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"La calle de la Amargura" di Arturo Ripstein

11 settembre 2015 Recensioni 0 Commenti
La Calle de la Amargura

Inedito in Italia – Respingente

Due anziane prostitute vanno a letto con due gemelli nani, lottatori di wrestler, e progettano di derubarli addormentandoli utilizzando gocce per occhi. Tutto sembra andare secondo i piani, ma la dose di farmaco utilizzata è quella per uomini di statura nella norma, non nani…


La Calle de la Amargura, nuovo film di Arturo Ripstein, ha come difetto principale quello di essere poco coraggioso. Dalla trama si capisce come il regista messicano abbia voluto dare un tono grottesco alla vicenda. Alcune scene e alcuni dialoghi sparsi nel corso della proiezione rivelano questo carattere del film (“Ho una figlia puttana e un marito frocio, e allora?”), ma è troppo poco e avviene troppo di rado. Per tutto il resto della pellicola si assiste a qualcosa dalle forti connotazioni drammatiche ma senza quella passione che il cinema drammatico richiede.

Ripstein non riesce a coinvolgere lo spettatore nelle vicende narrate sullo schermo, complice anche la scelta di girare sempre in interni, al buio con una fotografia in bianco e nero molto satura. Inoltre le inquadrature scelte dal regista sono quasi sempre distanti dai volti delle attrici che appaiono in ombra e di difficile lettura. Nonostante questo, il film ha i suoi lati positivi: i personaggi sono interessanti quanto basta e se si toglie la sovrastruttura e ci si concentra sulla vicenda e sulle miserrime vite dei protagonisti, si assiste a una proiezione interessante dove le riprese sottolineano i dialoghi e viceversa.

Ripstein è fedele a se stesso e continua a rappresentare personaggi che non riescono a evadere dal loro destino di povertà e miseria. Non c’è luce in fondo al tunnel, così come non ce n’è in Calle de la Amargura. Il futuro non può che essere simile al presente e attorno ai protagonisti non c’è nulla. Non ci sono personaggi secondari, sembra che il mondo si autoconcluda nei quattro squallidi ambienti (poco importa che siano al chiuso o all’aperto) in cui si svolgono tutte le vicende del film. I personaggi sembrano tutti estranei uno all’altro nonostante siano figli e mariti, amanti e fratelli: tutti persi nella penombra della loro solitudine.

Mosso da un ritmo estremamente lento, La Calle de la Amargura è un film che non affascina, e che sembra faccia di tutto per respingere lo spettatore, che fa fatica a seguire la vicenda e arriva al termine della proiezione spossato e affaticato, negli occhi e nella mente.


La locandina di La Calle de la AmarguraTitolo: La Calle de la Amargura
Regia: Arturo Ripstein
Sceneggiatura: Paz Alicia Garciadiego
Fotografia: Alejandro Cantù
Interpreti: Patricia Reyes Spíndola, Nora Velázquez, Sylvia Pasquel, Arcelia Ramírez, Alejandro Suárez, Alberto Estrella, Erando González
Nazionalità: Messico – Spagna, 2015
Durata: 1h. 39′


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