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“Il Sesto Senso” di M. Night Shyamalan

29 ottobre 1999 9 Commenti
Il Sesto Senso

Buena Vista, 29 Ottobre 1999

Il Sesto Senso è la capacità di vedere le “anime in pena”, quelle che non riescono a riposare in pace perché hanno lasciato qualche affare in sospeso nel mondo dei vivi. Il piccolo Cole è ossessionato da spaventose apparizioni di tali spiriti, finchè nella sua vita piomba il Dr. Malcolm Crowe, psicologo infantile…


Clamoroso successo ai botteghini di mezzo mondo, con oltre 670 milioni di dollari incassati (di cui 293 negli Stati Uniti) a fronte di un costo di produzione di soli 40 milioni, Il Sesto Senso ha reso famoso il nome di M. Night Shyamalan e rilanciato la stella di Bruce Willis, che sembrava tornata ad appannarsi dopo il successo di Pulp Fiction.

Alla sua terza regia dopo Playing with Anger del 1992 e Ad occhi aperti del 1998, l’allora 29enne regista nativo dell’India ha costruito un thriller sovrannaturale esaltato dal ribaltamento finale, espediente narrativo che sta alla base del successo del film e che Shyamalan ha tentato di riproporre anche in alcune delle sue pellicole successive.

Il film ottenne sei candidature all’Oscar, senza però vincerne nessuno. La pellicola vinse comunque il Nebula Award come miglior sceneggiatura cinematografica, assegnato dai membri dell’associazione che riunisce gli scrittori (non solo di cinema) di fantasy e fantascienza degli Stati Uniti.


La locandina statunitense di Il Sesto SensoTitolo: Il sesto senso (The Sixth Sense)
Regia: M. Night Shyamalan
Sceneggiatura: M. Night Shyamalan
Fotografia: Tak Fujimoto
Interpreti: Bruce Willis, Haley Joel Osment, Toni Collette, Olivia Williams, Trevor Morgan, Donnie Wahlberg, Bruce Norris, Glenn Fitzgerald, Mischa Barton, Peter Anthony Tambakis, Jeffrey Zubernis, Greg Wood, Angelica Tom
Nazionalità: USA, 1999
Durata: 1h. 47′


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Attualmente ci sono 9 commenti a questo articolo:

  1. Anonimo scrive:

    grazie ragazzi siete i migliori mi avete ftt prendere 10 ad un coompito grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!………..

  2. Alberto Cassani scrive:

    Prego. Adesso però ci spieghi bene com’è andata…

  3. Fabrizio scrive:

    Secondo me Shyamalan è propriamente indiano… eh-eh.

    Comunque, ho appreso che i film di questo regista (non so se venga considerata l’intera filmografia) hanno incassato nel mondo più di un miliardo e mezzo di dollari. E se si considera che “Lady in the Water” è andato malissimo, direi che non è niente male.

  4. Alberto Cassani scrive:

    Shyamalan è nato in India da genitori indiani ma ha sempre avuto la cittadinanza statunitense perché i suoi genitori erano già cittadini statunitensi quando è nato. L’unico motivo per cui è nato in India è perché sua madre ha voluto partorire nella sua città, ma lei e il marito si erano trasferiti a Philadelphia già da anni e ci sono tornati appena lei e il bambino sono stati in grado di viaggiare.

    La sua filmografia registica non è vastissima, solo 8 film più Avatar: The Last Airbender che sta girando adesso. A me risulta che abbiano incassato un totale superiore a miliardo e 800 milioni di dollari in tutto il mondo, di cui quasi 840 milioni negli Stati Uniti. E alla fine, Lady in the Water ha incassato 72 milioni di dollari in tutto il mondo, che non sarebbe una cifra disprezzabile se non fosse costato altrettanto.

  5. Fabrizio scrive:

    Appunto, sono un sacco di soldi (anche se “Il Sesto Senso” ha contrbuito, da solo, tantissimo).

  6. Guido scrive:

    Alberto, qual è la tua opinione sui film di Shyamalan?

    Secondo me è veramente abile nel costruire la suspense, i suoi film sono sempre pervasi da una tensione costante, un po’ meno dal punto di vista delle sceneggiature, con alcune ingenuità, più o meno evidenti.
    Nonostante questo, mi piacciono molto i suoi film (ho visto “Il Sesto Senso” e “Signs”), perché riesce sempre ad inserire una forte componente emozionale. Mi dispiace che la sua carriera si sia persa negli anni.

  7. Alberto Cassani scrive:

    A me è sempre piaciuto molto, a parte gli ultimi due film. E’ vero che nelle sue sceneggiature c’è sempre qualche ingenuità, e mi infastidisce la sua insistenza a interpretare personaggi secondari che poi hanno un ruolo di primo piano nello sviluppo della vicenda, però trovo che il modo in cui costruisce le trame sia sempre molto appassionante, a prescindere dal twist-ending di cui è stato per un po’ schiavo. Il problema è che pare sia un pallone gonfiatissimo, quindi fino a quando non ritrova il grande pubblico i produttori sono ben felici di non lavorare con lui.

  8. Marco scrive:

    Rivisto per l’ennesima volta ed è ancora un bel vedersi grazie all’ottima qualità sia artistica che tecnica che non scade col tempo.
    Personalmente la scena più bella è la confessione che Cole fa alla madre in macchina.

    In tal proposito mi sono sempre posto alcuni quesiti per esempio uno fra tutti: come fa Willis a non accorgersi per così tanto tempo di essere un fantasma? Nel senso oltre a Cole non ha mai parlato con nessun altro?
    Il rapporto con la moglie si è logorato così tutto d’un botto dopo l’incidente?
    Albe se ti ricordi bene o male il film potresti darmi una tua impressione?

  9. Alberto Cassani scrive:

    Non me lo ricordo nei dettagli, quindi non so quanto possa essere utile, ma non mi pare che venga data alcuna indicazione sul rapporto di Willis con la moglie prima dell’inizio del film. Per quanto riguarda invece gli altri, lui semplicemente non si rende conto di non riuscire a interagire con loro: così come pensa che la moglie non gli parli apposta, non si accorge che gli altri si muovono per caso e non per lasciarlo passare. Non ha alcun contatto vero e proprio con altri se non la moglie e il bambino, perché essendo depresso per il fallimento del suo matrimonio si getta nel caso di Cole e non si accorge di tutto il resto del mondo.

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