Stai leggendo:

"Hostel" di Eli Roth

28 febbraio 2006 Recensioni 11 Commenti
Hostel

Sony, 24 Febbraio 2006 – Compiaciuto

Due universitari viaggiano per l’Europa in cerca di emozioni forti. Dopo i paradisi artificiali di Amsterdam, i due raggiungono un equivoco villaggio slovacco dove si lasciano irretire dalla bellezza delle fanciulle del posto. Ma il sesso è in realtà una trappola mortale: l’ostello che li ospita nasconde un vero e proprio mattatoio…


Una scenaNonostante i tanto sbandierati intenti di denuncia (il regista sostiene di aver tratto spunto da un sito internet thailandese che permette, per il proprio perverso diletto, di assassinare un povero disgraziato pagando 10.000 dollari), Hostel è in sostanza il solito furbesco sado-slasher, confezionato apposta per un pubblico di teenager in cerca di emozioni forti, o per voyeur anatomo-patologici cui non bastano più C.S.I. et similia…

Jay Hernandez con Jan Vlasák sullo sfondoL’impressione che Eli Roth sia stato sopravvalutato l’avevamo già avuta con i suoi, assai poco stimolanti, “contagiati pustolosi” di Cabin Fever (2003). Qui ne esce rafforzata poiché, nonostante l’egida produttiva di Quentin Tarantino e il cameo citazionista del grande Takashi Miike (Ichi the Killer), Hostel rimane comunque un filmetto pieno zeppo di déjà-vu e di compiacimento gratuito per violenza e sadismo.

Jana Kaderabkova e Barbora NedeljakovaSe i termini di riferimento sono il supercult anni Settanta Non aprite quella porta di Tobe Hooper, o la trilogia sulla vendetta di Park Chan-Wook, il risultato è comunque distante anni luce dalla carica eversiva e perturbante delle pellicole in questione e, nonostante una certa abilità (messa in luce nella prima parte del film) di sostenere il prevedibile gioco al massacro riservato ai protagonisti, si finisce man mano con lo scivolare nello splatter e nel gore più becero e si dimentica ancora una volta quanto sia molto più terrorizzante ed inquietante il lasciar intuire, piuttosto che mostrare.

Rick Hoffman e Jennifer LimL’idea di fondo – che non è certo una novità (da Gaston Leroux in poi) – poteva comunque essere sviluppata in maniera più originale, se soltanto Roth avesse avuto il coraggio di abbandonare il teorema principe della slasher, e cioè che tutti quelli che nel film fanno o cercano sesso e sballo ad oltranza finiranno poi per essere ammazzati, in maniera più o meno abbietta e truculenta. Tolta, dunque, la squallida ambientazione e i dettagli sapientemente disturbanti degli attrezzi di tortura (ben esaltati dalla fotografia di Milan Chadima), resta ben poco da apprezzare in questo bagno di sangue di bassa macelleria che fa della tortura il più sordido e meschino degli spettacoli, e che cannibalizza furbescamente idee e situazioni già trattate – con maggiore originalità e disinvoltura – in un corto spagnolo di Koldo Serra, El tren de la bruja, che ha fatto purtroppo soltanto qualche fugace apparizione nelle rassegne specializzate.


La locandinaTitolo: Hostel (Id.)
Regia: Eli Roth
Sceneggiatura: Eli Roth
Fotografia: Milan Chadima
Interpreti: Jay Hernandez, Derek Richardson, Eythor Gudjonsson, Barbora Nedeljakova, Jan Vlasák, Jana Kaderabkova, Rick Hoffman, Jennifer Lim, Lubomir Bukovy, Jana Havlickova, Petr Janis, Takashi Miike, Patrik Zigo, Milda Jedi Havlas
Nazionalità: USA, 2005
Durata: 1h. 30′


Percorsi Tematici

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Attualmente ci sono 11 commenti a questo articolo:

  1. Mickey Rourke scrive:

    Io apprezzo molto i film megaviolenti, ma questo sconfina oltre il gore più estremo, provate a guardare una testa usata come pallone da calcio.
    Apprezzo Roth perché è un dotato regista horror, ma questa volta ha esagerato, io non apprezzo i film dov’è utilizzata violenza gratuita, è stato anche troppo LA PASSIONE DI CRISTO, se voi veniste a casa mia e ve lo attaccassi alla tv ( ovviamente hostel non ce l’ho.) ma se ve lo facessi vedere, non dormireste più la notte. è sconvolgente. Non durereste con gli occhi aperti nemmeno due minuti dopo i titoli di testa.

  2. Edoardo scrive:

    A me non è poi dispiaciuto,è uno slasher adolescenziale che sta molto in alto rispetto ad altri prodotti. Ma è comunque pretenzioso con i suoi sacchetti per vomitare,e a me lo splatter non è poi a livelli stellari,visto che in SAW se ne ritrova molto di più.
    L’unica scena che impressiona è quando il puss esce dall’occhio della cinese. Molti dialoghi sono stupidi e molte scene improbabili,ma non ho resistito al vendicativo finale che francamente fa godere.
    Il secondo è molto,molto peggio!
    Il demerito è stato attribuito in molti casi a Tarantino,che non c’entra nulla col film,ha messo solo il suo nome per favore all’amico Roth per fargli incassare qualche soldino.

  3. Mickey Rourke scrive:

    Qualche soldino? Edoardo, senti cosa ho tratto da Wikipedia:
    ” Il secondo film di Roth, Hostel, venne girato con un budget di poco inferiore ai 4,000,000 di dollari, nel 2005. Fu il numero uno al botteghino del gennaio 2006, guadagnando 20,000,000 di dollari nel weekend d’apertura e battendo Le cronache di Narnia. Guadagnò $ 80,000,000 nei cinema di tutto il mondo e oltre $ 180,000,000, una volta uscito in home video. Nell’aprile 2006, nel giorno del compleanno di Roth, Hostel fu il primo DVD nella top ten delle vendite, battendo di nuovo Le cronache di Narnia che solo la settimana precedente era al primo posto.”
    Adesso come la metti.
    Uno splatter che mi ha fatto schifo, supera al botteghino Le cronache di Narnia che si è guadagnato l’oscar per gli effetti speciali.
    Roba dell’altro mondo.

  4. Mickey Rourke scrive:

    No, Quentin Tarantino centra, è il produttore esecutivo di HOSTEL. e di tutti e due gli episodi

  5. Edoardo scrive:

    Qualche soldino per modo di dire,visto che se un film porta il nome di un cineasta importante guadagna sempre una cifra. Mi sembra ovvio che il pubblico adulto sia più attratto da uno slasher che da un fantasy,specie se lo slasher in questione porta il nome di Quentin Tarantino tra i produttori. Le Cronache di Narnia quando uscì francamente mi sembrò un film molto per bambini,dal trailer. Dopo averlo visto posso confermare che si tratta di un film per bambini,ma molto ben fatto. Poi con la cosa dei sacchetti per vomitare,gli avvertimenti espliciti nella locandina,era prevedibile che incassasse molto.
    Tarantino è si il produttore esecutivo,ma non il regista e non lo sceneggiatore,e soprattutto come ho già detto lui non ha sicuramente contribuito per la realizzazione del film,ha solo messo il suo nome come fanno moltissimi produttori.

  6. Mickey Rourke scrive:

    Sì è vero che HOSTEL ha fatto tanto successo, ma non puoi dire che Narnia è un film per bambini, non puoi dedurlo dalla scritta WALT DISNEY. Sono di due generi diversi anche questo è vero.
    E forse il film ha fatto successo perché c’era anche Quentin Tarantino, ma mettiamo che Quentin non sia stato affatto il produttore esecutivo e che sia stato messo il suo nome solo per pubblicità, allora è illegale speculazione, perché non si può sfruttare un nome importante per i propri scopi.
    Ovviamente questa è un’ipotesi estrema, a meno che non abbiano drogato quentin per fargli firmare un contratto. Impossibile.
    Ahhhhhhhh! Che cazzata!

  7. Mickey Rourke scrive:

    Proverò a riguardarlo, magari lo noleggerò ( forse non mi è piaciuto perché lo ho visto solo una volta e forse non lo ho ben capito ) e se mi è piaciuto, ti farò sapere.

  8. Marco scrive:

    Roth è diventato amico di Tarantino dopo che quest’ultimo ha visto il film di’esordio di Eli: Cabin Fever che a Quentin è piaciuto tantissimo e lo ha visto come uno molto dotato nel genere horror (e devo dire che ha avuto ragione).

    Da qui in avanti Tarantino lo ha preso sotto la sua ala producendo i due Hostel, facendolo girare uno dei fake trailer di Grindhouse (recita anche una piccola parte nel suo spezzone) e, per ultimo, facendolo recitare insieme a Brad Pitt nel suo ultimo film Bastardi Senza Gloria, dandogli la possibilità anche di girare L’Onore Della Patria, film che viene proiettato alla fine nella sala del cinema che diventerà uan tomba per i nazisti.

    Comunque ho trovato questo film sufficientemente godibile con una prima parte molto divertente e una seconda dove l’horror è padrone della storia con scene abbastanza cruente, ma la cosa che mi è piaciuta più di tutte sono state le scenografie e le riprese, ti trasmettono veramente il senso di disagio e di inquietudine che i ragazzi provano. La regia di Roth è buona. Colpo di scena finale stupendo.

    Consiagliato pure il secondo che io reputo migliore del primo come sceneggiatura e torture, che qui sinceramente non abbonda più di tanto.

  9. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Sì, Marco, Tarantino vuole molto bene a Roth per spingerlo a compiere questi film veramente sadici.
    Inoltre dico anche sì a Gianpaolo Saccomano che ha scritto la recensione, gli attrezzi di tortura sono veramente disturbanti soltanto a vederli, ma credo che non siano niente a confronto con le vere e proprie sconvolgenti scene di Antichrist, che comunque non è un vero e proprio horror.

  10. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Stasera lo fanno.
    Piuttosto mi guardo quella cazzata con steven segal invece che hostel ci tengo a fare una sana dormita.

  11. […] e volgarità delle pellicole che hanno subito una simile censura, tra le quali ricordiamo Saw, Hostel, [Rec], e in ultima istanza, Morituri. Pertanto, sulla base dei suddetti elementi, la società di […]

Scrivi un commento







Evita per quanto possibile di scrivere in linguaggio SMS, grazie.

Per cortesia, inserisci gli spoiler tra i tag [spoiler] e [/spoiler].

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure puoi iscriverti alla pagina senza commentare.

Incassi dal 23 al 25 settembre