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"Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo" di Steven Spielberg

19 maggio 2008 Recensioni 14 Commenti
Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo

Universal, 23 Maggio 2008 – Rocambolesco

Per salvare la madre di un ragazzo e un amico dai russi, Indiana Jones va a caccia del teschio di cristallo, misterioso manufatto che si dice abbia particolari poteri psichici. Sua rivale la temibile scienziata sovietica Irina Spalko; assieme a lui il giovane Mutt, il compagno Mac e una vecchia fiamma di ritorno dal passato…


L'ombra di Harrison Ford in una scenaEvento per davvero. Atteso vent’anni, sospirato, rimandato, accertato e finalmente giunto per orde di fan, cinefili e appassionati cresciuti all’insegna di un uomo con frusta e cappello. Una delle maggiori icone popolari del nostro tempo risorge a nuova vita: Indiana Jones è tornato. A 19 anni di distanza dal terzo capitolo, Steven Spielberg – aiutato dal sodale George Lucas – riprende il più grande avventuriero della storia del cinema e lo butta in pasto alla mitologia Maya e alla guerra fredda. Seppur con tutti i distinguo del caso, il risultato non fa rimpiangere gli altri episodi della serie.

Scritto da David Koepp (dopo numerose riscritture e passaggi di mano) su soggetto di Lucas e Jeff Nathanson, un film d’avventura poderoso e spettacolare che, come nella tradizione del vecchio Indiana, mescola l’azione, il mistero esotico e il misticismo fantastico, osando stavolta un tocco deciso verso la fantascienza.

Cate BlanchettAmbientato nel 1957, tra gli Stati Uniti e la Cordigliera delle Ande, il film sembra una summa del percorso cinematografico di Spielberg e del suo personaggio, dove l’azione, l’avventura, la ricerca dell’ignoto, la fascinazione mistica, il luna park visuale ed emotivo di parte del suo cinema si fonde in un grandioso fumettone fatto di fanciullesca avventura, che in filigrana racconta il pesante cambio politico con tocchi di perfida ironia (negli USA preda del Maccartismo, la nazione è piena di agenti del KGB) ed anche il cambio di tempi, nello spirito del racconto e dell’esotica fascinazione per l’avventura.

Harrison Ford e Shia LaBeoufDopo il classico prologo molto ben costruito, Spielberg cerca di ravvivare un cinema scomparso con il precedente episodio della saga, aggiornandolo appena (a parte il finale) al digitale, regalando ai fan un sicuro e avvincente divertissement fatto di ritmo rocambolesco, struttura classica di enigmi e trappole che – oltre a quella delle serie – ha fatto la fortuna dei videogiochi, sequenze d’azione portentose (su tutte il lunghissimo inseguimento nella giungla), mistero mitologico e humour sornione. Fino a un finale discutibile, in cui la fantascienza irrompe, eccede, stona, nonostante la coerenza con le ossessioni spielberghiane.

Shia LaBoeuf e Karen Allen in una scenaLa sceneggiatura, solida ovviamente, ha il solo limite di una certa programmaticità e compiacimento nell’accumulare elementi e ingredienti attesi e consueti, più per il piacere del fan che per esigenza narrativa. Detto questo Spielberg realizza il miglior film possibile, date le differenze di tempo e modo cinematografico, restando fedele alle commedie d’azione anni ’30-’40, sia nella narrazione sia nelle scelte stilistiche, e usa lo spazio – filmico e fisico – i luoghi, i cliché, come solo i grandi registi sanno fare.

Igor Jijikine e Harrison Ford in una scenaA perpetrare il mito dell’archeologo con la frusta, concorre la straordinaria presenza scenica d Harrison Ford, scattante anche a 65 anni e pienamente conscio del fascino del suo sorriso, coadiuvato dall'”erede” Shia LaBoeuf (gustoso il loro scambio di sguardi finale), dalla ritrovata Karen Allen e dalla trasformista Cate Blanchett. Tornate bambini, salite sulla giostra, e godetevi l’intrattenimento del cinema puro: è quello che chiedono allo spettatore Lucas e Spielberg. E’ quello che facciamo senza indugi.


La locandinaTitolo: Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull)
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: David Koepp
Fotografia: Janusz Kaminski
Interpreti: Harrison Ford, Cate Blanchett, Karen Allen, Ray Winstone, John Hurt, Jim Broadbent, Shia LaBeouf, Igor Jijikine, Dimitri Diatchenko, Ilia Volokh, Emmanuel Todorov
Nazionalità: USA, 2008
Durata: 2h. 03′


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Attualmente ci sono 14 commenti a questo articolo:

  1. […] un blog intitolato The House Next Door. Probabilmente nella sua Top Ten per il 2008 ci sarà Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo ma non Il Cavaliere Oscuro, che ha demolito in una critica lunga 1.500 parole all’inizio […]

  2. Edoardo scrive:

    La prima parte del film diverte (spettacolare la scena con Ford e LaBeouf in moto)…ma il resto l’ho trovato anti-Indiana Jones,eppoi diavolo,che c’entrano gli alieni con il vecchio Indy?

  3. Alberto Cassani scrive:

    E’ che ormai George Lucas è completamente andato… Pare sia stata un’imposizione sua, che ha tra l’altro portato alla rinuncia di Frank Darabont a riscrivere per l’ennesima volta la sceneggiatura, così è stato sostituito da David Koepp.

  4. Fabrizio scrive:

    E’ solo tanto di guadagnato per Darabont: non c’è il suo nome nei titoli di questo film e i suoi bravi soldi se li è messi in saccoccia comunque.

  5. Sebastiano scrive:

    Il problema del film non e’ nel contenuto ma nella forma. Come per ogni film, del resto.
    Mistero e soprannaturale si sono sempre visti con Indiana Jones, e quindi gli alieni andavano solo trattati meglio, non necessariamente evitati. E’ piu’ assurda la scena del frigorifero, se ci pensate, pero’ “funziona”.

  6. Edoardo scrive:

    Si,la scena del frigorifero è un assurdità,non si capisce come diavolo abbia potuto sopravvivere a un esplosione del genere e a tutte le botte che ha preso quel frigorifero! E non ne è uscito neanche tanto ferito… Ebbene si,George Lucas è andato.

  7. Riccardo scrive:

    è considerato il peggiore della serie ma io non lo ho trovato così male, è un bellissimo film d’azione.

  8. Marco scrive:

    Io non lo paragonerei minimaente alla trilogia 80’s ma più che altro alla trilogia della Mummia, alla saga National Treasure e ai film di Tomb Raider (che fra l’altro proprio quest’ultimi si rifacevano alla trilogia di Indy) e secondo me Spielberg, Koepp e Lucas hanno prodotto il miglior sequel che potevano fare, tenendo sempre conto della moda dei film d’avvenutra di questi tempi (ecco le somiglianze con le saghe già succitate) perchè, ovviamente, un progetto così deve avere un introito.

    Personalmente reputo lo script simpatico, carino, che fila via liscio come l’olio, senza che uno si ponga troppe domande su “ma come fa?” ma godendosi il roller-coaster, la cui, ammettiamolo, regia di Spielberg è eccezionale per questo tipo di film, vedasi le scene d’azione splendidamente girate e montate.
    Vi è posto anche per delle battute geniali.
    Per un fan sfegatato della saga come me poi è stato uno spasso vedere le citazioni dei tre film precedenti come anche il ritorno di Karen Allen.

    Ovviamente alcune pecche vi sono: troppi effetti CGI (ma comunque è gia tanto che non abbiano ringiovanito Ford con gli effetti digitali), scene che si potevano tranquillamente evitare e una Cate Blachett fuori posto, proprio come il suo personaggio, un John Hurt messò li a caso e mal sfuttato, la musica di Williams che stavolta fa cilecca dato che ripesca solo i motivi dei film preceenti che, ovviamente, rimangono sempre stupendi e un finale che avrà fatto sicuramente piacere a Spielberg e Lucas ma che a me sinceramente non mi è tanto piaciuto (causa anche degli onnipresenti effetti CGI).
    Fotografia bella, scenografie stupende (le scene delle cascate e scena finale con l’inondazione) e regia, come già detto, ottima.
    Comunque reputo il personaggio di LaBoeuf il migliore del film, anche grazie alla sua intepretazione da bullo che gli si addice (comunque orribile la sua scena sulle liane!), il personaggio di Karen Allen è si una gioa per i fan ma troppo sopra le righe e troppo finto (causa anche della sua non bella interpretazione).
    Ford, che dir si voglia, io lo trovato come sempre un ottimo Indiana, nel bene e nel male.

    Ma comuque dai, un fan della saga si forse si sarà un pò adirato, forse sarà stato deluso inizialmente ma sicuramente il DVD a casa c’è l’avrà sicuramente!

  9. capirebattiato scrive:

    la vera domanda è:
    ma Spielberg non riesce più a girare\produrre un film senza Shia LaBeouf?
    e; ce n’era veramente bisogno?

    l’ho visto al cinema e mi ha fatto un po’ l’effetto di Jordan che torna per giocare coi Wizards
    o Schumacher che si rimette al volante della McLaren..

    Insomma, a me piace ricordarlo così (Indiana Jones).. col Babbo Barbuto, il Santo Graal e il Tramonto mediorientale come orrizonte

  10. Alberto Cassani scrive:

    Esatto: al di là di tutti i discorsi sull’apprezzamento o meno al film, l’unica cosa che davvero conta è la domanda “ma ce n’era veramente bisogno?”

  11. Andrea scrive:

    Il problema è che se i produttori di film si chiedessero “ma ce n’è veramente bisogno?” la produzione cinematografica mondiale calerebbe del 75%. Quella italiana poi del 90..
    Purtroppo (per gli spettatori) o per fortuna (per chi ci lavora) non funziona così…

  12. El Duderino scrive:

    Bellissimo film d’azione proprio no….no….no

    Consiglio vivamente di vedere al riguarda la puntata di South Park “Il problema Cina”, stagione 12, episodio 8.

    (per i meno sensibili, naturalmente)

  13. […] decisione abbastanza improvvisa: sulla scorta di quanto fatto da altri in occasione della prima di Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo a Cannes qualche anno prima, avrei fatto un liveblogging del film, raccontando agli amici di […]

  14. Alessandro scrive:

    Da anni sono un fan sfegatato di Indiana Jones e ditemi quello che vi pare ma questo quarto episodio non sfigura per niente di fronte ai precedenti tre, lo stile di Spielberg rimane fedele ai precedenti ed è un piacere rivedere Harrison Ford nuovamente con cappello e frusta anche se gli anni si sentono. La trovata degli alieni non l’ho trovata per nulla banale e ben integrata nella storia e gestita come sempre con dovizia dal “Papà di E.T.”
    Con Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo sembra di tornare indietro nel tempo, bella inoltre la trovata del rapporto padre e figlio messa in atto dai bravissimi Harrison Ford e Shia Labeouf che richiama il confronto padre figlio del predeccessore con il grande Sean Connery.
    Ognuno dei 4 capitoli mi ha regalato grandi emozioni e sinceramente questo calo di qualità in Spielberg anche parlando di opere recenti io non lo vedo assolutamente!

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