuto da altre parti, e definirmi tale non è certo sbagliato.
    Peraltro, se “Il Caimano” non è un film contro Berlusconi (più che contro il suo governo) non capisco proprio cosa sia…
    Infine, “buonismo” è un termine effettivamente brutto ma regolarmente presente nei vocabolari della lingua italiana. Il suo significato è “ostentazione di buoni sentimenti, di tolleranza e benevolenza verso gli avversari, o nei riguardi di un avversario”. Non vedo come si possa non capire il senso della frase, conoscendo il significato della parola. Poi si può obiettare che Francesco avrebbe potuto specificare esattamente quali scene gli hanno dato l’impressione di buonismo, ma allora si dovrebbe pretendere la stessa cosa quando si dice che un attore è bravo, o che costumi e scenografie lasciano a bocca aperta o che gli effetti speciali sono brutti, e la recensione si ridurrebbe ad un illeggibile elenco di momenti. Farlo, fare esempi precisi a supporto della propria tesi, non è un obbligo del recensore, ma una possibilità: Francesco ha preferito fare un altro tipo di analisi perché ha ritenuto sufficientemente chiara quella frase e quindi inutile perdersi in dettagli, anche perché i lettori che non hanno visto il film non avrebbero potuto capire l’esempio. Dire che lui scriva “un po’ a caso” perché non si condivide una sua precisa scelta stilistica e critica non ha proprio senso.

  5. Francesco Manca scrive:

    Già che questo commento lo scriva uno che si firma “cardinale melville” significa essere dichiaratamente “di parte”. Sono ben disposto ad accettare pareri contrari a quanto scritto nella recensione, come ha fatto Giacomino, ma quando si tirano in ballo cose solo per andare a colpire gratuitamente chi non la pensa al tuo stesso modo, non lo accetto.
    Effettivamente, “Il caimano” non vedo proprio quali altre chiavi di lettura possa avere oltre a quella già evidenziata nell’articolo di cui sopra. Non so, avresti preferito che l’avessi visto come un atto d’accusa contro l’Italia in generale e non solo contro Berlusconi?
    Poi, una recensione, come dice Alberto, non deve limitarsi ad essere un elenco delle cose “belle” e “brutte” di un film, altrimenti non varrebbe neanche la pena di ragionarci sopra. A me, personalmente, non piace “raccontare” il film, ma tengo a mettere in risalto il mio giudizio sui contenuti esponendolo ai lettori, che lo possono condividere o meno.
    Mi spiace dirlo, ma nelle tue considerazione non vedo nulla di costruttivo. Accusi me di aver tracciato una disamina superficiale, di non aver colto il significato del film. Scusa, ma quali sarebbero tutti questi altri temi che Moretti mette in scena? No, perchè non mi sembra che tu li abbia portati alla nostra attenzione…
    La prima fase del tuo commento, invece, non l’ho proprio capita. Se Moretti è nato a Brunico allora vuol dire che è nativo di Brunico. E’ un dato di fatto. Sembra quasi una provocazione buttata lì solo perchè non trovavi un inizio. Magari mi sbaglio, ma l’impressione che mi dai è questa…

  6. Alberto Cassani scrive:

    Tra l’altro, leggo adesso che lo sceneggiatore di fumetti Roberto Recchioni l’ha definito “un cinepanettone per quelli del PD”: http://prontoallaresa.blogspot.com/2011/04/rece-vacanze-al-vaticano.html

  7. Fabrizio scrive:

    Certo che l’idea di base del film era davvero ottima.
    Peccato sia venuta ad un italiano. O forse: peccato sia venuta a Moretti.

    Avrei voluto vedere un film del genere sviluppato da… uhm… ecco, sì: diciamo Almodovar.

  8. Alberto Cassani scrive:

    Ricordo che lo stesso Recchioni, all’epoca della presentazione del trailer, aveva scritto che gli sembrava decisamente un film coi controcoglioni. Probabilmente però è vero, che Moretti non è il regista più adatto a questo tipo di pellicole. Però va detto che stamattina ho trovato il primo collega che mi ha detto di averlo apprezzato.

  9. Massimiliano scrive:

    Non l’ho ancora visto, ma dai vostri giudizi (e non solo) credo si veleggi verso “l’occasione mancata” o “la delusione derivante da grandi aspettative”.

  10. Fabrizio scrive:

    Pensa Alberto che io dopo il trailer ero già giunto ad alcune delle conclusioni tratte da Recchioni, specie quando parla di vecchietti simpatici e picchiatelli che non ci tengono a diventare papa. Le prime immagini del trailer mi avevano illuso, poi però la mia idea me l’ero già fatta.

    Ad un certo punto, guardando il trailer, ho come avuto l’impressione che, da un momento all’altro, potesse spuntare Leslie Nielsen da sotto qualche toga…

  11. Alberto Cassani scrive:

    Massimiliano, a dir la verità non l’ho ancora visto neanch’io, mi sono limitato a riportare qualche commento. Però ormai tutti i film di Moretti sono un evento cinematografico, per cui è facile rimanere delusi se ci si trova davanti un film diverso da quello che ci si aspettava, anche se non necessariamente peggiore di come ce lo si aspettava.

  12. cardinale melville scrive:

    che tristezza una discussione tra chi non ha visto il film e chi si basa sul trailer! il mio commento si riferiva solo a come è scritta la recensione. se il film sia piaciuto o meno è poco importante, conta come sono “giustificati” i pareri. certo che se si scrive che “Habemus papam” è “un’opera incompiuta e indecisa” perché “lascia molte situazioni senza conclusione” (ma sarà vero?) lo si scriverebbe anche de “La dolce vita”…

  13. lino scrive:

    il film parte come un documentario, con un crescendo che sfocia con l’elezione del nuova papa, da lì in poi la pellicola cala d’intensità, tranne qualche altro momento. i presupposti c’erano tutti per un opera completa, ma forse effettivamente il lavoro può sembrare incompleto, o almeno è questa la sensazione percepita dallo spettatore.

  14. max scrive:

    Noto che da quando ho smesso di visitare questo sito il livello critico si e’ abbassato molto ,infatti, quando da un forum aperto alle critiche si inizia a manipolare e a indirizzare i giudizi si ha il risultato che le menti piu’ sveglie e attente lo lascino inesorabilmente.

  15. Alberto Cassani scrive:

    Mi sfugge quali sarebbero le manipolazioni e gli indirizzi di cui parli, ma comunque mi sembra che i commentatori abituali siano sempre più o meno gli stessi. Ma ovviamente commentano solo i film che vedono. In realtà mi sembra che negli ultimi 2-3 mesi sia aumentato il numero di commentatori occasionali: non necessariamente il numero di commenti totali, ma il numero di commenti scritti da lettori non abituali.

  16. weach1952 scrive:

    Dice della musica Stanley kubrick” Esistono certe aree del sensibile e della realtà, o dell’irrealtà o della sensibilità più intima, comunque le vogliate chiamare,che sono peculiarmente inaccessibili alla parola .La musica ha accesso a queste aree. E così la pittura. Sono le forme di espressione non verbali che ci riescono”
    L’aspetto centrale nel nostro film della musica di Franco Piersanti ci riporta un poco a sondare la comunicazione per immagini implementata con vibrazioni musicali. Questa fusione porta a livelli di percezione più alti, ; la vibrazione musicale diviene “ancilla” piegandosi alla trama del film e sollecitando ora fluidità,altrove solennità , in altri momenti intensa introspezione ; comunque musica che sempre amplifica il nostro sentire.
    La collaborazione con Franco Piersanti , già sodalizio convincente con il regista Nanni Moretti, appare ,nel caso di specie, dove si sondano aspetti “volatili ed incerti” particolarmente amalgama : la risonanza dei brani genera eventi sincronici particolarmente interessanti nel disegnare i vuoti di simbologie che altrimenti non si sarebbe potuto tracciare .Ci piace sottolineare e condividere parte del testo di Roberto Pugliese che pedissequamente riportiamo “L’assolo pianistico di “Il gabbiano” possiede poi la grandezza toccante e crepuscolare di una ballata chopiniana e si colloca come pagine tra le più grandi della letteratura pianistica nell’ambito della musica per film; ancora un’ironia smossa e vagamente sinistra si agita nelle irrequietezze degli archi in “I cardinali a teatro”, mentre i colori si incupiscono nuovamente in “Il ritorno”, che ripropone materiali dell’iniziale “Habemus Papam” ma inizialmente contratti, quasi catafratti, con perorazioni di legni e corni sull’inamovibile pensosità degli archi, capaci però alla fine di allargarsi un’ultima volta fino a un definitivo, mesto unisono” Non saprei meglio dire . Bravo Roberto Pugliese!!Per entrare nel’opera ci sentiamo di dire che Nanni Moretti non si esplicita verbalmente , restando, apparentemente, non allineato a specifiche critiche verso le istituzioni religiose .
    Ma va detto che” l’evento ipotizzato di un Papa nominato che non si sente pronto a ricoprire il suo ruolo istituzionale “è di per se “una simbologia critica ” anche perché tutto si inserisce in un contesto storico dove l’istituzione religiosa Romana è messa a dura prova dai fatti .
    L’ambiguità voluta di Moretti , è , comunque ,verbalmente conveniente perché concede a noi spettatori l’opportunità di fare le nostre analisi ed introspezioni circa il senso implicito di un ingombrante rifiuto.
    Di facciata ,con uno spirito buonista , potremmo dire :” non c’è critica della regia ma solo rappresentazione dell’ umanità,debolezza e consapevolezza di inadeguatezza”
    Nella realtà propositiva della regia è messo in scena un’onda sibillina che comunque mette in gioco tutto : l’uomo Papa, il dubbio esistenziale dell’essere umano, la paura di non sapere e di non poter essere ,la confusione nell’ immedesimazione in un ruolo ingombrante quale quello istituzionale di Papa di una primaria struttura religiosa.
    Michel Piccoli, nel ruolo del Papa smarrito, con dolcezza e sensibilità sembra più ripercorrere le sue radici piuttosto che cercare di accettare ” l’incoronazione “.
    I tanti ma e se che aleggiano e vibrano nel film sono quelli tipici dell’umana esistenza che mai trova risposte definitivi sino all’ultimo misterioso volo.
    Concludendo , Moretti è silente solo nella forma ,non nella realtà dei propositi ,perché i vuoti ed i silenzi rappresentati son in realtà potente strumento di riflessione,per l’uomo in genere, per l’uomo in predicato di divenire Papa, per le istituzioni religiose apparentemente senza un capo spirituale.
    Vuoti , silenzi che potrebbero essere annullati in un attimo solo con un atto di fede conme fece Francesco d’Assisi che per un “soffio ” fu capace di abbandonare tutto e creare una nuova certezza: un Dio gentile e amorevole ovunque.
    buona visione-weach illuminati

  17. Leo scrive:

    In generale il film è buono nella misura in cui ha un’ottima idea e confeziona un finale non scontato che da il significato a tutto il film. Ma non mi è parso un capolavoro. A me sembra che funzioni meglio nella vicenda che segue il papa, piuttosto che in quella dove partecipa il personaggio interpretato da Moretti. Non mi stupisce che qualcuno si sia offeso dato che i vescovi e cardinali sono dipinti come dei vecchietti sempliciotti e rimbambiti. Di certo non vuole essere un film verosimile. In effetti un pò tutti i personaggi che ruotano attorno alla figura del neoeletto pontefice sono macchiettizzati, forse proprio per risaltare la gravità della riflessione e del peso che questo non papa avverte su di se.

  18. weach1952 scrive:

    ciao leo
    l’aspetto , quasi surreale del film,è strumento di dialogo.La” leggerezza” dell’ecclesia , così come ci viene dipinta,ha in se un contenuto simbolico” forse la scarsa credibilita ” ma questa è solo una mia opinione. Circa i capolavori, be sono con te , si contano sulle punta delle dita, ma questo è un ‘altro discorso e va ricollegato ad una certa leggerezza e superficialità con cui ” viviamo oggi.
    weach a presto perchè il mio comento è finito dentro come Anonimo ???????????

  19. Alberto Cassani scrive:

    Weach, evidentemente ti eri dimenticato di scrivere nome e indirizzo mail.

  20. wach1952 scrive:

    ciao alberto . grazie

  21. giuls scrive:

    tra cardinali che prendono ansiolitici, gocce per dormire e psicofarmaci vari non c’è da stupirsi che il nuovo papa abbia una crisi esistenziale. la chiesa non è più in grado di sedurre le coscienze e l’autorità dinanzi cui genufletterci in comune viene a mancare.

  22. Andrea scrive:

    Ecco un caso nel quale sono d’accordo completamente con quanto scritto dal recensore.
    I capolavori di Moretti sono decisamente altri. Il film, comunque, rimane più che guardabile.

    PS: 13 anni di scuola dell’obbligo più altri 5 di università non mi hanno aiutato a comprendere pienamente un solo commento di weach :-), ovviamente me ne assumo il demerito.

  23. weach1952 scrive:

    Rispodendo ad Andrea non so come si chiami ..deve essere colui che ha problemi su sito concorrente nei mie Potrebbe avere qualche problemino con se stesso e con la sua difficoltà di comunicare con gli altri.
    Ebbene , pur avendo più lauree, non ho mai avuto bisogno di sbandierarle, per perorare ciò che scrivo.. Il pensiero si impone da se se è lucido e coerente,.
    Provenendo da discipline spirituali orientali, mi è stato insegnato che il rispetto sia principalemte comunciazione e quando la comunciazioene richiesta la si rifiuta a priopri è normale che ciò possa dispiacere.
    Sorge il sospetto , anzi la convinzione nel nostro caso, che esista in capo a certo Andrea difficoltà nel sostenere un confronto basato su di una dialettica di un qualche rilievo.
    Questo sito è apprezzabile perché esiste quella cosa di cui sempre parlo: voglia di condivisone e confronto.
    Ma appare, fra l’altro, fuori luogo e fuori tempo massimo paralre di terzi( per chi è duro d’orecchi il sottoscritto) ad altri quando si vuole negare quel contributo di condivisone che a mio modo di vedre è sempre amabile .
    Oggi Andrea è stato forse morso da una tarantola per tanto livore verso di me .
    Non si dica mai “io sono” ma pittosto si sgonfino in tutti i rigurgiti dell’ego che fanno male a tutti,…ripeto a tutti.

  24. Alberto Cassani scrive:

    Weach, secondo me Andrea non è mosso da livore. La faccina penso sia lì proprio per far capire che anche lui sorride del fatto di perdersi nella profondità dei tuoi discorsi.

  25. weach1952 scrive:

    Per completezza:………….
    un medico durante un acceso confronto disse al suo paziente : -Sono un medico ti pare che possa dire sciocchezze !
    il paziente rispose : -non è garanzia per nessuno che lei sia medico; il suo titolo poco pesa se non dice cose illuminate .
    Il medico ribadì:- sta zitto malato io sono medico e tu sei grave .
    -Il paziente rispose :- lei dottore oggi ha perso un paziente la mia malattia!!!!!!!!
    un cordiale saluto a a tutti

  26. weach1952 scrive:

    Al mio paziente ed intelligente Alberto a cui non parlo da un poco.
    la tua saggezza è apprezzabile e consigliabile sempre.
    La diaspora fra me ed Andrea è sicuramente provocata da malintesi.;avrei avuto il piacere che Andrea, più volte sollecitato, condividesse piuttosto che mistificasse……..evidendemte non è possibile .
    Comunque ribadisco a te Alberto che non ho nulla contro nessuno .
    un saluto all’esimio comandante del sito , veramente impeccabile.

  27. Andrea scrive:

    Vedo che Alberto ha colto che la mia era solo una battuta che sotto nascondeva anche un po’ di ammirazione per una capacità di scrittura così profonda e complessa.
    Mi dispiace che il buon Weach se la sia presa e gli chiedo scusa.

  28. weach1952 scrive:

    Ad Andrea.Se sincere le accetto con gioia . Come sai ho cercato di dilaogare con te e tu non lo hai mai voluto; questo questo non lo ho mai capito.

  29. Andrea scrive:

    Sono sincere, credimi. Purtroppo non dispongo di un facile accesso alla rete (digital divide): a ciò sono dovute le mie latitanze.

  30. Anonimo scrive:

    Un bel film, intenso e profondo. Moretti insegue i sentimenti reconditi dell’uomo destinato a un compito di guida e che non é capace di guidare se stesso, essendo da sempre “guidato” da Dio e quindi incapace di assumersi responsabilità che riguardano gli altri. E’ un film maturo che parla dell’umano e di una certa “immaturità” della funzione religiosa, preoccupata unicamente della propria immagine e distaccata dai problemi reali.
    E non é vero che i cardinali sono ridicolizzati, anzi nel film c’é un sentimento di tenerezza nei loro confronti, verso l’ incapacità maldestra di gestire la propria vita al di fuori degli schemi imposti dalla loro funzione. I sacerdoti hanno da sempre sviluppato questa tendenza ad essere “al di sopra” o al di là delle problematiche terrene. A loro Dio e a noi le nostre tribolazioni quotidiane. E quando si ricordano di essere uomini, son dolori, dice Moretti nel suo film. La musica accompagna con grande sensibilità i temi affrontati e dispiace che ci sia spesso qualcuno, che come Francesco, vorrebbe un altro film di quello che é presentato.

  31. Vigile scrive:

    ups, mi sono dimenticato di mettere il mio nome sul commento precedente, ora dovrei essere un po’ meno anonimo

  32. Alberto Cassani scrive:

    Non ti preoccupare: il nome non è obbligatorio proprio per lasciare la possibilità di commentare anonimamente (che poi siamo tutti anonimi, dietro una tastiera…). Comunque non è tanto il VOLERE un film diverso da quello che in realtà è, ma l’ASPETTARSI un film diverso, visto il curriculum del regista. E quando il regista giostra su toni e argomenti che sono così fuori dalle sue corde, è facile pensare che non sia a suo agio e che avrebbe potuto fare meglio con un approccio diverso. Un bassista che si mette dietro la batteria può anche suonare bene, ma è normale pensare che farebbe meglio a imbracciare il basso…

  33. Vigile scrive:

    Innanzitutto grazie Alberto per la disponibilità ad alimentare lo scambio di opinioni. E’ per questo che mi piace il tuo sito. Ribadisco che volere o aspettarsi qualcosa da qualcuno é molto simile, almeno io l’intendevo cosi’, e trovo che sia un atteggiamento di cui dovremmo sempre cercare di liberarci, in generale , per poter giudicare senza preconcetti. Poi é chiaro che se una cosa non é riuscita, si puo’ rimpiangere il passato glorioso, ma un artista deve avere il coraggio di provare altre cose, se no é un artigiano che non sbaglia mai un gesto e puo’ farti decine di prodotti simili. Calzante comunque il tuo esempio musicale, anche se esistono notabili eccezioni, per esempio Stevie Wonder che suona la batteria in modo non troppo ortodosso in certi suoi dischi, ma con un tocco personale, dato anche dalla sua mancanza di familiarità con lo strumento.

  34. Alberto Cassani scrive:

    Sì, è chiaro che essere in grado di fare più cose diverse non è certo un difetto. Stevie Wonder in un suo album suonava tutti gli strumenti che si sentivano, e se ricordo bene chitarrista e batterista dei Blur erano soliti scambiarsi lo strumento a metà concerto. E’ normalissimo per qualcuno che fa un lavoro artistico voler cambiare, evolversi, battere nuove strade, soprattutto quando non si è più dei giovanotti, come appunto Moretti. Ma credo non sia un errore mettere in relazione questa evoluzione con quanto fatto in passato, ossia contestualizzare una singola opera all’interno della carriera artistica del suo autore. Sarebbe ingiusto, ad esempio, parlare dell'”Elvis” di John Carpenter senza considerare quanto Carpenter aveva fatto prima e come è arrivatop su quel set. Giudicare un film solo in base a cosa non è e a cos’avrebbe potuto essere è sbagliato, ma non mi pare che Francesco l’abbia fatto.

  35. Guardo solo scrive:

    ….. non vorrei quel Weach 1952 neanche come operatore ecologico …… quanto si parla addosso ….. mi pare sia uno sempre tutto sporco ….. Ciao.
    Buon 2012

  36. weach scrive:

    Guardo solo,
    grazie ,
    buon anno..
    .siamo tutti pieni di difetti ,
    forse sono anche un sporco, e mi parlo troppo adosso.. cercherò di trovare chi mi possa perdonare e per farmi anche insegnare la giusta via , ma del resto chi è perfetto!!!!!!!!!
    Che il 2012 ti sia di consiglio , magari vivifichi le tue meningi un poco assopite .
    auguri

  37. Alberto Cassani scrive:

    Bbòni… State bbòni…

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