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"Il patto dei lupi" di Christophe Gans

24 novembre 2001 Recensioni 0 Commenti
Gianpaolo Saccomano, 24 Novembre 2001: Affascinante
01 Distribution, 23 Novembre 200

Nella seconda metà del ‘700, un misterioso assassino terrorizza il sud della Francia sbranando un numero così elevato di vittime da terrorizzare tutta la zona. Per dare la caccia alla “Bestia di Gèvaudan”, Re Luigi XV manda sul luogo un esperto naturalista e il suo fedele ed energico aiutanto pellerossa…


Non sono pochi, in questo film del giovane cineasta francese Christophe Gans, gli elementi che spingono a ben parlarne. Lo spunto iniziale è di per sé evocativo: raccontare un tenebroso e inquietante fatto di cronaca, veramente accaduto nella seconda metà del Settecento nella regione del Massiccio Centrale, ai tempi infestato dai lupi. Con questa premessa, l’ex critico cinematografico e cinefilo accanito Gans (lo si ricorda anche per l’interessante Crying Freeman) ci prende alla gola e ci trascina, senza cadute di ritmo e con mano sicura, in una sorta di emozionante intrigo di cappa e spada, horror gotico e kung fu. Gans conclude poi, attraverso un complicato gioco di rimandi e citazioni del miglior cinema di genere italiano ed europeo, in maniera piuttosto inaspettata e comunque molto francese, questa macabra ed evocativa saga di lupi mannari e demoni dei boschi.

Sostenuto da un budget di tutto rispetto (60 miliardi di lire) e da uno stuolo di ottimi collaboratori (David Wu al montaggio, Philip Knowk per le sequenze acrobatiche e Dan Lausten alla fotografia), il film ha tutte le carte in regola per riscuotere un buon successo anche sul mercato statunitense, grazie al traino pubblicitario e all’appeal di attori famosi come il bravo Vincent Cassel e la bella Monica Bellucci. Nonostante qualche concessione alla spettacolarità e al fumettistico, l’alchimia di horror, gotico, western e avventura dà buoni risultati e Gans confeziona un buon prodotto, senza perdere di vista suspense e mistero e senza mai scadere nello splatter e nella violenza fine a se stessa. E questa asccortezza testimonia, se mai ce ne fosse bisogno, che la cinematografia francese sta attraversando un periodo vivace e innovativo soprattutto nell’ambito della produzione di genere.

Qualche critico schizzinoso ha fatto notare che Bava, Freda, Argento e gli altri maestri del fantastico europeo, già trent’anni fa avevano utilizzato certe trovate registiche che il film di Gans sembra esaltare, e non ha mancato di storcere il naso di fronte a quella palese commistione tra avventura-horror ed action-movie alla John Woo che, se indubbiamente regala spettacolarità alla vicenda, tuttavia ne abbassa un po’ le pretese di raffinatezza. Si tratta però di peccatucci veniali, provocati anche dall’eccessivo e genuino amore che il regista nutre per il cinema di genere (soprattutto quello italiano) e facilmente perdonabili non foss’altro che per il risultato finale: quasi due ore e mezza piene di suggestione e affascinante mistero ancestrale, capaci di risvegliare quell’immaginario infantile fatto di boschi, castelli, lupi e creature paurose, che gli orrori del vivere quotidiano hanno ormai del tutto rimosso dalle nostre menti.


Titolo: Il patto dei lupi (Le pacte des loups)
Regia: Christophe Gans
Sceneggiatura: Stéphane Cabel, Christophe Gans
Fotografia: Dan Laustsen
Interpreti: Samuel Le Bihan, Vincent Cassel, Émilie Duquenne, Monica Bellucci, Mark Dacascos, Jérémie Renier, Jean Yanne, Jean-François Stévenin, Jacques Perrin, Edith Scob, Bernard Farcy, Johan Leysen, Hans Meyer, Virginie Darmon
Nazionalità: Francia, 2001
Durata: 2h. 22′


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