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"Il Destino nel Nome" di Mira Nair

15 ottobre 2006 Recensioni 0 Commenti
CineFile

20th Century Fox, 1 Giugno 2007x – Elegante

Ashoke e Ashima, sposati con un matrimonio combinato, lasciano la soffocante Calcutta per trasferirsi nella fredda New York, dove cominciano la loro nuova vita insieme. I due si conoscono appena, ma la loro vita prende una piega diversa quando Ashima mette al mondo un bambino…


Una scenaDopo aver conquistato Venezia con Monsoon Wedding (Leone d’Oro nel 2001), Mira Nair presenta nella sezione Prémiere della Festa del Cinema di Roma un film che esplora nuovamente il racconto evocativo della multiculturalità.

Dalle pagine del romanzo di Jhumpa Lahiri, The Namesake, il film attinge le atmosfere sognanti dei luoghi e l’esplorazione dei sentimenti più vividi di un dramma familiare che copre l’arco di due generazioni, due epoche e due culture contrastanti la cui visione del mondo si urta per poi ricongiungersi inevitabilmente. Tra Calcutta e New York si plasma il destino di Ashima (Tabu) e Ashoke (Irrfan Khan), due giovani indiani il cui matrimonio viene combinato dalle famiglie, in rispetto alla loro tradizione culturale. Giunti in una New York invernale e triste, così differente dai colori e dalla vivacità delle strade di Calcutta, i neo sposi impareranno a conoscersi e a scoprire con delicatezza le gioie e le difficoltà di una vita insieme tutta da inventare, condividendo anzitutto la condizione di esuli in una terra straniera e immensa come l’America. Tanto immensa da non riuscire mai a fondersi completamente con essa, a colmare la distanza dalla mentalità e dalla radicalità della loro cultura, e diventare istituzionalmente una “famiglia americana”.
Una scenaAlla nascita del primogenito, Ashoke comprende di tenere tra le braccia quel “peso da niente” che è il secondo miracolo della sua vita, laddove il primo era stato uscire vivo molti anni prima dal disastro ferroviario che lo aveva quasi ucciso. Per il suo bambino sceglie il nome Gogol, poiché non può smettere di pensare a Il cappotto, il romanzo del famoso scrittore russo che fu il particolare che gli salvò la vita. «Siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol», così Ashoke spiega a suo figlio ormai adolescente lo strano destino della sua famiglia, legato al nome che si porta addosso. Ma questo nome, così bizzarro e rifiutato dalla ribellione di un adolescente che vuole sentirsi americano, non è per Ashoke un ricordo doloroso o evocante sciagura ma, al contrario, serve a ricordargli, se ce ne fosse bisogno, che da allora ogni giorno è un dono.

Una scenaA livello visivo il film conferma lo stile e l’eleganza che contraddistingue la sensibilità artistica della Nair, sempre molto attenta alla bellezza formale e alla trasmissione palpabile delle emozioni e dei sentimenti dei personaggi. La commozione arriva e colpisce proprio per la sua capacità di legarsi al destino, ai percorsi già segnati da parole, voci, ricordi, volti che giungono alla memoria dei personaggi e si imprimono visivamente sullo schermo con efficacia e trasparenza. La narrazione talvolta scivola invece verso un prolungamento eccessivo che forse non era necessario nell’economia della storia e finisce con l’appesantire l’effetto globale del film sullo spettatore. Vi sono ad esempio alcuni sub-plot che potevano essere evitati per rendere ancora più intensa la sensazione di unione e disperazione che attraversa questa famiglia, e per valorizzare al massimo la figura centrale della storia, Gogol/Nick (Kal Penn). Nel complesso però, Il Destino nel Nome infonde un messaggio positivo poiché, al di là dell’accanimento del destino, è un inno alla vita e alla libertà di viverla sempre come il dono più grande che esista.


Titolo: Il Destino nel Nome (The Namesake)
Regia: Mira Nair
Sceneggiatura: Sooni Taraporevala
Fotografia: Frederick Elmes
Interpreti: Tabu, Irfan Khan, Kal Penn, Zuleikha Robinson, Jacinda Barrett, Benjamin Bauman, Sudipta Bhawmik, Sibani Biswas, Jessica Blank, Sabyasachi Chakravarthy, Supriya Choudhury, Marcus Collins, Gary Cowling, Rupak Ginn
Nazionalità: India – USA, 2006
Durata: 2h. 02′


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