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"Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell’Anello" di Peter Jackson

19 gennaio 2002 Recensioni 8 Commenti
Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello

Medusa, 18 Gennaio 2002 – Fantastico

Dei 20 Anelli del Potere forgiati da Sauron, uno è il più potente e pericoloso. Bilbo Baggins era riuscito a impossessarsene e lo ha affidato a suo nipote Frodo e alla Compagnia dell’Anello, che dovrà affrontare un lungo viaggio, guidati dallo stregone Gandalf, per portare l’Anello nelle Gole del Destino…


Elijah Wood e l'AnelloUscito tra il 1954 e il 1955, diviso in tre parti – La Compagnia dell’Anello, Le due Torri e Il ritorno del ReIl Signore degli Anelli è uno dei più famosi romanzi fantasy mai scritti, che stupisce per la maniacale precisione con cui viene descritto un mondo che non esiste – la Terra di Mezzo – dove vivono personaggi che non esistono, hobbit, nani, elfi, orchi… con altrettanto inventati idiomi. Semplice e al tempo stesso complesso, il romanzo è capace di affascinare chiunque, di riuscire a far immergere completamente il lettore in un mondo che dispiace alla fine abbandonare. Filo conduttore del romanzo è naturalmente l’innata lotta tra Bene e Male, della sfida tra un mezzuomo, un hobbit, e il Male supremo rappresentato da Sauron, ma soprattutto da quell’Anello che riesce a trasformare qualunque cosa in cattiveria; ma anche il senso di amicizia vera che nasce tra i diversi rappresentanti della Compagnia, come Legolas e Gimli astiosi l’un con l’altro prima, amici per la pelle poi.

Ian McKellen e Elijah WoodTolkien, l’autore del romanzo, non è mai stato pienamente d’accordo ad una trasposizione cinematografica; se è vero che il pensiero abbia balenato nella mente di Kubrick, solo pochi ci hanno provato, e i risultati sono stati deludenti, è il caso del cartone animato realizzato da Ralph Bakshi nel 1978. Ma dopo quasi cinquant’anni, Peter Jackson decide di provarci e di portare sul grande schermo una storia che sulla carta è a dir poco epica. Il risultato è un film dal forte impatto visivo, che tenta di stupire e coinvolgere ad ogni costo; la sceneggiatura scritta dallo stesso regista assieme alla moglie Fran Walsh e a Philippa Boynes, ripercorre quasi fedelmente la storia del libro, ampliando il ruolo di Arwen, solo menzionata da Tolkien, ed eliminando il personaggio di Tom Bombadil che aiuta Frodo nel suo viaggio.

Viggo MortensenCerto l’ideale sarebbe leggere il libro e poi vedere il film, per avere un maggiore coinvolgimento e per non perdersi nei meandri di una storia vasta, che qui è “ridotta” a quasi tre ore. Le parti migliori sono sicuramente l’inizio, con la voce fuori campo che narra la nascita degli Anelli; quella dello scontro fra gli stregoni, il buon Gandalf e il cattivo Saruman e il viaggio all’interno delle Miniere di Moria con lo scontro fra Barlog e Gandalf, al ponte di Khazad-dum. La regia è a dir poco spericolata: selvaggi movimenti di macchina, inquadrature che vanno dal volo di uccelli fin dentro le cavità terrestri compiendo percorsi che più intricati non si può; ma se tutto ciò è adatto a rappresentare momenti come quelli sopra citati della lotta fra i due stregoni, la macchina da presa avrebbe dovuto “irrigidirsi” nei momenti più riflessivi, come quelli all’interno della casa di Bilbo. Ma forse impaurito dalla durata, Jackson ha pensato di non far distogliere lo sguardo dello spettatore dallo schermo nemmeno per un secondo, cercando invece di avvolgerlo e coinvolgerlo completamente, e di rappresentare l’epica storia attraverso movimenti mozzafiato di macchina, che comunque hanno alla fin fine motivo di esserci, più che in altri film.

Christopher LeeGrande apporto al risultato complessivo del film l’hanno avuto tutti quanti: gli interpreti sono uno meglio dell’altro, Wood è perfetto nella parte di Frodo (col suo sguardo espressivo riesce anche a commuovere quando serve), così come Ian Holm in quella di Bilbo; straordinari Ian McKellen e Christopher Lee, non vedremo un buono e un cattivo così per un bel pezzo nel cinema a venire. Viggo Mortensen è una rivelazione e Hugo Weaving, Orlando Bloom e Cate Blanchett, rispettivamente Elrond, Legolas e Galadriel, hanno azzeccato in pieno i loro ruoli. Meno convincenti Liv Tyler, col suo personaggio ancora tutto da definire e comunque dubbioso, e Sean Bean con la sua interpretazione quasi forzatamente viscerale.

Ian McKellen in una scenaMa il film non avrebbe mai preso vita senza l’ausilio degli effetti speciali, fondamentali in storie di questo tipo, e tutti quanti funzionali, come quelli utilizzati per rappresentare la differenza di altezza tra gli Hobbit e il resto dei personaggi. Perfette le riproduzioni della Contea, di Isengard, delle Miniere di Moria, di Gran Burrone, anche se alcuni effetti, pur non risultando scarsi, hanno un aria artificiosa, come quelli nella scena in cui i protagonisti corrono verso il ponte di Khazad-dum e la macchina da presa li inquadra da lontano. Magniloquente la colonna sonora, realizzata da Howard Shore, perfetta nel ricreare le emozioni, trasformandole in note e cori, con l’aggiunta di due canzoni di Enya che sottolineano l’incontro a Gran Burrone di Arwen e Aragorn, e quella dei titoli di coda. Fotografia adatta di Andrew Lesnie.


La locandinaTitolo: Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello (Lord of the Rings: the Fellowship of the Ring)
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Fran Walsh, Peter Jackson, Philippa Boynes
Fotografia: Andrew Lesnie
Interpreti: Elijah Wood, Ian McKellen, Viggo Mortensen, John Rhys-Davies, Christopher Lee, Ian Holm, Hugo Weaving, Liv Tyler, Orlando Bloom, Cate Blanchett, Sean Bean
Nazionalità: USA – Nuova Zelanda, 2001
Durata: 2h. 58′


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Attualmente ci sono 8 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo scrive:

    Oggi ho finito di leggere il libro e mi sono catapultato a (ri)vedere il film.
    Jackson ha tolto qualcosina dal libro, ad esempio non è approfondito il personaggio di Tom Bombadillo e nel film frodo non riceve una lettera da gandalf che gli dice che granpasso è aragorn sotto falso nome.
    Mi è piaciuto molto come Jackson ha reso un libro complesso, lungo e pignolo nei particolari ( come è solito fare tolkien ), un film d’azione, grandioso quanto scorrevole, avvincente e drammatico, ma sul serio il libro è tutt’altra cosa.
    Che dire, film straordinario. la sequenza del balrog mette i brividi.
    Ma non ho ancora capito, chi è il signore degli anelli? è frodo o sauron?

  2. Nicola scrive:

    Io volevo capire invece una cosa: come mai gandalf si è fermato ad affrontare il mostro che comunque sarebbe caduto dal ponte?

  3. Marco scrive:

    @Nicola: si è sacrificato in nome della missione della Compagnia, altrimenti li avrebbe uccisi tutti quanti e addio salvezza della Terra Di Mezzo.

  4. Riccardo scrive:

    Marco, dalla tua risposta si capisce che non hai letto il signore degli anelli (senza rancore eh:) ): In realtà Gandalf era destinato a scontrarsi con il Balrog, solo così poteva morire per rinascere come Stregone Bianco, quindi capo degli Istar e con un potere che eguaglia quello di Sauron. Quanto al Balrog, non è un demone qualunque, ma uno degli angeli caduti (come per Lucifero nella tradizione cristiana) che hanno scelto la via del male. Questa scena come molte altre presenti nella trilogia è incomprensibile su alcuni lati, a chi non ha letto il libro. Ovvio che il Balrog sarebbe caduto dal ponte comunque ma si trattava dell’iniziazione di Gandalf a Stregone Bianco che pretende uno scontro con un esponente del male assoluto.

    a chi è piaciuto il film e il libro consiglio di leggersi il Silmarillion narra quando Morgoth aveva un intero esercito di Balrog e Draghi nella Guerra dell’Ira, la scena più epica mai descritta in un’opera fantasy.

    Ma come mai così pochi commenti a quello che è un capolavoro???

  5. Riccardo scrive:

    Due giorni fa si è spento Gianni Musy, il doppiatore di Gandalf. se quel personaggio funzionava al 100% era anche per l’adattamento italiano. Addio Gianni, ci mancherà la tua voce rassicurante ed esotica :(

    Ho caricato un piccolo omaggio a Gianni su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=x88HXMA6FgU

    Se volete invece visitare il mio canale http://www.youtube.com/user/MrVegeth96

  6. Marco scrive:

    Concordo in tutto e per tutto con la recensione. Avvincente.

  7. Marco scrive:

    Albe come reputi “Creature Del Cielo”? L’ho appena visto e debbo dar ragione a tutte le lodi che si è preso al momento della sua uscita.
    Storia ben scritta, montata ed interpretata, valorizzata dalla magnifica regia di Jackson, che già era uno dei pregi del precedente “Splatters”.
    Ottime anche le scenografie, la fotografia ed effetti della neonata “Weta”.
    La Winslet era già destinata a divenire una delle più grandi attrici.

  8. Alberto Cassani scrive:

    Non mi era piaciuto. L’avevo trovato molto ben girato ma con una storia tutto sommato poco interessante. La Winslet è vero che era già chiaramente brava (ma forse lo si notava di più in “Jude”), ma mi stava già chiaramente antipatica.

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