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Emanuela
Perozzi, 14 Ottobre 2006: Gradevole |
Eagle
Pictures, 20 Ottobre 2006
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L'imbroglio
The Hoax
di Lasse Hallström
Dopo
il capitolo, non pienamente riuscito, dedicato all'avventuriero Casanova,
Lasse Hallström ci riprova presentando alla Festa del Cinema di
Roma una pellicola che convince, diverte e avvia una riflessione sulla
sottile, e spesso invisibile, demarcazione tra verità e menzogna,
accendendo in chi scrive la lampadina del concetto Aristoteliano del
verosimile: è da preferire qualcosa di possibile ma incredibile
o, piuttosto, qualcosa di impossibile ma verosimile? Infatti, talvolta
una bugia può essere costruita in modo talmente plausibile e
perfetto da arrivare a convincere il mondo intero, e se stessi in primis,
della veridicità e della potenza dell'inganno che viene portato
avanti, proprio come ci mostra "The Hoax" attraverso il singolare
racconto di una storia realmente accaduta incentrata su una falsa autobiografia.
Richard Gere è perfetto nei panni di Clifford Irving, lo scrittore
che negli anni '70 riuscì a convincere tutti, editori e giornalisti,
di essere stato incaricato da Howard Hughes (l'icona dell'aeronautica
che ha già ispirato Orson Welles e Martin
Scorsese) a scrivere la sua autobiografia, un documento bollente
che avrebbe finalmente restituito al mondo la verità sulla sua
vita pubblica e privata, oltre che tanti soldi allo stesso Irving.
Bugiardo
incallito e candidamente disinvolto, Irving non è da solo nella
sua avventura ma è supportato dall'amico e collaboratore Richard
Suskind (Alfred Molina) con il quale condivide il personale percorso
verso una strada di non ritorno fatta di bugie sempre più compromettenti,
man mano che la posta in gioco si alza, discesa verso un'immoralità
crescente, coinvolgimento di interessi e sentimenti sempre più
delicati. Non è solo il denaro cui aspira Irving, ma piuttosto
il modo per sopperire ad una mancanza di stima e fiducia che lo ha colpito
dopo le sue delusioni professionali. Egli vuole sentirsi considerato,
non importa se dovrà compromettere un'amicizia, il rapporto con
sua moglie o la sua stessa stabilità mentale. Le bugie diventano
il pane quotidiano per mostrare se stesso al mondo, o meglio la schizofrenica
visione di un se stesso completamente fasullo, sceneggiato dalla sua
mente sempre più delirante. La macchina da presa indaga intimamente
la condizione psicologica del protagonista, la sua ostentata sicurezza
o gli inevitabili momenti di traballante incoerenza, mescolando l'involontaria
comicità scaturita dal paradosso della situazione con la gag,
l'aspetto tragi-comico e il buffo volontariamente ricercati dalla coppia
Molina-Gere che regala al film un velo leggero di auto ironia e de-drammatizzazione.
La
vicenda di Irving è abbastanza nota e non necessita di essere
esposta ulteriormente, mentre è da sottolineare il buon ritmo
e la fluidità della narrazione, nonché la messa in scena
di alcune scelte visive originali, soprattutto quelle che riproducono
la contorta mente dell'imbroglione che seppe spiazzare tutto il mondo
con una genialità che non sarà quella di Shakespeare (come
gli viene opportunamente fatto notare) ma ha comunque fatto parlare
di sé.
Titolo:
L'imbroglio - The Hoax (The Hoax)
Regia:
Lasse Hallström
Sceneggiatura:
William Wheeler
Fotografia:
Oliver Stapleton
Interpreti:
Richard Gere, Alfred Molina, Hope Davis, Marcia Gay Harden, Stanley
Tucci, Julie Delpy, Eli Wallach, John Carter, Christopher Evan Welch,
Zeljko Ivanek, David Aaron Baker, Peter McRobbie, John Bedford Lloyd,
Stuart Margolin, Okwui Okpokwasili, Susan Misner, James Biberi, Bob
Wiltfong, Carlton Wilborn
Nazionalità:
USA, 2006
Durata:
1h. 55'
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