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"John Rambo" di Sylvester Stallone

4 marzo 2008 Recensioni 31 Commenti
John Rambo

IIF, 22 Febbraio 2008 – Povero

In Thailandia, Rambo è ingaggiato da un gruppo di missionari per far loro da scorta in una rischiosa missione umanitaria: portare aiuto ad una popolazione birmana, da anni oppressa dal regime di Rangoon. Nel corso del viaggio alcuni dei missionari sono fatti prigionieri dall’esercito…


Sylvester StalloneDopo anni di battaglie e infinite peripezie, John Rambo si è ritirato a vita solitaria in Thailandia, nella zona del fiume Salween, dove si guadagna da vivere lavorando su un battello e cacciando serpenti. Al termine di una battuta di caccia, viene avvicinato da un gruppo di missionari giunti a lui per chiedergli di guidarli sino al confine con la Birmania, paese in cui è in corso da più di sessant’anni una guerra civile che somiglia sempre più ad un genocidio. Nonostante le riluttanze iniziali e diversi tentativi di dissuasione, Rambo accetta di traghettare i volontari sino al villaggio in cui intendono prestare soccorso, ma non fa neppure in tempo a risalire il fiume che per lui è di nuovo ora di combattere…

Una scenaL’intreccio è ridotto ai minimi termini (per usare un eufemismo), la sceneggiatura è talmente diluita da riuscire a far sembrare fuori misura una proiezione della durata di appena un’ora e mezza, e il personaggio di John Rambo viene reso con una piattezza se possibile superiore a quella cui si era arrivati in Rambo III. Le scene di guerriglia, almeno, sono ben dirette e altrettanto ben montate, nonostante si avverta come eccessivo il novero di teste ed arti che schizzano in aria in primo piano. Non proprio un quadro esaltante, quello che ci si para davanti.

Sylvester StalloneVoleva riservare un commiato accorato ed innalzante anche a John Rambo, Stallone, dopo che con Rocky Balboa l’impresa di restituire decoro e “calore” al suo caro vecchio pugile gli era tutto sommato riuscita, pur con qualche riserva. Ma se il proposito era (come di fatto era) quello di elevare il protagonista al di sopra del suo marchio, staccandolo da ciò che aveva filmicamente rappresentato in passato (da qui la scelta del titolo), questa volta l’attore-regista ha mancato il bersaglio di un miglio. Rambo è il solito orso immusonito e malinconico, ma lo capiamo dall’espressione pietrificata di Stallone e da una manciata (non di più) di dialoghi messi lì “perché si deve”, senza alcuna capacità di raccordo narrativo o di approfondimento, anche minimo, sul personaggio. Semplicemente, sembra non si veda l’ora che il nostro ex Berretto Verde inizi a far esplodere i primi crani e a far urlare i mitragliatori. E al diavolo ogni principio di introspezione ed analisi. Insomma, non vi è traccia di una qualsivoglia evoluzione tematica rispetto ai precedenti due capitoli della saga; anzi, siamo in piena regressione.

Una scenaLo Stallone-regista, la cui poetica espressiva ha sempre mostrato limiti inscalfibili, non ci nega ovviamente uno dei suoi marchi di fabbrica: l’ennesima scena (ogni suo Rocky ne ha almeno una) in cui vengono visivamente rievocati spezzoni di vita vissuta del protagonista, ripresi dai film precedenti oppure costruiti a posteriori. Trattasi qui di un innesto inutile quanto ingiustificato, che serve solo a riempire un breve momento di stasi prima che i proiettili riprendano a fischiare. Fortunatamente, quando si tratta di far cantare l’artiglieria pesante Stallone tira fuori il meglio del suo repertorio, nonostante il supporto di una fotografia meno che mediocre e l’ovvia necessità di limitare il dinamismo del suo personaggio, salvando quanto meno la facciata spettacolare del film. Un film che, però, davvero non offre nient’altro di vagamente rilevante e il cui nulla narrativo si esaurisce in una scena finale visivamente fiacca e attaccata con il nastro adesivo al resto della pellicola, il saluto finale ad un vecchio guerriero che in fondo ci mancherà ma dal quale avremmo voluto separaci diversamente.


La locandina statunitenseTitolo: John Rambo (Rambo)
Regia: Sylvester Stallone
Sceneggiatura: Art Monterastelli, Sylvester Stallone
Fotografia: Glen MacPherson
Interpreti: Sylvester Stallone, Julie Benz, Matthew Marsden, Graham McTavish, Reynaldo Gallegos, Jake La Botz, Tim Kang, Maung Maung Khin, Paul Schulze, Cameron Pearson, Thomas Peterson, Tony Skarberg, James With, Supakorn Kitsuwon
Nazionalità: USA, 2008
Durata: 1h. 31′


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Attualmente ci sono 31 commenti a questo articolo:

  1. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Proprio ieri ho visto in dvd il primo rambo e devo dire che è un film bellissimo.
    Me ne sono innamorato subito.
    Il finale poi è veramente magistrale.
    Rambo I entra nella cerchia ristretta dei film che toccano il cuore.

  2. Alberto Cassani scrive:

    Il primo è molto bello, gli altri non sono mai riuscito a guardali per intero.

  3. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Concordo con te Alberto, il primo è veramente molto bello.
    Poi, il monologo finale di Rambo mi ha tremendamente commosso.
    Ecco perché dico che è un film che ha toccato il cuore.

    Forse perché c’era anche il doppiatore Amendola a rendere drammatica la scena con il suo timbro di voce particolare.

  4. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Oggi ho visto RAMBO III e non potevo non lasciare un commento:
    stupendo film d’azione, adrenalinico e magistrale. Persino a mia nonna è piaciuto tanto.
    Un film che da la carica e con una buona dose d’adrenalina.
    Il primo Rambo è un caso a parte perché è ambientato in città, però questo è veramente divertente.
    Grande Sylvester Stallone, ha dato prova di grande attore e ha reso indelebile questo eroe epico.
    Poi il dialogo ” John, cosa gli rispondiamo?” “Fanculo” meritava l’oscar.
    E lo scontro fra il carro armato e l’elicottero…
    Scusate, cerco di contenermi, ma è trementamente eccitante questo film.
    Comunque è un capolavoro.
    Mi dispiace che non abbiano parlato bene del quarto anche se devo ancora vederlo.

  5. Edoardo scrive:

    Beh…sul fatto che “RAMBO III” sia un capolavoro ho dei seri dubbi. Sicuramente è meglio del secondo,ma nessuno dei seguiti è al pari del primissimo “RAMBO”.

  6. Marco scrive:

    Tutta la TRILOGIA di Rambo è bellissima, figlia del suo tempo e capace di farci ricordare lo Stallone dell’epoca.

  7. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Scusatemi se mi sono assentato per così tanti giorni, ma proprio sabato è venuto a mancare il mio nonno paterno all’età di 93 e mi sembrava saggio dedicare un po’ di tempo alla sua memoria.

    Rispondendo a Marco, la trilogia di Rambo è veramente bella.
    Io il quarto non l’ho visto però Stallone era più bello fisicamente di ora e diciamo che i primi tre sono più attivi e ricchi d’azione.
    Del quarto non saprei.

  8. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Ieri ho visto John Rambo e devo dire che non è poi così male.
    Anzi mi è piaciuto.
    Meno fumettistico e propagandistico dei primi.
    è un’orgia di piombo che farebbe accapponare la pelle a Spielberg e al suo Soldato Ryan ( anche a Tarantino forse) buon film d’azione.
    Il doppiaggio è terribile.
    RIVOGLIO AMENDOLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

  9. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    è vero che John Rambo dura un’ora e venti ma provate a guardare il director’s cut.
    Quello si che dura tanto ed è anche bello.

  10. Fabrizio scrive:

    No, Riccardo: questo è un film scarso con una sceneggiatura debolissima, personaggi di contorno insignificanti e un personaggio principale spogliato di tutto il suo residuo fascino.

    Le scene di battaglia sono discrete ma in ogni caso assolutamente incapaci di riabilitare in alcun modo il film (Spielberg lasciamolo stare). La scena finale, poi, è più finta della faccia di Simona Ventura.

    L’unico grande film della serie è il primo.

  11. Edoardo scrive:

    Si,l’unico grande capitolo è il primo,ma a me è piaciuto pure questo,diciamo che con questo Stallone ha un po rimediato agli imperdonabili errori commessi nel secondo e nel terzo capitolo della saga.

  12. Fabrizio scrive:

    Secondo me, Edoardo, l’impegno di Stallone è da ammirare perchè relamente sentito come un’esigenza di cuore e non dettato da un’operazione meramente economica come in passato. Però se con “Rocky Balboa” era tutto sommato riuscito a fare un degno lavoro di riabilitazione, secondo me utile alla saga, qui non gli è riuscito di tirar fuori un film in qualche modo interessante. E’ un film sentito e sincero, ma brutto.

  13. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    No, non sono d’accordo Edoardo.
    Il primo film lascialo stare perché è un capolavoro a se, ma il secondo e il terzo sono veramente riusciti bene. Alla faccia degli errori.

  14. FERROA scrive:

    Ciao a tutti, ho ri-visto John Rambo di recente e complessivamente mi e’ ri-piaciuto. Senza guardarlo con criticita’ ma godendomelo minuto dopo minuto. In genere, se un film lo ritengo brutto, mi lascia quella sensazione mentre lo guardo e questo non lo ha fatto. Quando lo vidi al cinema, la prima impressione e’ che il finale precipitasse, nel senso che il film sembra volersi concludere con troppa fretta, corto, senza un finale con uno svolgimento complessivamente fluido, regolare e naturale. Ieri sera e’ stato trasmesso alla TV e considerando che ho visto scene mai viste, ritengo che abbiano preso la versione director’s cut (lunga) in modo che, nonostante le prevedibili immagini tagliate, avessero materiale per non ridurre il film a 50 minuti… cio’ che mi piace di questo Rambo e’ la percezione di maggiore realta’ (ovvio che la scena finale sia quanto di piu’ irreale ci sia…), come il primo Rambo, meno esagerato o quasi ridicolo dei successivi, che sembravano essere un esercizio di riprese sul fisico di Stallone piu’ che sul personaggio. Il mondo non ha regalato nulla a Rambo, e’ invecchiato e comprensibilmente disilluso. Conosciamo la sua storia e quando suggerisce alla ragazza “andatevene a casa” e stop (e poi “fanculo il mondo”), cosi’ semplicemente, e’ una emozione (almeno per me, vi sembrera’ strano) che rivedo volentieri, senza sparatorie o sangue. Cosi’ come mi e’ piaciuta di piu’ la scena finale (versione corta) quando lui guarda lei che piange, e si percepisce la consapevolezza di lei delle parole iniziali di Rambo, dopo tutto quel orrore da lei vissuto che va al di la’ della sequenza fiume del regista ma che si riferisce al messaggio di una guerra, quella in Birmania, terribile di cui il film fornisce fin dall’inizio una buona denuncia . Un commento del director’s cut: meglio la scena finale “senza” il saluto con la mano da parte di Rambo alla ragazza (versione corta) rispetto alla versione lunga, che trovo e’ un po’ infantile.

  15. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    confermami FERROA che il directors cut è migliore.

  16. FERROA scrive:

    Ciao Riccardo, proprio ieri sono andato a cercare il dvd (o bluray) ma il negoziante sembrava saperne meno di me della versione corta/lunga. Mi sono ripromesso, quando ho un minuto, di cercare oggi le differenze. Direi cmq che la director’s cut e’ la versione lunga da 135 minuti a cui il dvd fa riferimento quando riporta “versione senza censure”. Non avendola mai vista interamente, non posso confermarti o darti la mia impressione su quale delle 2 sia la migliore, si sottintende a parere mio. Dammi qualche giorno di tempo. Ma ti anticipo una cosa: “temo” (dai quelle 2 scene viste alla tv) che la director’s cut sia un po’ piu’ banale, con qualche stereotipo che ho gia’ visto in qualche film di Sly, un atteggiamento o frase che “di colpo” mi risveglia !!! facendomi passare da un film godibile e “serio” ad uno che cade nel ridicolo. E temo, non a caso, che per la versione cinematografica molte scene siano state tagliate. Non solo per evitare scene censurabili… Per vostra info, in bluray c’e’ solo la versione corta da quello che ho capito. A presto.

  17. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Grazie lo stesso.

  18. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Mi sono informato.
    quello che hanno fatto vedere alla tv è il director’s cut mentre quello che ho è la versione senza censura vietata ai minori di 14 anni.
    In questa versione il sangue è all’ordine del minuto.
    in certe sequenze si giunge anche allo splatter gratuito ad esempio nella scena in cui rambo spara con il mitra ad un soldato e gli fa partire la testa, oppure quando lancia una freccia con l’arco, fa cadere il nemico su una bomba e si vede lo schizzo di sangue che bagna lo schermo.

  19. FERROA scrive:

    Grazie Riccardo. Ho cercato di informarmi anche io ma inutilmente. Forse ho una certezza: il director’s cut contiene soltanto la versione del film “lunga”, non come credevo anche quella cinematografica. Immaginavo che la versione trasmessa fosse quella lunga e, pur non avendola vista integralmente, mi sento di bocciarla. Per 2 motivi: 1) la sensazione (che mi pare confermata dal tuo commento) che fosse tendente al ridicolo/eccesso e 2) che quella data in pasto al pubblico sia quella migliore possibile. Il fatto che siano state tagliate scene di semplice dialogo, apparentemente secondarie (non di guerra/sangue/morti etc), mi convince del fatto che abbiano voluto dare una maggiore serieta’ al film. Quando Rambo punta la freccia dell’arco sulla fronte del mercenario, la versione cinematografica e’ secca, corta, senza retorica e per questo altamente efficace. Quella tratta dal film lungo e trasmessa alla tv e’ una cosidetta “stallonata”, mi ricorda qualche bambinata tipo “il pallone e’ mio e non giochi piu'”… morale: vado di versione corta ma in blu ray, almeno con qualche dietro le quinte…

  20. Edoardo scrive:

    Se guardate su IMDB.com,Stallone sembra voler scrivere e dirigere un quinto RAMBO dopo “The Expendables”. Ma questo quarto non bastava?

  21. FERROA scrive:

    bastava si’… :-)

  22. Enrico scrive:

    Sei il mio attore prefereito e i film che mi sono piaciuti di più sono stati Rambo 3 e 4.
    Ho 16 anni.Rispondi

  23. Riccardo ( ex Mickey Rourke ) scrive:

    Rambo 3 secondo me è inferiore a rambo 2 però il quarto è veramente bello anche se non lo riguarderei tutti i giorni.

  24. Edoardo scrive:

    Secondo me RAMBO II e III sono noiosi,il primo è davvero bello ed interessante,ed il quarto mi è sembrato degno.

  25. Riccardo scrive:

    Sai edoardo che comincio ad avere dei seri dubbi:
    la prima volta che l’ho visto, il quarto rambo mi è anche piaciuto, la seconda volta l’ho apprezzato e lo ho considerato un capolavoro del genere, ma poi man mano che lo riguardo comincia anche a darmi il disgusto: non per le scene splatter ma per le sue banalità.
    Comincio a ricredermi: era meglio fermarsi al terzo episodio.

  26. marco pisellonio scrive:

    “john rambo” è un capolavoro. spiace che solo in pochi non ottusi se ne siano accorti.

  27. Riccardo scrive:

    Qualcuno ha visto COBRA con Stallone per la regia dello stesso regista di RAMBO II? Cobra è decisamente un buon film d’azione anche se nella parte finale è un pò troppo violento….comunque non sminuisce il film che è ben interpretato da un mitico Stallone.

  28. sly scrive:

    RAGAZZI il dvd versione noleggio e per la vendita di john rambo e’ uguale alla versione trasmessa al cinema. Nel dvd doppio disco detto director’s cut che riporta scritto 88 min nel primo disco ha si e no 2 minuti in piu’ ma neanche che comprendono qualche braccio tagliato in piu’ e mutilazioni nelle scene di guerra ma non ce’ traccia ne della preghiera del prete e ne del saluto finale di Rambo con la mano trasmesso in tv che comunque dato in prima serata e’ tagliato per ovvie ragioni di fascia protetta. Neanche nelle scene eliminate nel secondo disco c’e’ traccia del saluto. Quindi se possiamo aiutiamoci a vicenda per trovarlo…

  29. Marco scrive:

    Su questo film volendo si può fare un discorso nostalgico, sulle motivazioni per cui Stallone abbia fatto ciò (le stesse di Rocky Balboa presumo) e sulla guerra in Birmania, argomento quantomeno coraggioso ma non possiamo esimerci nel bocciare il film dal punto di vista tecnico (almeno per me): attori sterotipati, dialoghi veramente risibili, montaggio che non mi è affatto piaciuto e sceneggiatura strabanale.

    La regia di Stallone è apprezzabile nella prima parte che contrappone la vita che sta vivendo il protagonista con i genocidi che sta subendo la Birmania (scene ben girate e disturbanti) con un cattivo abbastanza bastardo (ma bene o male tutti gli antagonisti della saga sono stati bastardi al punto giusto) sottolineata da una buona prova musicale, anche l’attacco dei pirati birmani e ben girato con una disceta suspence.
    Ho trovato anche delle scene che Stallone ha inserito per richiamare i vecchi capitoli, flashback a parte.

    Successivamente poi il film perde di mordente e si fa noioso alquanto, neanche le scene di battaglia me lo hanno fatto risollevare a causa del montaggio troppo videoclipparo e veloce che in mano a gente che non è capace di usare questo modo di girare viene fuori una ciofeca.
    Il ritorno a casa dell’eroe è si incollato li per finire il film ma volendo per chi ha amato la saga lo si potrebbe anche definire una buona fine.
    Nel complesso sono d’accordo con la recensione.

    I primi tre capitoli restano dei cult inossidabili.

  30. Andrea scrive:

    Ragazzi, va bene nutrire affetto per Stallone (io stesso sono cresciuto con i suoi film e quelli di Schwarzy) ma definire Rambo II e Rambo III capolavori mi sembra troppo.
    Se uno si estrania un attimo e li valuta oggettivamente trattasi di smargiassate che non stanno né in cielo né in terra!!! Li amiamo (perché a modo loro sono adrenalinici e coinvolgenti) ma cinematograficamente i capolavori sono altri.

  31. Marco scrive:

    Ho visto “Jimmy Bobo” e personalmente mi ha deluso anche Sly come successo coi i “film della riscoperta” di Willis e Schwarzy.
    All’inizio è abbastanza divertente con scene ben montate e una buona dose d’ironia (apprezzata anche la scena dove fa vedere le foto che ritraggono le varie fasi d’invecchiamento di Sly, cosa che ce le fa accumunare ai vari film del passato, una sorta di tributo alla sua carriera), successivamente, colpa di una scontatissima e ridicola sceneggiatura, la noia inizia a farsi sentire e l’azione anche se c’è ma non riesce a colpire. Montaggio e regia diventano troppo ridondanti e frenetici e non sortiscono l’effetto sperato.
    Buona la fotografia. Attori…diciamo che non hanno vinto giustamente nessun premio :)

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