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"Hotel Transylvania" di Genndy Tartakovsky

8 novembre 2012 Recensioni 2 Commenti
Hotel Transylvania

Sony, 8 Novembre 2012 – Spassoso

Dracula gestisce un lussuoso albergo che ospita i mostri e le loro famiglie in occasione del compleanno della figlia Mavis. La pace e la sicurezza che cercano nel resort sono però messe a repentaglio dall’arrivo inaspettato di Johnny, un giovane umano…


Dracula in Hotel TransylvaniaLui: padre iperprotettivo, psicotico e affettuoso, maniaco del controllo, carismatico e un po’ schizzato. Un manager di un hotel un po’ folle con una figlia che cresce. Lei: cocca di papà, testarda, intelligente, una giovane ragazza che sogna di viaggiare, vedere il mondo e fare esperienze. Sono due dei protagonisti di Hotel Transylvania, storia innanzitutto di un padre e di una figlia, solo che il padre in questione è Dracula. Il film, diretto da Genndy Tartakovsky, mette in scena personaggi mostruosi-classici che si fanno il make-up stereoscopico e assumono una nuova forma restando comunque loro stessi: conservano la loro personalità ma sono moderni, aggiornati, divertenti: Frankenstein e consorte, il lupo mannaro, l’uomo invisibile, la mummia, accanto a tantissimi altri, fra scheletri, streghe, zombi e yeti. Buffo è il motivo che spinge tutti questi personaggi a ritrovarsi insieme: cercano un posto al sicuro dal mondo umano, un mondo pericoloso, un mondo dal quale hanno bisogno di evadere per un po’, e l’occasione si presenta con il 118esimo compleanno della piccola Mavis, figlia del principe delle tenebre.

Johnnystein e Mavis in Hotel TransylvaniaLa coerenza nell’umanizzare la mostruosità rende unico l’universo di questo film. E’ l’umanità dei personaggi che li rende accessibili, piacevoli e simpatici anziché spaventosi. Un’umanità che tocca i dettagli e la definizione dei caratteri fin dall’esordio: Dracula cambia il pannolino, legge la favola della buona notte, insegna alla sua piccola come si vola non senza averle fatto mettere un casco protettivo prima. Ma l’unicità nasce soprattutto dall’abbattimento di luoghi comuni sulla storia del Conte-vampiro, sia storici sia recenti: dalla diceria del palo nel cuore, annientata con una piccante replica del tipo «e chi non morirebbe con un paletto nel cuore?» alla desolazione del Conte di fronte alla visione della rappresentazione moderna dei vampiri, esplicitamente rinviante alla saga di Twilight.

Johnny con Frank e Murray la Mummia sullo sfondo in una scena di Hotel TransylvaniaQuando un umano irrompe minacciando la pace e la tranquillità degli ospiti dell’hotel, ma soprattutto la sicurezza di Mavis, Dracula afferma convinto di non poterlo uccidere, perché i mostri tornerebbero indietro di secoli. Allude a una sorta di evoluzione civica della specie, che spiega il suo essere “innocuo” e allo stesso tempo lo allontana dal mero stereotipo del succhiasangue. In una gag fra mostri risuona inoltre una grandiosa battuta: «Ti ha spaventato?» – «No, però ho fatto finta per educazione!». Insomma sono tutti dei bravi-mostri. Ma a questo punto, la logica non sbaglia: se è il mostro è umano, l’umano è un mostro. Il film non sentenzia così pesantemente la categoria Sapiens, perché grazie alla variabile-Johnny, un ingenuo, sconclusionato iperattivo e fuori controllo ragazzo di 21 anni, i mostri scoprono che affrontare le proprie paure, vincendole al di là delle apparenze, comporta innumerevoli vantaggi: una festa “da urlo” ricca di sentimento, una mostro-dance e la scoperta di feste umane pro-monsters (Halloween).


La locandina di Hotel TransylvaniaTitolo: Hotel Transylvania (Id.)
Regia: Genndy Tartakovsky
Sceneggiatura: Peter Baynham, Robert Smigel
Fotografia:
Interpreti: Claudio Bisio, Cristiana Capotondi, Davide Perino, Paolo Marchese, Luigi Ferraro, Luca Dalk Fabbrio, Mino Caprio, Graziella Polesinanti, Marco Mete
Nazionalità: USA, 2012
Durata: 1h. 31′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. igor scrive:

    bello!! voto:8/9

  2. Marco scrive:

    Molto carino, penso il migliore film d’animazione in tema mostri dell’anno appena trascorso (l’ho perfino preferito a “Monsters & Co.”).
    Molto bella, divertente ed originale la prima parte poi (come nella maggior parte dei casi) la seconda scade un pò in temi risaputi, il tutto però stavolta è gestito con meno banalità e scontatezza rispetto alle altre volte.
    Molto buono l’approfondimento di tutti i vari personaggi. Alcune gags veramente spassose.
    Montaggio a volte troppo frenetico. Molto bella la grafica e l’aver saputo ben mixare i colori.
    I vari intermezzi cantati stile Walt Disney non disturbano più di tanto (rap finale la parte meglio riuscita).
    Nel complesso una storia che regge e regia valida.

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