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"Il Gladiatore" di Ridley Scott

15 novembre 2009 Recensioni 28 Commenti
Oscar per il miglior film

Uip, 16 Marzo 2001 – Poderoso

II secolo d.C. L’anziano Imperatore Marco Aurelio sceglie come suo successore il coraggioso generale Massimo Decimo Meridio, ma suo figlio Commodo si vendica facendo ridurre in schiavitù Massimo. L’ex condottiero diventa però un valente Gladiatore…


Richard Harris e Russell CroweSgomberiamo subito il campo da ogni dubbio e da qualche critica sostanzialmente inutile: Il Gladiatore, pur prendendo a prestito personaggi, eventi e contesti storici, nasce con l’intento dichiarato di adattare la Storia alla storia, a vantaggio delle idee filmiche che gli autori hanno deciso di sviluppare. Va da sé che inverosimiglianze e anacronismi abbondano, ma vanno interpretati come parte integrante del progetto. E il progetto trova il giusto compimento, centrando il bersaglio con un film che diviene punto di svolta per il filone epico-storico in coincidenza con l’inizio del secondo millennio. E’ il peplum che si rifà il trucco e torna a nuova vita dopo anni di dimenticatoio, attraverso una pellicola dotata di un imprinting fortissimo e che fa della solidità d’insieme la propria forza.

Joaquin Phoenix e Russell CroweLa sceneggiatura scritta da David Franzoni e poi rielaborata da John Logan e William Nicholson, pur prevedibile negli sviluppi e fondata sul classico schema “affetti-tradimento-vendetta”, ha l’enorme pregio di dar vita a personaggi accattivanti e solidissimi. Ed è proprio la riuscita dei due protagonisti in antitesi, Massimo e Commodo, subito ben caratterizzati nello spazio di poche scene per mezzo di ottimi dialoghi e battute folgoranti, il vero elemento fondante della pellicola. Attorno ad essi e a personaggi di supporto ben gestiti, Ridley Scott e la sua troupe danno vita alla narrazione erigendo una confezione scenica memorabile, a tratti davvero sorprendente.

Russell Crowe in una scenaLe sequenze di battaglia sono girate con uno stile e accorgimenti tecnici tali da dare vita a spettacoli esteticamente inediti e potentissimi, ma anche le fasi di raccordo e le scene di dialogo sono trattate con la giusta attenzione registica. Il tutto viene servito da una direzione della fotografia (di John Mathieson) che si esalta nell’ideazione di composizioni visive suggestive e fortemente caratterizzanti, e dal solito notevole lavoro al montaggio di Pietro Scalia. E poi le musiche di Hans Zimmer, clamorosamente ispirate e trainanti, ennesima nota felice di un film che non sbaglia una mossa e che sprigiona qualità da ogni sua componente.

Una scenaProbabilmente uno dei film più influenti dell’ultimo decennio e sicuramente uno dei più importanti, Il Gladiatore è il cinema d’azione mainstream in una delle sue massime espressioni artistiche, un blockbuster capace di offrire uno spettacolo visivo di altissimo livello senza trascurare la narrazione e basandosi su una sceneggiatura degna di questo nome. Personaggi corposi, ottima recitazione, apprezzabile intensità drammaturgica e virtuosismi tecnici ben studiati e mai fini a se stessi. Difficile chiedere di più, a un prodotto di questa natura. Difficile fare meglio.


La locandinaTitolo: Il Gladiatore (Gladiator)
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: David Franzoni, John Logan, William Nicholson
Fotografia: John Mathieson
Interpreti: Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Richard Harris, Oliver Reed, Derek Jacobi, Dijmon Hounsou, David Schofield, John Shrapnel, Tomas Arana, Ralf Moeller, Spencer Treat Clark, David Hemmings
Nazionalità: USA, 2000
Durata: 2h. 35′


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Attualmente ci sono 28 commenti a questo articolo:

  1. Bix scrive:

    Capolavoro ASSO)LUTO!

  2. Anonimo scrive:

    Leggendario. Appassionante. Travolgente. Il più grande capolavoro del duo SCOTT-CROWE.

  3. Mickey Rourke scrive:

    Credo che sia uno dei migliori film su Roma, ho apprezzato Russell Crowe che è il mio attore preferito e anche Joaquin Phoenix nei panni del corrotto Commodo, ma credo che sia entrato nell’ombra, qualcuno ha sue notizie o magari sa se ha fatto qualche altro film?

  4. Edoardo scrive:

    Si ha fatto il bellissimo “Walk The Line – Quando l’amore brucia l’anima” film incentrato sulla leggenda del country Johnny Cash. Te lo consiglio.

  5. Alberto Cassani scrive:

    Ha anche vinto l’Oscar, per Walk the Line.

  6. Mickey Rourke scrive:

    Grazie mille.

  7. Fabrizio scrive:

    No, l’ha vinto Reese Witherspoon. Per Phoenix solo una nomination.

  8. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Secondo me ROBIN HOOD, l’ultimo capolavoro epico di scott è un gladiatore in versione medievale.

  9. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    A proposito, c’è un piccolo errore nella recensione, l’immagine del combattimento con le tigri.
    Quello di fronte a Russell Crowe, il gladiatore con la maschera non è Dijmon Hounsou.

  10. Fabrizio scrive:

    E’ vero. Me n’ero accorto anch’io ma non ho segnalato la cosa al Direttore. Quello di fronte a Crowe è “l’unico imbattuto gladiatore nella storia di Roma”. Ovviamente prima di affontare Massimo.

  11. Alberto Cassani scrive:

    E’ vero, è rimasta la didascalia della foto della prima versione della recensione.

  12. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Rimanendo sul tema, ho visto una scena di film del gladiatore, dove compare un uomo enormemente grasso, armato di mazza, che entra nell’arena in Marocco per poi uccidere i gladiatori moribondi. Questo nel gladiatore in dvd, mentre in quello che hanno fatto per tv, su rete 4 nel ciclo SERATA AVVENTURA questa sequenza mancava. Non è che il mio si tratti di un extendet cut o un director’s cut, però nella confezione del dvd non è segnalato questo, comunque c’è un indizio che può aiutare, nella recensione c’è scritto che la durata è di 155 minuti mentre nel mio c’è scritto 184 minuti.
    quindi è probabile che si tratti di un’edizione estesa.

  13. Alberto Cassani scrive:

    Direi che hai sicuramente in mano la versione Extended uscita nel 2005.

  14. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Memorabile.
    Magistrale.

  15. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    A proposito Giuseppe Caschetto, ho appena visto Walk The Line con Joaquin Phoenix e devo dire che è veramente un gran bel film, da vedere assolutamente.
    Te lo consiglio, se vuoi un buon film drammatico musicale e sempre che non ce l’hai nella tua mega videoteca.

  16. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Insieme a MONGOL è uno dei film più belli e cruenti del secolo.

  17. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Però c’è una cosa che mi fa incazzare.
    Che Scott da un po’ pensa ad un sequel di questo epico film.
    1: Può essere un prequel che narra l’ascesa di Massimo al rango di generale
    2: La storia può essere incentrata su Lucio, il nipote di Commodo 20 anni dopo la morte di Massimo
    3: nel caso del sequel su Lucio, Crowe non è il protagonista e apparirebbe in un breve cameo che fa il prologo del primo film
    4: Il film deve fare un successo pari a quello del primo episodio.
    5: L’idea di fare un sequel del gladiatore non mi piace per niente.
    Chi è d’accordo con me?

  18. Fabrizio scrive:

    Mah, secondo me Scott non è mai stato interessato a fare un sequel di questo film e si tratta per lo più di voci. Poi non si sa mai, magari qualche produttore si azzarderà nell’impresa, e con lui un regista impavido, ma comunque sia non credo faranno mai un film strettamente legato al “Gladiatore”, ovvero un sequel con tutti i crismi.

  19. Riccardo scrive:

    imperdonabile la mancanza della stellina.

  20. Alberto Cassani scrive:

    C’avevo pensato, all’epoca, ma la rozzezza di alcune cose in Roma e il finale che non m’ha convinto mi ha fatto decidere altrimenti.

  21. Riccardo scrive:

    Sì, però non si può negare la straordinaria bravura di regia, sceneggiatura, attori e le grandiose scenografie e già questo lo rendono un capolavoro assoluto.

  22. Riccardo scrive:

    Ridley Scott è, non a caso, uno dei migliori cineasti degli ultimi tempi che ha filmato pellicole che sono diventate autentici cult: Alien e Blade Runner per la fantascienza, I duellanti per il genere drammatico oppure Thelma & Louise per il film on the road.

    Ma come per tutti i grandi registi, arriva il momento del kolossal storico e Scott, con questo Gladiatore, ha fatto veramente scintille, perché oltre a riportare in vita un genere morto da tempo ( il peplum ), ha dato fama e gloria al trentaseienne ( all’epoca ) Russell Crowe ( anche se il bravo attore australiano ha dimostrato fin dai tempi dell’esordio Skinheads di avere stoffa da vendere ), e ha dato vita ad uno dei migliori, se non il migliore dei film del decennio 2000-2010.

    Tanto per chiarire una cosa, Ridley Scott, con Il Gladiatore non intendeva fare una lezione di storia, quindi non aspettatevi un mattone dettagliato dalla prima sequenza all’ultima.

    Alla sua uscita nel 2000, Spartacus, Quo Vadis, Cleopatra, Ben-Hur e La Tunica hanno gridato vendetta, ma incongruenza storiche a parte, non si può non dire che questo filmone con la F maiuscola sia un autentico capolavoro.

    Scott fa un buon lavoro con la macchina da presa, riuscendo a rendere, grazie all’ottima fotografia di John Mathieson, Il Gladiatore un film dalla storia scontata, dal respiro epico.

    Perché la storia è scontata? Perché parla sempre di un tiranno che usurpa un trono, fa uccidere la famiglia dell’eroe, che dopo varie avventure, riesce a far fuori il diabolico despota finendo per ereditare un impero. Ovviamente questo soggetto è più adatto ad un film d’avventura più che a un film storico, però riesce ad adattarsi bene alla scenografia in qui la pellicola è ambientata.

    Peccato che Scott non si sia portato a casa l’Oscar alla regia che invece è andato a Soderbergh per il thriller Traffic ( se Scott non lo ha vinto in quell’occasione, temo che non lo vincerà mai ).

    Sensazionale la sceneggiatura di David Franzoni, che mescola fatti reali ( Massimo è un personaggio in parte esistito ), con fatti di fantasia ( Commodo è stato ucciso da un gladiatore che non si chiamava Massimo e per di più non era un feroce tiranno, ma fece anche delle cose buone per l’Impero; oppure i gladiatori erano prigionieri di guerra o schiavi, non soldati professionisti )

    Ottimi i costumi, anche se hanno qualche imprecisione ( i sandali indossati da Crowe nel duello contro le tigri sembrano più scarpe da ginnastica ).

    Come ho già scritto, Crowe aveva stoffa come attore fin dagli esordi, ma è stato con questo kolossal che è entrato prepotentemente nell’Olimpo dei migliori attori di Hollywood, mai esistiti.

    Crowe è conosciuto per la particolare ricerca maniacale per interpretare il suo personaggio al meglio e questo lo fa l’erede perfetto di Robert De Niro che anch’egli crea i suoi personaggi da dure ricerche. Crowe ha dimostrato un’intensità spaventosa, e una bravura con le armi “finte” che lo rendevano quasi un vero gladiatore.

    Ottimo Phoenix, odioso e magistrale che per la sequenza in cui parla a Massimo prima di pugnalarlo alle spalle, meritava l’Oscar.

    Splendida la Nielsen e straordinario Reed nel ruolo di Proximo il mentore di Massimo.

    Il merito va anche all’ottimo doppiaggio soprattutto quello del protagonista a cura di Luca Ward, la cui voce seducente sembra quasi riecheggiare dall’antichità.

    Da pelle d’oca quando Massimo dice ai suoi soldati: ” Al mio segnale, scatenate l’Inferno! ”

    Da brividi le melodie di Hans Zimmer che danno un grande spessore alla pellicola soprattutto il tema eroico di Massimo e Now We Are Free la canzone culminante nel finale che invece di celebrare la vittoria del gladiatore contro il malvagio sovrano, è più un canto funebre visto che il protagonista raggiunge dopo l’aspro combattimento contro Commodo, i suoi famigliari uccisi ingiustamente dalle truppe di Commodo.

    Regia potente ed epica, ma allo stesso tempo drammatica e romantica. E c’è molto romanticismo nell’eroica avventura di Massimo. Imponenti eserciti in marcia contro i barbari della Germania, scenografie da urlo e le cruente scene di combattimento nel Colosseo.

    Saturo di violenza ( non si poteva narrare una storia di battaglie senza essere un po’ cruenti ), di battaglie cruente e sangue finto a litri, ricevette recensioni negative per le terribili deformazioni storiche ed è considerato anche il film più computerizzato della storia del cinema a livello scenografico.

    Ma cosa dicono? Una parte degli interni ed esterni di Roma sono stati girati a Cinecittà, alla faccia del computer.

    Il Gladiatore è il film della mia infanzia ( avevo 4 anni quando lo vidi la prima volta ), ed è anche, oltre al film di Scott più riuscito, è sicuramente uno spettacolo di puro cinema epico.

    Memorabile.

  23. Sebastiano scrive:

    Riccardo, il film si vede volentieri, trascina parecchio, ma con il tempo capirai che stai esagerando.

    Scott sara’ ricordato dalle massa per “Il gladiatore”, perche’ proprio alla massa ha pensato, e siccome non e’ scemo, ha colpito nel segno. La cosa bella pero’ e’ che proprio la massa e’ presa per il culo essendo (tra le altre cose) un film contro la massa, contro la sua sete di violenza e il suo lato bestiale.

    Se parliamo di cinema e’ grave, per dirne una, che pochi delle ultime generazioni sanno che a Scott dobbiamo “Blade Runner” e “Alien”. Altro che “Il gladiatore”

  24. Riccardo scrive:

    Blade runner è un film bellissimo, anzi un capolavoro ma non fa le scarpe al gladiatore che per me resta il miglior film di scott.

  25. Riccardo scrive:

    Bhè alberto se per te il gladiatore non è un capolavoro, almeno lo sfiora.

    Lo hai visto invece i duellanti? com’e?

  26. Alberto Cassani scrive:

    “I duellanti” è un ottimo film, ma immagino sia troppo filosofico e riflessivo per un pubblico che ha conosciuto Scott con i suoi lavori più testosteronici.

  27. Marco scrive:

    Concordo in toto con la recensione. Sempre bello rivederlo.

  28. Anonimo scrive:

    è bellissimooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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