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"La Città Verrà distrutta all'Alba" di Breck Eisner

21 aprile 2010 Recensioni 3 Commenti
Alessandro Barbero, 19 Aprile 2010: Teso
Medusa, 23 Aprile 2010

L’incidente di un aereo militare carico di un’arma batteriologica provoca un’ondata di violenza in un tranquillo paesino della campagna statunitense. Pochi sono quelli che non vengono colpiti dalla pazzia che si impossessa dei contagiati e per loro la fuga è l’unica via per sopravvivere…


C’è un regista che ha cambiato la storia del cinema horror, il suo nome è George A. Romero. Molti hanno imparato la sua lezione, ma lui rimane un caso a parte. Voler girare il remake di uno dei suoi primi film potrebbe apparire, dunque, una sfida impossibile, destinata all’insuccesso. Breck Eisner si è invece assunto questo rischio, portando a termine un lungometraggio teso e un po’ furbo. E’ lo stesso Romero ad aver fatto i complimenti al regista, ed è sempre lui ad essere uno dei produttori esecutivi della pellicola. Pur rispettando in modo abbastanza fedele la trama del film originale, Eisner ha modificato alcune situazioni e ha certamente lavorato sul ritmo del film, rendendolo più veloce e moderno. Se quella di Romero voleva essere un’esplicita denuncia dell’incompetenza dell’esercito e dell’assurdità della guerra, in questo caso è l’intrattenimento l’obiettivo fondamentale che gli sceneggiatori si sono posti, senza rinunciare a rendere le situazioni il più credibili possibile.

E’ proprio questa caratteristica, in ultima analisi, a rendere la pellicola diversa da molte altre. Il virus provoca in chi viene colpito reazioni diverse a seconda del carattere che, da sano, ciascuno possedeva. Così i cacciatori di frodo, predisposti a usare il fucile con facilità, cominciano a dare la caccia agli uomini, caricandoli sul loro pick-up come fossero cervi. I contagiati non si trasformano in una massa ebete di esseri sub-umani assetati di sangue, ma sono individui che, ciascuno in modo diverso, si lasciano andare ad atti di violenza certamente sanguinaria ma poco prevedibile. Chi invece ha poche giustificazioni sono i militari che, per insabbiare un loro errore e limitare la diffusione del virus, non esitano a utilizzare i mezzi più estremi.

Il regista, a voler essere sinceri, gioca molto con gli strumenti del più classico cinema horror. Lo fa, talvolta, in modo fin troppo furbo. La classica scena di una mano che si appoggia alla spalla del personaggio inquadrato in primo piano è fin troppo sfruttata ma, a onor del vero, ogni volta sortisce in pieno il suo effetto, grazie proprio alla poca prevedibilità delle conseguenze del contagio sulla mente di ciascuno. Più prevedibile è, invece, la trama del film nel suo complesso. Questo rende la pellicola godibile, tesa, in qualche caso originale, ma in un certo senso convenzionale, senza grosse novità rispetto a quanto il cinema ha già offerto in materia. Tutto sommato gli elementi positivi prevalgono su quelli meno indovinati, ma l’impatto in termini di innovazione del linguaggio cinematografico che aveva avuto il cinema di Romero qui non esiste; mentre l’originale è  diventato un piccolo cult del cinema horror, il suo remake è semplicemente un buon film senza ulteriori possibilità.


Titolo: La Città Verrà distrutta all’Alba (The Crazies)
Regia: Breck Eisner
Sceneggiatura: Scott Kosar, Ray Wright
Fotografia: Maxime Alexandre
Interpreti: Timothy Olyphant, Radha Mitchell, Joe Anderson, Danielle Panabaker, Christie Lynn Smith, Brett Rickaby, Preston Bailey, John Aylward, Joe Reegan, Glenn Morshower, Larry Cedar, Gregory Sporleder, Mike Hickman, Lisa K. Wyatt
Nazionalità: USA – Emirati Arabi, 2010
Durata: 1h. 41′


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Attualmente ci sono 3 commenti a questo articolo:

  1. Gian scrive:

    errore nel titolo

  2. Alberto Cassani scrive:

    Boia miseria… Grazie dell’avviso, Gian.

  3. Marco scrive:

    Il film è notevolmente ben fatto, le tensione è palpabile soprattutto nella prima parte con scene notevolmente ben fatte e girate egregiamente, nella seconda diventa un normale film horror-catastrofico che si lascia seguire tranquillamente non annoiando.
    Il largo uso della camera a mano non distrurba anche se qualche volta esagera con i primi piano, la fotografia troppo scura e il montaggio un pò troppo veloce che non riesce a far capire allo spettatore bene cosa stia succedendo rendendolo leggermente confuso, questo nella parte centrale.
    Buoni gli effeti nella scena finale.

    Mettendo da parte la qualità dell’opera, mi chiedo cosa serva girare questo tipo di film nel 2010 se non altro per omaggiare Romero o comunque portando alla conoscenza un film che all’epoca non riscosse tanto successo.
    Tutte le scene sono pienamente già viste in altri film partendo da 28 Giorni Dopo e via discorrendo, la minaccia poi mi ha terribilmente ricordato E Venne Il Giorno.
    Ok che lo spunto parte dal lontano 1973 e che le pellicole che ho citato si rifanno da li in poi ma fare un remake con scene già viste e riviste adesso mi sembra un pò inutile.
    Questo discorso non si può fare con il remake di Zombie del 2004 dato che fino ad allora di zombie e infetti si era visto solo in 28 Giorni Dopo e Resident Evil (parlando sempre di opere recenti).
    Quindii buona confezione ma non lascia nulla allo spettatore se non altro un bel senso di deja vù.

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