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Io, Daniel Blake di Ken Loach

21 ottobre 2016 (13 maggio 2016) Recensioni 2 Commenti
Io, Daniel Blake

Cinema, 21 Ottobre 2016 – Emozionante

Daniel Blake si sta riprendendo da un infarto, ma mentre il medico gli impedisce di tornare a lavorare, il sistema di assistenza sociale di Newcastle lo dichiara idoneo. Dan si trova così senza lavoro e senza assegno di disoccupazione. La sua strada si incrocia con quella di Katie, madre single appena trasferitasi da Londra…


Dave Johns e Hayley Squires in una scena di Io, Daniel BlakeSe si cerca un’opinione confortante sul governo britannico, i film di Ken Loach non sono certo il luogo migliore in cui cercarla. I, Daniel Blake non fa eccezione, anzi. Presentato in concorso a Cannes 2016, il film è un lucido e interessante spaccato della mostruosità burocratica e disumana che l’assistenza sociale di Sua Maestà è ormai diventata, non solo a causa della privatizzazione. La sceneggiatura del fido Paul Laverty si sviluppa attraverso brevi quadri di vita di periferia che oscillano tra il leggero e il toccante a seconda della situazione, senza mai risultare eccessivi né banali, e senza far mai accusare allo spettatore il ritmo pacato con cui la vicenda principale si dipana.

Hayley Squires e Dave Johns in Io, Daniel BlakeL’ambiente depresso del nordest inglese fa da ottimo sfondo alla storia di Daniel Blake. Le case popolari di Newcastle esemplificano perfettamente tutto il Regno Unito, e gli autori riescono a evitare che il veleno contro la politica della destra conservatrice che ha messo in ginocchio un’intera classe sociale prenda il sopravvento sulle necessità della pellicola, riuscendo così a non far perdere lucidità ed efficacia al film. La crudezza della narrazione come anche della realizzazione tecnica si sposa alla perfezione con la durezza della storia che viene raccontata, perché non c’è bisogno di artifici narrativi, orpelli visivi o colonna sonora per dare forza a una vicenda come questa.

Hayley Squires in una scena di Io, Daniel BlakeLoach – che anche in questa occasione non manca di omaggiare l’Inter, in quanto “nemica” del Milan berlusconiano – dirige come sempre con mano attenta e rispettosa, e come spesso gli accade ottiene il massimo da attori totalmente sconosciuti al di fuori del Regno Unito. La triste parabola umana di Dan e Katie non può non emozionare e far riflettere, e la lettera che l’uomo scrive alla commissione che deve esaminare il suo caso è una delle dichiarazioni politiche più forti che si siano ascoltate nel cinema europeo da parecchio tempo. Un grido di dignità capace di portare alle lacrime non solo gli spettatori più sensibili. Non è difficile pensare che sentiremo pronunciare il nome di Daniel Blake, nel corso della cerimonia di premiazione del Festival.


La locandina di Io, Daniel BlakeTitolo: Io, Daniel Blake (I, Daniel Blake)
Regia: Ken Loach
Sceneggiatura: Paul Laverty
Fotografia: Robbie Ryan
Interpreti: Dave Johns, Hayley Squires, Dylan McKiernan, Briana Shann, Kate Rutter, Sharon Percy, Kema Sikazwe, Natalie Ann Jamieson, Micky McGregor, Colin Coombs, John Sumner, Bryn Jones, Mick Laffey
Nazionalità: Regno Unito – Francia, 2016
Durata: 1h. 40′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Sebastiano scrive:

    Spero non ti abbia emozionato per l’omaggio all’Inter, di cui tra l’altro Ken Loach non sembra ben informato sulla proprieta’, presente o passata….

  2. Alberto Cassani scrive:

    Gli omaggi all’Inter ci sono regolarmente almeno da Sweet 16, ma bisogna cercarli: non sono mai messi in primo piano. Poi, al di là delle proprietà, è curioso che un difensore del proletariato parteggi per l’Inter, che storicamente era la squadra della borghesia milanese mentre il Milan era quella degli operai.

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