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"Interstella 5555" di Kazuhisa Takenouchi

28 luglio 2003 Recensioni 0 Commenti
Interstella 5555

Revolver, 10 Ottobre 2003 – Sognante

Quattro musicisti provenienti da un’altra galassia vengono rapiti da un malvagio impresario, il cui scopo è quello di manipolarli e trasformarli in un gruppo pop di fama intergalattica, per arricchirsi alle loro spalle…


Una scena di Interstella 5555Praticamente tutti gli appartenenti a quella che una volta era definita la “X-Generation”, quelli nati nella prima metà degli anni 70, sono cresciuti guardando in TV la prima grande ondata di cartoni animati giapponesi che arrivava nel nostro paese. La maggior parte di quei cartoni erano di ambientazione fantascientifica. Uno degli autori di punta di quegli anime era Leiji Matsumoto, creatore tra gli altri di Capitan Harlock e Galaxy Express 999. I suoi lavori, che spesso riguardano l’esplorazione dello spazio, sono sempre stati intrisi di uno spirito romantico in qualche modo paragonabile a quello dei western classici, ma sono anche dotati di un’ironia sottile e mai stupida e contraddistinti da una costruzione visiva estremamente personale e di grande effetto.

Una scena di Interstella 5555Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem Christo sono due ragazzi francesi nati il primo nel 1974 e il secondo l’anno successivo. Noti nell’ambiente musicale con il nome di Daft Punk, hanno pubblicato nel 2001 il loro secondo album, Discovery. In quell’occasione, i due si sono rivolti a Leiji Matsumoto per la realizzazione di quattro videoclip collegati tra loro, che narrano la storia di un gruppo musicale di un’altra galassia fatto rapire da un impresario terrestre senza scrupoli che vuole arricchirsi e diventare l’uomo più potente del mondo. Interstella 5555 è la naturale prosecuzione di quei quattro video; vi viene raccontata tutta la storia dei Crescen Dolls attraverso le canzoni dei Daft Punk, riprendendo quei primi quattro video e proponendo nuove sequenze.

Una scena di Interstella 5555Guardando Interstella 5555 si ha quasi la sensazione di essere tornati ai tempi dei concept album di Pink Floyd e Who, che davano vita a film musicali come The Wall e Tommy. La capacità dello staff guidato da Matsumoto, però, è quella di creare un film interamente musicale, del tutto privo di dialoghi (anche le canzoni sono senza testo) ma che sa raccontare con chiarezza ed efficacia una storia certo non semplice, vista anche la breve durata della proiezione. Con questa struttura, è chiaro che l’efficacia delle singole sequenze dipenda in buona parte dalla riuscita delle musiche, e se da questo punto di vista l’inizio è ottimo (davvero bella One more time), nella parte centrale il film sembra perdere di coesione. Prova ne è la visivamente bellissima sequenza della salita dei protagonisti verso il castello del cattivo, rovinata da un brano che fa il verso a Mozart e sembra del tutto fuori luogo in questa pellicola.
Pellicola? In realtà, appare ovvio come Interstella 5555 debba molto al mezzo televisivo per il quale le sue prime sequenze erano state pensate: dal formato 1,33 dello schermo alla durata quasi uniforme delle diverse sequenze narrative (non dei brani musicali) all’ora e poco più di proiezione, il film sembra davvero confezionato per la fruizione televisiva. Ma nel suo complesso è decisamente valido. Tanto di cappello, dunque, alla Quinzaine des Realisateurs di Cannes 2003 che l’ha inserito in programma e alla Revolver che lo distribuisce nelle nostre sale.

Anche se la regia è affidata a Takenouchi, il design dei personaggi è chiaramente opera di Matsumoto, e per quanto la sceneggiatura sia scritta dai due “robot” francesi (che si riservano anche una comparsata nel corso del film) le tematiche e le trovate sono di chiaro stampo matsumotiano. E anche se è evidente la differente impostazione che hanno le quattro sequenze originali rispetto al resto, in quanto a montaggio e ritmo narrativo, il film nel suo insieme sa trasportare il pubblico nell’atmosfera voluta da Matsumoto, sa raccontargli con la giusta enfasi una storia originale e tutto sommato profonda, e sa – massì… – fargli apprezzare anche le musiche dei Daft Punk.


La locandina di Interstella 5555Titolo: Interstella 5555 (Daft Punk & Leiji Matsumoto’s Interstella 5555: The 5tory of the 5ecret 5tar 5ystem)
Regia: Kazuhisa Takenouchi
Sceneggiatura: Thomas Bangalter & Guy-Manuel de Homem-Christo (Daft Punk), Cédric Hervet
Fotografia: Fumio Hirokawa, Haruhiko Ishikawa
Interpreti:
Nazionalità: Giappone – Francia, 2003
Durata: 1h. 07′


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