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"Il Signore degli Anelli - Le due torri" di Peter Jackson

18 gennaio 2003 Recensioni 2 Commenti
Il Signore degli Anelli - Le Due Torri

Medusa, 16 Gennaio 2003 – Grandioso

La Compagnia dell’Anello si è divisa. Frodo e Sam sono diretti al Monte Fato, l’unico luogo dove l’Unico Anello può essere distrutto. Durante il loro cammino s’imbattono in Smeagol, il vecchio possessore dell’anello che, sopraffatto dall’alter-ego Gollum, tenta di riprendersi il proprio “tesssoro”…


Viggo MortensenSeguito de La Compagnia dell’Anello, diretto da un Peter Jackson che non perde tempo in inutili preamboli (basta l’incubo iniziale di Frodo a tappare la bocca a tutti quelli che volevano un prologo), e che ci catapulta direttamente al centro dell’azione, durante il combattimento tra Gandalf e il Balrog nel cuore della Montagna. Tre ore filate che bastano appena al regista per definire una storia vastissima, carica di avvenimenti e di personaggi che approfondiscono la loro personalità, come Aragorn e Frodo, e di nuovi protagonisti come la creatura Gollum. La storia si complica e di conseguenza anche la sceneggiatura, il rischio maggiore, data la notevole quantità di personaggi impegnati in ambiti diversi, era quello di non riuscire a creare una omogeneità nella trama, cioè che il passaggio da una storia all’altra risultasse troppo forzato. Se questo per certi aspetti è vero, lo si nota maggiormente nella parte in cui gli Hobbit Marry e Pipino parlano con Barbalbero, e in alcuni dialoghi che, seppur riusciti, smorzano il dramma o risultano non esattamente appropriati. Un esempio lampante sono le battutine di Gimli che qui sembra essere diventato una sorta di cabarettista. Per il resto tutta la vicenda è permeata da una continua atmosfera cupa e apocalittica, piena di città in rovina, dove Frodo inizia a soccombere al volere dell’Anello, Saruman getta morte ovunque posi il suo sguardo e l’inevitabile battaglia finale sembra sempre di più la fine di tutto.

Ian McKellenSe da una parte il personaggio di Frodo inizia a scoprire il proprio lato oscuro, dall’altra Aragorn diventa sempre più virtuoso e complesso, forte ma al tempo stesso triste per l’amata Arwen lasciata a Gran Burrone, mentre il fato gli fa conoscere Eowyn (Miranda Otto) che sembra innamorarsi di lui. Ma la vera rivelazione del film è Gollum, personaggio modellato al computer sulle movenze dell’attore Andy Serkis, che attraverso il motion control ha dato vita a quella che probabilmente è la migliore creatura digitale (sotto tutti i punti di vista, non solo a livello tecnico) mai creata. La spiegazione è semplice: gli sceneggiatori e il regista hanno trattato Gollum come fosse un attore normale, forse anche meglio, scrivendo per lui una parte complessa che richiedeva una fisicità inconsueta e che rischiava di scivolare sempre nel ridicolo involontario. Insomma, quello che altrove avremmo etichetto e bollato come grottesco (i dialoghi di Goblin in Spider-Man) qui diventa un esempio di comportamento psicotico degno di uno dei migliori film sullo sdoppiamento della personalità. E quello che altrove è solo sfoggio tecnologico (il personaggio di Jar Jar di Star Wars 1) qui diventa pura volontà di plasmare la tecnica al volere della narrazione.

Un'immagine pubblicitaria di Gollum (Andy Serkis)La regia rispetto al primo episodio migliora, divenendo più matura e robusta, anche se Jackson non si lascia certo scappare l’opportunità di giocare con la macchina da presa come solo lui sa fare. Le scene migliori sono sicuramente quelle in cui Gollum è protagonista e quelle dello scontro finale, dove la macchina da presa vola letteralmente sopra le mura del Fosso di Helm mostrandoci l’immensa battaglia che richiama alla memoria quella di Braveherat e di Giovanna d’Arco. Il regista riesce inoltre a ricreare un’atmosfera epica che tocca il culmine massimo quando gli orchi riescono ad entrare nella fortezza di Re Tehoden. Una scena da antologia su tutte è quella di Gandalf che “esorcizza” dal male il Re, di cui Saruman si era impossessato, e che prelude ad un incontro diretto fra i due stregoni che vedremo sicuramente nel terzo capitolo.

Brad Dourif e Karl UrbanGli attori sono tutti ottimi ed al cast già vasto del primo episodio si aggiungono volti nuovi, come quello di Miranda Otto, perfetta nella parte di Eowyn, possibile rivale in amore di Arwen; quello di Bernard Hill nel glorioso ruolo di Re Tehoden e quello di Brad Dourif, il biforcuto consigliere Grima Vermilingua. Wood nella parte di Frodo riesce a proporre egregiamente il lato oscuro del personaggio e McKellen, che si vede ridotta la parte rispetto al primo episodio, non aggiunge nulla di nuovo alla sua interpretazione, come del resto anche Christopher Lee. Più enfatica invece quella di Sean Astin, mentre nella norma quella di Bloom e Rhys-Davies. Apparizioni per Liv Tyler, Cate Blanchett e Hugo Weaving.

Elijah WoodGli effetti speciali a cura della Weta sono quasi sempre ottimi: se sbalordiscono quelli della battaglia finale o quelli utilizzati per creare Gollum, altri come quelli della scena del Cancello Nero non sono sempre all’altezza, e l’utilizzo delle miniature è più palese che nel primo episodio. Howard Shore, che ha composto la colonna sonora del film, potrebbe benissimo fare il bis e vincere il secondo Oscar consecutivo: le sue musiche sono a dir poco strabilianti, perfettamente in tono con l’atmosfera del film. Bellissimo il tema d’accompagnamento per l’avvento degli uomini, con violini antichi in sottofondo, e la canzone dei titoli di coda scritta da Fran Walsh per cui vale la pena rimanere seduti fino alla fine.


La locandinaTitolo: Il Signore degli Anelli – Le Due Torri (Lord of the Rings: The Two Towers)
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Fran Walsh, Philippa Boyens, Stephen Sinclair, Peter Jackson
Fotografia: Andrew Lesnie
Interpreti: Viggo Mortensen, Ian McKellen, Elijah Wood, Andy Serkis, Liv Tyler, Sean Astin, Cate Blanchett
Nazionalità: USA – Nuova Zelanda, 2002
Durata: 2h. 59′


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Attualmente ci sono 2 commenti a questo articolo:

  1. Marco scrive:

    Ottima recensione complimenti. La scena dell’entrata ad Edoras fino all’esorcismo del re è veramente da antologia. I brividi, anche grazie alla superba musica.
    Battaglia finale molto emozionante.
    Capolavoro.

  2. Riccardo scrive:

    Senza dimenticare quella epica di gandalf contro il balrog nel sogno di frodo :)

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