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"Il rabdomante" di Fabrizio Cattani

10 aprile 2008 Recensioni 0 Commenti
Silvia Zanardi, 10 Aprile 2008: Poetico
The Coproducers, 7 Settembre 2007

Un piccolo ambulatorio, un ventre gonfio, e il risultato di un’ecografia che conferma: «è tutto a posto». Un riscontro positivo che terrorizza, fa piangere e fa venire voglia di scappare lontano…


Il rabdomante di Fabrizio Cattani è un film indipendente più che mai attuale, che affronta senza mezzi termini il delicato e complesso tema dell’acqua e delle scarsità di risorse idriche.

Harja (Andrea Osvárt), protagonista del film, è una giovane donna incinta, tutt’altro che dolce e desiderata. In Italia per sbaglio, per mano di un destino di cui non è lei l’artefice, deve ritessere le trame che l’hanno imprigionata nella profonda Basilicata, dove la terra è arida, le pietre scottano e l’acqua è un bene così prezioso da diventare sanguinario. A volerne il controllo con ogni mezzo è infatti il marito, Ninì, speculatore e boss di un clan mafioso da cui la giovane scappa, facendosi strada fra i secolari Sassi di Matera. Camminando a stento sotto un cielo azzurro e un sole invadente, i passi di Harja sembrano seguire un percorso prestabilito, che la conduce al casolare sperduto di un quarantenne schizofrenico dalle straordinarie doti di rabdomanzia, Felice (Pascal Zullino).

E’ sui ritmi della sua ancestrale danza di mani che l’acqua si risveglia sotto la terra assetata, scatenando l’ira di Ninì e del suo clan, costantemente alla ricerca del preziosissimo “oro blu”. Il suo magico e segreto rapporto con l’acqua diventa quanto di più importante il rabdomante abbia da custodire, assieme ad Harja, con la quale si trova a combattere una dura battaglia da alleato, da amico, da ingenuo amante. A dargli sicurezza è lo spettro della madre defunta, che gli sussurra ancora i vecchi consigli dall’anfiteatro della sua stanza, una nicchia di oggetti rimasti indifferenti al passare del tempo. Piccole gioie quotidiane ed ansie incalzanti sono il corollario della vita di Harja e Felice insieme, una trama ricamata con tenerezza ed un pizzico di ironia che lascia campo aperto all’indiscutibile talento dei due attori. Senza fare rumore, sono complici nel resistere alla lotta per sconfiggere Ninì e portare alla luce il bambino di Harja; simbolicamente, la vita che nuota nell’acqua. Cattani plasma così un paradigma che abbatte la metafora, giocando audacemente un po’ con la poesia, un po’ con la semplicità, indiscussi fiori all’occhiello di una fotografia impeccabile ed una sceneggiatura lineare e studiata al dettaglio.


Titolo: Il rabdomante
Regia: Fabrizio Cattani
Sceneggiatura: Fabrizio Cattani, Chiara Laudani, Pascal Zullino
Fotografia: Francesco Carini
Interpreti: Pascal Zullino, Andrea Osvárt, Riccardo Zinna, Francesco Dominedò, Nando Irene, Massimo Sarchielli, Antonio Gerardi, Luciana De Falco, Susan Lay

Nazionalità: Italia, 2006
Durata: 1h. 25′


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